Emma Bonino ed Oriana Fallaci, dall'aborto ai bombardamenti umanitari
di Antonio Terrenzio - 16/09/2026

Fonte: Antonio Terrenzio
Cos'hanno in comune due donne dal percorso politico apparentemente diverso ma in realtà convergente? In questi giorni si celebra con funerali di Stato Emma Bonino, alfiera dell'abortismo clandestino con pompa da biciclo. 11000 feti aspirati e buttati nel cesso per questa killer dei diritti senza responsabilità verso se stessi e verso bambini mani nati. L'unico record stabilito dalla figlioccia di Marco Pannella, una che si è mossa tra destra e sinistra tra convenienza ideologica ed opportunismo di potere. Ma a generare sconcerto sono quelle donne giunte al capezzale a ricordare questa "grande donna che si è battuta per i diritti delle donne", quello appunto di rivendicare la strage nazionale di 11000 bambini. Una stakanovista dell'aborto clandestino, una strage immane che invece di generare sgomento produce retorica femminista anche da parte di chi pensa di non esserlo, perché comunque è morta "una grande donna". Ma dove? Cosa ha mai prodotto per la civiltà e la cultura Italiana? Perché le sono stati tributati i funerali di di Stato, e con quale diritto? Emm' B'nine come scrive Max Del Papa sul suo Blog, "amava chiamarsi così, con vezzo e egocentrico e parlando in terza persona, voleva, pretendeva, "Une donne al Quir’n’le, chi se non Emm B’nine?”. Non ha mai fatto niente per il suo Paese, per la sua civiltà, per la sua crescita. Nemmeno due cancri ed il trapasso nel dolore l'hanno portata al pentimento, alla resipiscenza, macché, ha sempre rivendicato quelli 11000 feti aspirati e gettati in un secchio con orgoglio, aiutando, lei dice, quelle donne che non potevano abortire perché non c'era ancora la 194 a permetterlo, non magari il livore e la frustrazione repressa per non poterne avere, e che poi si sfogavano aspirando uteri a più non posso... Chissà quanti incubi, chissà se quegli 11000 mila bambini le saranno venuti in sogno a tormentarla per averli strappati alla vita e per aver condannato al dolore loro quelle donne comunque complici di quell'abominio.
Emma Bonino
è stato ossequiosa dei diktat dell'Occidente distruttore e bombardatore di popoli di Nazioni sovrane. Dai bombardamenti alla Serbia nel 99, allo spianamento della Libia, a Gaza ed al sostegno convinto al riarmo contro la Guerra alla Russia, sempre con quel turbante in testa a mo' di profetessa della distruzione di tutto ciò che non rientrasse nei canoni di vita del nichilistico Occidente. E quella difesa senza vergogna del magnate ebreo George Soros e delle sue infami speculazioni finanziarie contro la sterlina e la lira negli 90. Una così, celebrata da Mattarella e da Bergoglio paragonata a Papa Giovanni Paolo II con blasfemia luciferina.
Dio ce ne scampi se una così non è diventata anche PdR, ma dato il curriculum e le amicizie importanti non c'era da sorprendersi se avessimo dovuto subire pure questo oltraggio.
Un'altra donna, Oriana Fallaci, icona dei conservatori liberali filo americani fino al midollo. Anche lei donna celebrata per Il "Coraggio e l'orgoglio" e quella "lettera ad un bambino mai nato", confessione ad un bambino vittima di un aborto spontaneo (dettaglio singolare e rivelativo del libro). Le arringhe rabbiose, dove la Fallaci, tabagista compuliva (dettaglio freudiano) e caratterizzata da un ego smisurato (l'orgoglio, peccato mortale di tutte le donne!) tacciava gli interlocutori di non immischiarsi in una faccenda, l'aborto, che riguardava solo ed esclusivamente la donna. La decisione esclusiva di preferire la carriera a quello di mettere al mondo un essere umano, e che, fosse piaciuto o meno, sarebbe spettata sempre alla donna. Quella superbia, quella intolleranza, e quella rabbia ostentata che l'Oriana metteva in mostra con la consueta sfrontatezza ed indocilità. Sfrontatezza ed indocilità che venivano meno solo quando il rivoluzionario socialista greco "Alekos" Panagulis, l'uomo al quale era legata, come ricorda Massimo Fini, le mollava dei ceffoni memorabili. Oriana Fallaci fu femminista come Emma Bonino, una santina della destra, l'altra della sinistra, due donne unite anche nella difesa dello stile di vita occidentale dove questo significava libertà o libero arbitro rivendicato a dispetto dei legami sociali
ed intergenerazionali. Furono entrambe portatrici del vento nichilistico che si scagliò sulla famiglia ed i costumi tradizionali, con la legge sull'aborto e sul divorzio e di quella cultura dell'emancipazione che hanno portato allo sfacelo totale la società, con una depressione demografica che è sintomo inquietante di una civiltà morente.
La Fallaci condivise con la Bonino anche l'odio verso l'Islam come cultura ancora prima che come minaccia alla civiltà occidentale. Dopo l'attentato alle Torri Gemelle con il suo best seller "La Rabbia e l'orgoglio", diede libero sfogo al suo odio ed alla sua foga di vendetta. Nell'Islam prima ancora che una attacco culturale all'Occidente, vedeva una minaccia al suo stile di vita libero ed alla sua emancipazione femminile. Anche in quel caso l'interesse egoistico e privato, la libertà di disporre della propria vita come meglio si vuole, era quello che la Fallaci teneva maggiormente, non diversamente dalla Bonino. Non si accorse perché non gli interessava minimamente, che l'agonia dell'Occidente proveniva dalla perdita del sacro, da una società secolarizzata, dall'individualismo cinico e ad un consumismo onnivoro che lo stava fagocitando.
Condivise con la Bonino anche la fregola per i bombardamenti umanitari ed il regime change, un filo-atlantismo cieco ed una intolleranza verso ogni altra forma di regime che non fosse allineato al "Washington Consensus". Filo-israeliane entrambe per continuità di interessi e per equazione ideologica, comunque dalla parte del padronato finanziario e neo-liberista.
Per concludere il breve confronto tra queste due donne è stato utile mettere in risalto la continuità ideologica tra due figure della destra e della sinistra liberali. Entrambe sono state due icone del neoliberismo applicato ai diritti individuali e ad i rapporti forza internazionali. Tramite la vita e le idee di queste due militanti dei diritti e del primato dell'Occidente, il neoliberismo si è fatto spazio avanzando e lasciando macerie sul piano delle rapporti sociali e nell'ordine internazionale. Emma Bonino ed Oriana Fallaci hanno lasciato un'impronta negativa indelebile ed il fatto che oggi le si celebri come delle grandi donne solo perché una società guidata da valori ginecocratica ne impone la venerazione, non cambia il fatto che siano state donne sempre a fianco del potere anche se si credevano ostili ad esso. Sono state le erinni di quello che oggi è naufragato nella cultura woke e nella cancel culture anche se li avrebbero combattuti come prodotto malato dell'Occidente che odia se stesso. Sono state infine le ancelle di quella macchina dei desideri capitalistica che tramite la pretestuosa lotta per l'emancipazione delle donne, avrebbe prodotto quel mondo triste, senza figli e senza futuro che viviamo adesso.
