L'uso politico della toponomastica
di Lorenzo Borrè - 12/07/2026

Fonte: Lorenzo Borrè
Non sono tra i sostenitori del generale Vannacci: pur condividendo alcune sue critiche allo status quo, una netta linea di demarcazione -politica e non solo- mi separa dalle sue esternazioni sulla "propaganda filopalestinese" e sulla questione islamica. Ed oggi come oggi, ma in realtà non da oggi, l' aperta e netta condanna di quanto avvenuto e avviene a Gaza, rappresenta l' al di qua, del crinale schmittiano che divide politicamente l' Amico dal Nemico.
Ma.... (e so che questo "ma" suonerà agli occhi di molti come quello di chi inizia un discorso premettendo: "non sono razzista, ma...."), MA, dicevo , quello che è successo ieri a Riva Ligure e cioè la contestazione al leader di Futuro Nazionale da parte di un antagonista politico che gli ha ricordato che quella in cui stava parlando era una piazza intitolata a Giacomo Matteotti e che pertanto non poteva permettersi di affermare che "l'antifascismo è anacronistico" dimostra come in questo Paese anche la toponomastica assuma un rilievo politico che degrada in modo preoccupante verso l'antidemocrazia, allorché essa è utilizzata non per la memoria storica (che è un elemento fondante della coesione nazionale e del continuum identitario di un popolo, se condivisa), ma per cercare di privare di legittimità gli argomenti dell'avversario di oggi.
Ed è ancor più preoccupante se la toponomastica fornisce il pretesto per la legittimazione di una guerra civile permanente contro i "fascisti" di turno o come fattore di legittimazione di una parte politica ormai fortemente minoritaria, che però non sa parlare più alla nazione e alla cittadinanza, proprio perché svilisce altri principi fondanti: la sovranità e l' identità culturale.
Evidentemente il flop del patentino antifascista della fiera libraria romana non ha insegnato nulla, non spinge a riflettere e a riconoscere che su questo Vannacci ha ragione: l' antifascismo è anacronistico. E lo è perché il fascismo non esiste più da 80 anni.
E se i suoi cultori continueranno su questa falsariga si avrà allora l' effetto di un antifascismo screditato proprio da un agire che si proclama (anacronisticamente) antifascista.
