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Dio ci salvi dai moderati guerrafondai

di Marcello Veneziani - 06/09/2026

Dio ci salvi dai moderati guerrafondai

Fonte: Marcello Veneziani

C’era una volta il moderato. Era colui che frenava quando gli altri acceleravano, che smorzava quando gli altri appiccavano il fuoco, naturalmente per la pace, la mediazione e il dialogo; c’era sempre una soluzione migliore che passare alle mani, imbarcarsi in una guerra, armarsi e attaccare. Li abbiamo conosciuti lungo il novecento i moderati, anche se c’erano anche prima, anzi ci sono sempre stati. Erano neutralisti al tempo dell’interventismo, erano afascisti durante il regime, una parte si rivolse tiepidamente al regime ed un’altra  sposò altrettanto tiepidamente l’antifascismo. Riapparvero dopo la guerra felicemente smemorati del passato. Furono in larga parte cattolici, magari all’acqua di rose, una fede blanda e ragionevole, borghese e senza grandi slanci. Furono liberali ma poi votavano democristiano e comunque si professarono per definizione contro gli opposti estremismi, pensavano che in ogni campo dovesse prevalere il buon senso, tenere a freno gli impulsi e le passioni, che la via migliore anche con i dittatori di fuori e i regimi dispotici, fosse la diplomazia. Il moderato parlava con pacatezza, non urlava, aveva uno stile sobrio, con qualche mosceria, aveva un’andatura moderata. Non correre papà.

Ora che gli estremisti sono fuori dalla politica o ai suoi margini, ora che non si trovano più fascisti, comunisti, integralisti nei partiti manco a pagarli per recitare un ruolo, è successo qualcosa di sconvolgente: i moderati sono in Italia, e non solo, il partito del riarmo, dell’interventismo militare, della guerra su tutte le ruote e in tutti i campi. Caldeggiano la guerra “preventiva” ovunque vi sia a loro avviso una minaccia anche vaga, e perfino surreale: chiedono che l’Europa scenda in guerra con la Russia, con la scusa che è la Russia a voler attaccare l’Europa. La controprova, naturalmente, è la guerra in Ucraina, che viene considerata una costola dell’Europa anche se da secoli è stata con la Russia; si prescinde totalmente dalle ragioni che hanno portato al conflitto russo-ucraino e si dimentica l’atteggiamento occidentale e statunitense in particolare che ha sempre tifato per quel conflitto, perché avrebbe inguaiato la Russia e l’Europa, come di fatto è avvenuto, e perciò avrebbe rafforzato gli Usa. Si dà per scontato che l’Ucraina sia Europa anche se per secoli di storia, per lingua, letteratura, religione, affinità di popoli e perfino per corruzione, scarsa democrazia e apparato militare, è molto più simile alla Russia.

Il moderato incoraggia a dare pacchi di miliardi al corrotto regime di Zelenskij, a cui aggiungere pacchi di miliardi per riarmarci pure noi europei sempre in funzione antirussa; e sottrarre pacchi di miliardi per i danni commerciali ed “energetici” che ci stiamo facendo con le sanzioni alla Russia. Senza dimenticare i pacchi di miliardi che ci stiamo rimettendo dacché impazzano queste guerre ad est e in medio oriente e i carburanti vanno alle stelle, con tutta una ricaduta sui prezzi di ogni genere oltre che sul pieno di benzina.

Ma i moderati, soavi anime belle che stanno di preferenza al centro, a cavallo tra il governo e mezza opposizione, non si accontentano della guerra con l’Oriente. Strizzano un occhio perfino all’esagitato Trump nella sua scellerata e unilaterale guerra all’Iran che ci ha cacciati in un mare di guai. E non contenti, chiudono l’altro occhio ai massacri quotidiani, alle aggressioni dei coloni e agli attacchi a tutti i paesi vicini, dell’Israele di Netanyahu perché è avamposto dell’Occidente, combatte per tutti noi, fa il lavoro sporco che noi non abbiamo il coraggio di fare. 

Come i moderati di un tempo anche quelli di oggi non sono né di destra né di sinistra, o lo sono se la destra e la sinistra si convertono al “buon senso” moderato; vale a dire bombe & libero mercato, armi & capitale. Sono per indole più inclini al centro-destra e trovano interlocutori tra i moderati di quell’area anche nel governo; ma poi, sapendo che si è trattati meglio se si appare col centro-sinistra, alcuni di loro pavoneggiano un vecchio pedigree di sinistra, si reputano ancora tali, o più salomonicamente stanno nel mezzo, e saltano da qua a là come anguille d’allevamento.

Il moderato guerrafondaio è una novità assoluta sulla scena politica ma vellica la paura dei benpensanti, quella che rende violento e cruento persino il “borghese piccolo piccolo” (do you remember il film di Mario Monicelli con Alberto Sordi?).

Insomma, un tempo erano i d’Annunzio, i Marinetti, gli ardimentosi volontari, i militi e i rivoluzionari, e più di recente i contestatori, i ribelli, i seguaci di Che Guevara e di Mao Tzedong, a suonare la carica, disotterrare l’ascia di guerra e spaventare i moderati. Ora invece sono i moderati, i ragionieri e i romani della buona borghesia, i figli de mammà, fallaciani tardivi, a spingere per la guerra ad oltranza, ovunque ci sia un focolaio. Sono loro gli estremisti del momento, ma loro tengono alla fama di mansueti, ragionevoli, filo-occidentali; lo fanno per salvare la nostra libertà e i nostri diritti. Salvo accusare chi non la pensa come loro di tramare e prendere soldi dai russi, dai persiani, da Hamas e paraggi. Dio ci salvi dai moderati che ci stanno portando in guerra e a svenarci economicamente allo scopo di prevenire la guerra altrui. E per evitare che un missile nemico, un drone russo o iraniano, venga a sporcare il salotto de casa.