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Tutto rimandato

di Massimo Mazzucco - 08/04/2026

Tutto rimandato

Fonte: Massimo Mazzucco

La distruzione dell’Iran nell’arco di una notte non c’è stata. Il ritorno all’età della pietra di una delle civiltà più antiche del mondo è rimandato a data da definire.
Pressato da un’opinione pubblica che non vuole la guerra e protesta per il prezzo della benzina, e preoccupato per le voci crescenti che chiedono l’applicazione del 25° emendamento, Trump è tornato a più miti consigli.
E’ stato così raggiunto un accordo di massima, mediato dal Pakistan, che prevede inizialmente un cessate il fuoco di due settimane e la riapertura del canale, sotto il controllo iraniano.
Ma tutte le questioni più importanti – impegno formale di non aggressione da parte degli USA, pedaggi all’Iran per il passaggio nello stretto (a ricompensa dei danni subiti), arricchimento civile dell’uranio da parte dell’Iran, revoca delle sanzioni USA e Onu contro l’Iran, e soprattutto il ritiro americano dalle basi in Medio Oriente – rimangono ancora da definire.
Prepariamoci quindi ad altre due settimane di fibrillazione, nelle quali ciascuna delle parti canterà vittoria a casa propria, mentre Netanyahu farà di tutto per far saltare in qualche modo gli accordi in discussione.
E’ chiaro che finchè i due criminali – Trump e Netanyahu - non verranno rimossi dalle posizioni di potere, nulla di sostanziale combierà in Medio Oriente. L’unica variante interessante sarà di vedere quali nuovi superlativi riuscirà a scovare Trump per tornare a minacciare l’Iran, quando si accorgerà che le richieste iraniane non sono accettabili per Israele, e che quindi lui sarà nuovamente obbligato a minacciarli di distruzione totale.