Erri de Nulla
di Daniele Perra - 26/05/2026

Fonte: Daniele Perra
Un noto esponente dell'intellighenzia che piace, Erri de Luca, autore di libri che grazie a Dio non ho mai letto neanche in gioventù per sbaglio (e che mai leggerò), ha sentito l'esigenza di dichiararsi apertamene sionista (che equivale a sentire l'esigenza di dichiararsi a favore di un progetto coloniale su base etnico-suprematista). Non solo, questo vate del nulla, ha pure negato il fatto che in Palestina si stia compiendo un genocidio, declinandolo più o meno nei termini di danni collaterali della guerra moderna.
Bene, il primo errore di questo ennesimo rappresentante della decadenza strutturale/mentale della cultura italiana sta nel fatto che, come tanti altri con lui, riduce la storia della questione palestinese agli ultimi due anni e mezzo (ovvero, a quanto avvenuto dopo il 7 ottobre 2023), dimenticando tutto quanto avvenuto prima, almeno dal 1948 ad oggi (la Nakba, la distruzione di centinaia di villaggi palestinesi, la negazione di qualsiasi diritto agli abitanti della Cisgiordania, la distruzione di interi quartieri di Gerusalemme, l'occupazione di terre e case palestinesi e così via), comprese le diverse operazioni israeliane contro Gaza degli ultimi venti anni.
In secondo luogo, andiamo a vedere cosa si intende per "genocidio". La definizione ufficiale è stata stabilita dalla Convenzione per la repressione del crimine di genocidio delle Nazioni Unite del 1948. Il genocidio è la distruzione sistematica e deliberata di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Per essere tale sono richiesti elementi soggettivi ed oggettivi. L'elemento soggettivo è l'intento specifico di distruggere un gruppo in tutto o in modo parziale. Già qui basterebbe leggersi alcune dichiarazioni di esponenti della società civile, di religiosi e/o di politici (anche di governo) israeliani per comprendere che tale intento è palese. L'elemento oggettivo è l'uccisione di membri di suddetto gruppo e la sottomissione intenzionale a condizioni di vita intese a provocare la distruzione fisica, totale o parziale del gruppo (comprese eventuali azioni volte a limitarne la natalità). Un esempio classico in questo ultimo caso è quello della popolazione indigena del Nord America, con le donne pellerossa sottoposte fino a qualche anno fa ad operazioni di sterilizzazione forzate. Non è tanto diverso il caso palestinese. Se è vero che la popolazione palestinese è cresciuta negli ultimi decenni, è altrettanto vero che le uccisioni di minori sono storicamente all'ordine del giorno. Nei primi dieci mesi del 2023, per fare un esempio (prima del 7 ottobre), si era arrivati al record annuale di uccisioni di minori palestinesi in Cisgiordania. Appare altrettanto evidente la "sottomissione a condizioni di vita intese a provocare la distruzione fisica, totale o parziale del gruppo". Poco importa se Israele manda l'elettricità a Gaza quando vuole o fa entrare qualche sacco di farina, se poi prende scientemente di mira chi si riunisce per raccogliere viveri, distrugge ospedali, uccide paramedici, bombarda ambulanze o assassina giornalisti che cercano di dimostrare quanto sopra.
Senza considerare lo scientifico utilizzo di strumenti tecnologici per raggiungere tali obiettivi (si pensi alla collaborazione con Palantir e lo sfruttamento della IA). Per ciò che concerne la Cisgiordania, questo è altrettanto palese nell'impedimento della mobilità, dello sfruttamento delle fonti d'acqua, o negli ostacoli alla coltivazione (distruzione di campi, uliveti o di qualsiasi mezzo che possa fornire sostentamento).
Il genocidio poi si differenzia dai "crimini di guerra", dal "massacro/sterminio" e dalla "pulizia etnica". Interessante notare come il noto "scrittore" liberal-sinistroide non abbia preso in considerazione almeno questi. I crimini di guerra sono le violazioni delle leggi di guerra che possono colpire chiunque in un contesto di conflitto armato senza intento di estirpare uno specifico gruppo etnico (non metto in dubbio che pure Hamas abbia compiuto crimini, ma qui la sproporzione è evidente). Lo sterminio è rappresentato dalle uccisioni di massa per motivi politico/militari senza intento di annientamento su base etnico/identitaria. Se bombardi un obiettivo e poi lo attacchi nuovamente nel momento in cui arrivano i soccorsi (quanto avvenuto a Minab in Iran, ad esempio) magari non hai l'intento di distruggere una etnia, ma stai comunque compiendo un massacro. Infine andrebbe analizzato il concetto di pulizia etnica, che prevede il trasferimento forzato della popolazione per rendere un territorio omogeneo su base etnica o prepararlo alla colonizzazione. Il caso emblematico in questo senso è rappresentato dalla stessa Nakba. Ma non mancano le affermazioni odierne di quanti vorrebbero trasferire la popolazione palestinese nel Sinai, in Giordania e così via. Una popolazione la cui colpa principale (a prescindere dagli immani e tragici errori di buona parte della sua classe politica) è quella di voler vivere nella propria terra.
In conclusione, Erri de Nulla è liberissimo di affermare che per lui non vi è genocidio. Tuttavia, la sua affermazione è una vera e propria negazione della realtà.
