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Esiste una differenza tra chi occupa e chi è occupato

di Francesco Mario Agnoli - 28/04/2026

Esiste una differenza tra chi occupa e chi è occupato

Fonte: Francesco Mario Agnoli

"Esiste una differenza tra chi occupa e chi è occupato".
Pizzaballa è stato chiaro, ancora una volta. Nella linea con la Chiesa tutta, da Pio XII a Leone XIV. La Chiesa è in Terra santa da duemila anni, quella storia la conosce bene. Ha patito le persecuzioni degli islamici e quelle degli ebrei, ma è oltre un secolo che le cose sono chiare. Vediamo i fatti:

1) in Palestina nel 1882 ci sono circa 25 mila ebrei, non sionisti, ma religiosi, il resto della popolazione sono palestinesi arabi per lo più musulmani e cristiani;

2) l'immigrazione sionista porta gli ebrei nel 1922 ad essere 83 mila contro 660 palestinesi; inizia così da parte dei coloni ebrei (che si richiamano agli inglesi che avevano conquistato l'America, marginalizzando gli autoctoni), il progressivo controllo del territorio tramite:  a) acquisto di terreni con soldi provenienti dall'Europa, b) immigrazione crescente c) atti di terrorismo contro inglesi e contro autoctoni. Una vera e propria occupazione graduale che è già nei piani eliminazione dei palestinesi (sono come i sassi nel campo, piano piano li estirperemo tutti). L' obiettivo, scriveva uno di loro, "è rafforzarsi il più possibile, conquistare il paese di nascosto, a poco a poco... di soppiatto, senza rumore... ", poi "gli ebrei si alzeranno e armi alla mano, se necessario, si proclameranno padroni della loro antica terra". Gli immigrati ebrei provengono soprattutto dalle terre del'impero zarista, non hanno in Palestina nè i nonni, nè in bisnonni, nè i trisnonni, nè i quadrisnonni...

3) Nel 1947 i palestinesi autoctoni sono circa 1,5 milioni (qualcosa di più, forse), gli ebrei circa 600 mila. Da meno di un ventesimo a un ottavo a più di un terzo della popolazione, con una velocità incredibile.  Vogliono tutto: di qui lo sterminio di Der Yassin, che precede la nascita di Israele (9 aprile 1948). Gli ebrei devastano il villaggio,  torturano, uccidono, fanno violenza per spaventare... la modalità è la stessa dei colonizzatori tedeschi o inglesi di 50 anni prima. Come i nazisti hanno fatto con gli ebrei, il primo scopo è liberarasi di una parte dei palestinesi facedoli emigrare...(che è poi lo stesso che si è fatto a Gaza), poi si sistemeranno gli altri. Inizia l'esodo dei palestinesi...

4) l'Onu propone la spartizione della Palestina tra ebrei e palestinesi. Una proposta oscena perchè agli autoctoni, che sono ben più del doppio e che vivono lì da sempre, viene "offerta" meno di metà della terra! In realtà l'Onu è nelle mani delle potenze vincitrici della guerra: URSS e Usa vogliono che la Risoluzione 181 passi e costringono paesi picccoli a votarla (senza minacce e ricatti non ci sarebbe la maggioranza necessaria).
Ma l'Onu non ha alcun potere di far nascere un nuovo stato. Sono i sionisti a dichiarare la nascita di Israele e ancora una volta i comunisti dell'URSS e gli Usa a riconoscere per primi il nuovo "stato" e a determinarne, quindi la nascita. Contrari la Santa Sede (accusata ben presto di antisemitismo) e i paesi arabi, ma soprattutto i palestinesi.

Di qui l'attacco dei paesi arabi ad Israele, il sostegno di Stalin al nuovo stato (le armi passano dall'ormai noto Maxwell, padre di Ghislaine), che vince... il futuro è tracciato: piano piano Isreale si prenderà quasi tutto, comprese le zone che la stessa Risoluzione Onu aveva definito internazionali.
Inoltre, per evitare che i palestinesi ottengano il supporto della comunità internazionale e della Chiesa, che si adopera in ogni modo alla nascita dello stato palestinese (soprattutto con Giovanni Paolo II, ma non solo), Israele fa finanziare Hamas dal Qatar, lo fa crescere, con l'intento di contrapporlo all'Autorità palestinese. Mettere in guerra i palestinesi tra di loro e sostenere la fazione più estremista serve evidentemente ad indebolire la causa nazionale palestinese, dentro e fuori. Il gioco riesce facile, anche perchè si fa di tutto per esasperare la popolazione con provocazioni, limitazioni, e cercando di alimentare lo scontro tra cristiani e musulmani (in qualche occasione, come fece Netanhyau, cercandone il voto). Una volta sfuggita di mano Hamas, Netnahyau non si fa scrupolo di appoggiare l'Isis contro Hamas, ancora una volta puntando sulla guerra civile tra palestinesi allo stremo come preliminare alla bastonata finale da parte dell'IDF.
Risultato: oggi i palestinesi vivono- da decenni- in campi profughi, in "prigioni a cielo aperto" come Gaza (senza controllo del cielo, del mare, delle materie prime, senza possibilità di movimento...) e vengono sempre più privati anche della Cisgiordania, grazie alla violenza dei coloni, coperti dall'esercito regolare e dagli Usa che da decenni mettono il veto ad ogni risuluzione Onu che condanni violenze, uso di armi illegali, occupazione illegale di territori...
Così una terra che un secolo e mezzo fa era abitata da solo 25 mila ebrei -pacifici- è ora pressochè totalmente in mano a quasi 8 milioni di israeliani provenienti da varie parti del mondo, mentre i cristriani autoctoni sono stati decimati, vilipesi e privati, dal 1948, di molte chiese e conventi (bruciati o distrutti dai sionisti).

Fonti
Benny Morris (storico ebreo),  Vittime. Storia del conflitto arabo-sionista 1881-2001
Ilan Pappè (storico ebreo), Ultima fermata Gaza
Ahron Bregman (storico ebreo), La vittoria maledetta
Peter Beinart (giornalista ebreo), Essere ebreo dopo la distruzione di Gaza
Tom Segev (storico ebreo), Il settimo milione
https://www.libertaepersona.org/wordpress/2026/03/quando-i-sionisti-profanavano-le-chiese-cristiane/
Documenti del vaticano