Epstein: degenerazione o rappresentazione?
di Enrico Tomaselli - 22/02/2026

Fonte: Giubbe rosse
Guardiamo - sempre noi, in occidente - all'affaire Epstein come all'improvvisa eruzione di un magma oscuro e orribile, che porta in superficie sporcizie inaudite. O almeno, è sostanzialmente così che ci viene raccontato dai media - sempre i nostri, occidentali. In realtà, a ben vedere siamo in presenza di una eruzione controllata, in cui il materiale magmatico viene accuratamente selezionato ed incanalato. E fondamentalmente è per una serie di circostanze fortuite che sono emersi gli indizi di ciò che ribolliva nel sottosuolo, sinché la puzza di zolfo s'è fatta così forte che non si poteva più nascondere, ed è stato necessario procedere - appunto - ad una eruzione pilotata.
Inutile dire che, con facile gioco, si è pilotata l'attenzione pubblica verso gli aspetti più pruriginosi, e/o moralmente orribili, così da usare gli effetti piroclastici dell'eruzione come una cortina fumogena, atta a coprire la ben più corposa sostanza politica, ovvero la gigantesca operazione di dossieraggio e ricatto messa in atto dal Mossad, all'ombra delle perversioni di Epstein e della di lui consorte. Ed è tale e tanta l'urgenza di coprirla, che sia Obama che Trump - due personaggi che si odiano personalmente, ma che afferiscono al medesimo sistema di potere - hanno tirato fuori, a distanza di qualche giorno l'uno dall'altro, addirittura l'esistenza degli alieni. Sembra quasi la scena di John Belushi in Blues Brother, "è crollata la casa, il terremoto, le cavallette!..."
Ma la questione reale è un'altra. Cos'è, effettivamente, quello che ci raccontano i file Epstein? È lo spaccato di un mondo oscuro, malato, che si nascondeva (neanche poi tanto…) tra le pieghe del civilissimo occidente? O meglio, era soltanto questo?
Ogni anno nel mondo scompaiono tre milioni di bambini. Tre milioni. Cosa crediamo che gli accada? Certo, adozioni illegali, traffico di organi, schiavitù minorile - ammesso che si possano considerare cose di minor conto; ma se anche uno su mille finisce nelle maglie di potenti reti pedofile, parliamo di 3.000 bambini. Ogni anno. E che dire dei 20.000 bambini palestinesi uccisi da Israele, nel silenzio e nella complicità dell'intero occidente? Quanto è diverso ucciderne uno per bere il sangue ricco d'adrenocromo, ed ucciderne migliaia perché considerati "animali umani" (parole dell'ex ministro della difesa di Tel Aviv, Yoav Gallant)?
Quello che ci raccontano i file Epstein è proprio questo, è la punta di un iceberg, la degenerazione estrema delle élite occidentali - e dei loro 'clientes'. Ma questa degenerazione è anche, al tempo stesso, la rappresentazione dello spirito di queste élite, in cui l'ubriacatura di potere, assoluto e non soggetto ad alcunché, è l'elemento comune tra la punta dell'iceberg appena emersa, ed il corpo massiccio che si muove sotto la superficie.
Davvero non importa se e chi abbia partecipato ai festini, chi siano gli stupratori, i pedofili, i satanisti… o meglio, è una questione da codice penale. E che con tutta probabilità si concluderà con un sostanziale nulla di fatto, a parte qualche pesce piccolo, o più fesso degli altri. Quando Trump dichiara tranquillamente che l'unico limite alla sua azione è la sua propria morale (e già non sai se ridere o piangere), quando straccia il diritto internazionale, attacca un paese e ne rapisce il presidente perché dichiaratamente vuole impossessarsi del loro petrolio, quando minaccia il leader di un altro paese di arrendersi ed andarsene altrimenti verrà ucciso, quando minaccia un paese alleato di sottrargli un pezzo del suo territorio, e tutto questo nel sostanziale silenzio dell'intero mondo occidentale, cos'altro è se non la proiezione su scala globale, e con spudorata rivendicazione pubblica, del medesimo spirito con cui Epstein ed i suoi sodali stupravano una minorenne?
Jeffrey Epstein è il piccolo mostro di Little St. James, che però getta luce sulla mostruosità delle élite occidentali, ed in ultima analisi dell'occidente tutto intero. Che rifiuta di arrendersi e di rinunciare ai secolari privilegi di cui gode, grazie a crimini compiuti per centinaia d'anni, ed a dimensione planetaria, al confronto dei quali quelli nascosti tra gli omissis dei famosi file sono bazzecole. Non se ne esce. O ci sarà una rivoluzione che riporti necessariamente in auge lo strumento di Joseph-Ignace Guillotin, o prima o poi il resto del mondo farà irruzione nel 'giardino' d'occidente. E allora a cadere non saranno soltanto le teste dei membri dell'élite.

