Gli italiani massa, gli iraniani Popolo
di Riccardo Paccosi - 08/04/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
CHI HA PERSO PER ORA: TUTTI I NEOCON, DI DESTRA COME DI SINISTRA.
Per "neocon" si intende qui tutte quelle persone, sia di destra che di sinistra, che credono fermamente nella superiorità morale dell'America e dell'Occidente e - mutuando tale concezione dal nazionalismo-colonialismo del XIX-XX secolo - credono altresì in un destino storico assicurante agli occidentali il "diritto" di aggredire militarmente altre nazioni.
Questi soggetti, nei casi di Venezuela e Iran, hanno millantato di conoscere la volontà di popoli lontani e, affidandosi solo ed esclusivamente al punto di vista degli esponenti di quei paesi residenti all'estero, hanno farneticato per mesi su quanto suddetti popoli desiderassero essere invasi, bombardati e depredati delle loro risorse.
Questa supponenza suprematista e neo-colonialista, ebbene, è stata sbugiardata in entrambe le circostanze ma, decisamente, in modo più pieno e plateale nel caso dell'Iran: non soltanto in Persia non c'è stato alcun regime-change e la Repubblica Islamica è rimasta fermamente in piedi, ma è anche successo che, grazie all'aggressione, la coesione sociale del popolo persiano si sia cementata e il consenso verso il sistema islamista sia accresciuto.
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CHI HA VINTO PER ORA: IL POPOLO IRANIANO E L'IDEALE SOVRANISTA-INTERNAZIONALISTA.
In stretta correlazione con la sconfitta ideologica del paradigma neocon, risplende di luce trionfale quel popolo iraniano che abbiamo visto scendere in piazza, sotto le bombe, ogni sera da oltre un mese.
La determinazione e la coesione degli iraniani, ci hanno mostrato giovani donne perennemente in conflitto con l'obbligo di hijab schierarsi in piazza a fianco dei loro antagonisti pasdaran e questo, allora, ci suggerisce due riflessioni teoriche:
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1) Il tema della SOVRANITA' NAZIONALE, già richiamato nei documenti dei paesi Brics, rappresenta il cuore strategico della resistenza agli imperialismi di matrice sia nazionalista che globalista. Dopo molti anni di regressione della teoria politica, suddetto tema torna a palesarsi finalmente come principio internazionale e, quindi, torna a inverarsi quella stretta connessione fra difesa della sovranità nazionale e internazionalismo che aveva caratterizzato le lotte anti-coloniali e anti-imperialiste del secolo scorso in tutto il mondo.
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2) Nella notte di ieri, in seguito alla minaccia di Trump alludente all'uso di armi nucleari, il popolo iraniano è sceso in piazza con ancora più determinazione e questo gesto suscita allora interrogativi su cosa farebbe il popolo italiano - composto da individualisti che in ampia parte disprezzano il proprio paese - in circostanze analoghe.
A riguardo, può aiutare il ripensare all'analisi della psicologia delle masse proposta due secoli fa dall'antropologo Gustave Le Bon e quindi, ampliando il campo a categorie risalenti ad Aristotele, possiamo sintetizzare che la collettività umana si manifesta a livello di: a) FOLLA, B) MASSA, c) POPOLO. Secondo tale impianto teorico folla, massa e popolo rappresentano tre livelli distinti di coscienza di sé a cui può assurgere la medesima sostanza collettiva.
Mettendola in questi termini, allora, potremmo azzardare che gli italiani oggi siano prevalentemente una massa e che gli iraniani, invece, siano prevalentemente un popolo.
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PS:
(Ai miei contatti filo-trumpiani faccio presente che ho già letto i commenti di Landi e di altri e che, quindi, già conosco la loro tesi sull'ennesimo "trionfo" del loro eroe, che avrebbe trollato tutti, eccetera. Conosco la tesi e la giudico mendace in quanto assume un dato pur reale della dialettica interna all'asse israelo-americano - ovvero i ricorrenti contrasti fra Trump e Netanyahu - pretendendo però che tale dato neghi l'esistenza stessa del suddetto asse.)
