A sovranismo limitato
di Marco Travaglio - 07/03/2026

Fonte: Il Fatto Quotidiano
Ora che perfino Crosetto dichiara che Usa e Israele sono “fuori dalle regole del diritto internazionale” come la Russia in Ucraina, i casi sono due: o inviamo armi agli iraniani aggrediti e sanzioniamo gli aggressori Usa e Israele, o smettiamo di inviare armi a Kiev e di sanzionare Mosca. Invece armiamo gli aggrediti ucraini, ma anche gli aggressori israeliani e i loro complici sauditi, qatarini, emiratini e kuwaitiani. Non solo: dal 2022 abbiamo rinunciato gradualmente al gas russo e l’Ue ha appena varato una legge per portarlo a zero nel 2027 perché Mosca viola il diritto internazionale. Quindi, ora che lo violano anche gli Usa, delle due l’una: o ricominciamo ad acquistarlo dalla Russia, o smettiamo di acquistarlo dagli Usa. Naturalmente non faremo nessuna delle due cose, perché siamo governati da scemi di guerra che credono alle balle che raccontano. Tipo che la nostra energia non può dipendere da un’autocrazia: infatti, siccome il gas e il petrolio vengono quasi tutti da Paesi autocratici, li compriamo da Egitto, Algeria, Libia, Angola, Azerbaijan, Arabia Saudita, Emirati, Iraq, Qatar e Congo. E Pichetto Fratin assicura che ora “ci aiuteranno Mozambico, Libia, Algeria e Azerbaijan”: cioè chiediamo a quattro autocrati di aiutarci contro uno, quello che fa il prezzo migliore. Vuoi mettere Putin il Terribile al confronto di quel bocciuolo di rosa del tiranno islamico filoturco azero, Ilham Aliyev, al potere dal 2003 quando successe al padre, responsabile dello sterminio e della pulizia etnica degli armeni cristiani in Nagorno Karabakh, ricevuto, visitato e riverito da Mattarella più volte, l’ultima in ottobre a Baku. Avercene, di amici così.
Ora questi “sovranisti” a sovranità limitata e i loro valletti “riformisti” sono impegnatissimi ad attaccare il Comitato paralimpico che ha riammesso gli atleti russi e bielorussi con le loro bandiere: volevano continuare a far pagare ai paraplegici le colpe dei loro governi, ma solo a loro (la regola non vale per Israele né per gli Usa, responsabili del maggior numero di morti ammazzati dai tempi di Nagasaki). E quel genio di Giuli critica Buttafuoco perché invita anche artisti russi e iraniani alla Biennale: invece americani e israeliani sono sempre i benvenuti. Intanto Zelensky minaccia di morte il premier ungherese Orbán (“Daremo il suo indirizzo alle nostre forze armate perché lo chiamino loro e gli parlino nella loro lingua”), ma nessuno invoca l’articolo 5 della Nato e l’articolo 42 dell’Ue per difendere l’alleato (Budapest, non Kiev che non è alleata di nessuno). Del resto, da quando il regime ucraino ci fece saltare i gasdotti NordStream, non facciamo che punirlo finanziandolo e imbottendolo di armi. Per dargli un’altra chance.

