Il lento terremoto Epstein: la frattura tra Popolo ed élite
di Alastair Crooke - 06/02/2026

Fonte: Giubbe rosse
Dopo “Epstein”, niente può continuare come prima: né i valori del “mai più” del dopoguerra, che riflettono il sentimento alla fine di guerre sanguinose, né il desiderio diffuso di una società “più giusta”; né l’economia bipolare delle estreme disparità di ricchezza; né la fiducia, dopo la venalità smascherata, le istituzioni marce e le perversioni che i dossier Epstein hanno dimostrato essere endemiche tra alcune élite occidentali.
Come parlare di “valori” in questo contesto?
A Davos, Mark Carney ha chiarito che l'”ordine delle regole” non era altro che una facciata pacchiana, alla Potemkin, che tutti sapevano essere falsa, ma che veniva comunque mantenuta. Perché? Semplicemente perché l’inganno era utile. L'”urgenza” era la necessità di nascondere il collasso del sistema in un nichilismo radicale e anti-valori. Nascondere la realtà che le cerchie dell’élite – attorno a Epstein – operavano al di là dei limiti morali, legali o umani, per decidere tra pace e guerra, sulla base dei loro appetiti meschini.
Le élite avevano capito che una volta che la totale amoralità dei governanti fosse stata nota agli hoi polloi [alla plebaglia], l’Occidente avrebbe perso l’architettura delle storie morali che ancorano precisamente una vita ordinata. Se l’establishment è noto per rifuggire dalla moralità, perché chiunque altro dovrebbe comportarsi diversamente? Il cinismo si diffonderebbe a cascata. Cosa terrebbe allora unita una nazione?
Beh, molto probabilmente solo il totalitarismo.
La “caduta” postmoderna nel nichilismo si è infine schiantata nel suo inevitabile “vicolo cieco” (come previsto da Nietzsche nel 1888). Il paradigma “Illuminista” si è infine trasformato nel suo opposto: un mondo senza valori, significato o scopo (al di là dell’avido arricchimento personale). Ciò implica anche la fine del concetto stesso di Verità che era al centro della civiltà occidentale, fin da Platone.
Il crollo sottolinea anche i fallimenti della ragione meccanica occidentale: “Questo tipo di ragionamento a priori, a circolo chiuso, ha avuto un effetto molto maggiore sulla cultura occidentale di quanto potremmo immaginare… Ha portato all’imposizione di regole che si ritiene siano inconfutabili, non perché siano state rivelate, ma perché sono state scientificamente provate, e quindi non c’è ricorso contro di esse”, osserva Aurelien.
Questo modo di pensare meccanicistico ha avuto un ruolo importante nel terzo livello della “rottura di Davos” (dopo il declino intellettuale e il crollo della fiducia nella leadership). Il pensiero meccanicistico, basato su una visione del mondo pseudoscientifica e deterministica, ha portato a contraddizioni economiche che hanno impedito agli economisti occidentali di vedere ciò che avevano sotto il naso: un sistema economico iperfinanziarizzato, interamente al servizio degli oligarchi e degli addetti ai lavori.
Nessun fallimento dei nostri modelli economici, per quanto grave, “ha indebolito la morsa ferrea degli economisti matematici sulle politiche dei governi. Il problema è che la scienza, in quella modalità binaria causa-effetto, non è riuscita a far fronte né al caos né alla complessità della vita” (Aurelien). Altre teorie – diverse dalla fisica newtoniana – come la teoria quantistica o quella del caos sono state in gran parte escluse dal nostro modo di pensare.
Il significato di “Davos” (seguito dalle rivelazioni su Epstein) è che l’Humpty-Dumpty della fiducia è caduto dal muro e non può più essere ricostruito.
Ciò che è altrettanto evidente è che i circoli di Epstein non erano composti solo da individui perversi; “Ciò che è stato scoperto indica pratiche sistematiche, organizzate e ritualizzate”. E questo cambia tutto, come osserva il commentatore Lucas Leiroz:
“Reti di questo tipo esistono solo quando sono supportate da una profonda protezione istituzionale. Non esiste pedofilia rituale, né tratta di esseri umani su scala transnazionale, né produzione sistematica di materiale estremo, senza copertura politica, di polizia, giudiziaria e mediatica. Questa è la logica del potere”.
Epstein emerge dalla miriade di email come un pedofilo e certamente un immorale, ma anche come un personaggio estremamente intelligente e un serio protagonista geopolitico, le cui intuizioni politiche erano apprezzate da personaggi di alto livello in tutto il mondo. Era un maestro della geopolitica, come ha descritto Michael Wolff (già nel 2018, così come in una corrispondenza email pubblicata di recente) anche nella guerra tra il potere ebraico e i gentili.
Ciò suggerisce che Epstein fosse meno uno strumento dei Servizi Segreti, quanto piuttosto un loro “pari”. Non c’è da stupirsi che i leader cercassero la sua compagnia (e anche per ragioni gravemente immorali, che non possiamo ignorare). Ed è chiaro che lo Stato Profondo (monopartitico) manovrava attraverso di lui. E alla fine, Epstein sapeva troppo.
David Rothkopf, ex consigliere per gli affari politici del partito democratico, riflette su cosa significhi Epstein per l’America:
“[I giovani americani] si rendono conto che le loro istituzioni li stanno abbandonando e che dovranno [salvarsi]… ci sono decine di migliaia di persone a Minneapolis che dicono che non si tratta più di questioni costituzionali, o di stato di diritto o di democrazia – il che può sembrare una buona idea – ma è una cosa lontana dalla persona media seduta al tavolo della cucina”.
“La gente dice che la Corte Suprema non ci proteggerà; il Congresso non ci proteggerà; il Presidente è il nemico; sta schierando il suo esercito nelle nostre città. Le uniche persone che possono proteggerci siamo noi stessi”.
“Sono ‘i miliardari stupidi’ ” [riferimento al vecchio amorfismo: ‘È l’economia, stupido’] Rothkopf spiega:
“Il punto che sto cercando di sottolineare è che se non vi rendete conto che l’uguaglianza e l’impunità delle élite sono questioni centrali per tutti, che le persone pensano che il sistema sia truccato e non funzioni per loro… non credete più che il sogno americano sia reale e che il controllo del paese è stato rubato da una manciata di super ricchi, che non pagano le tasse e diventano sempre più ricchi, mentre il resto di noi resta sempre più indietro, [allora non potete capire la disperazione odierna tra gli under 35]”.
Rothkopf sostiene che l’episodio di Davos/Epstein segna la frattura tra il popolo e gli strati dominanti.
“Le società occidentali si trovano ora ad affrontare un dilemma che non può essere risolto attraverso elezioni, commissioni parlamentari o discorsi. Come si può continuare ad accettare l’autorità di istituzioni che hanno protetto questo livello di orrore? Come si può mantenere il rispetto per le leggi applicate selettivamente da persone che vivono al di sopra di esse?”, afferma Leiroz.
La perdita di rispetto, tuttavia, non risolve il problema. Nessun partito politico convenzionale ha una risposta al fallimento dell’economia “da tavolo”: la mancanza di posti di lavoro ragionevolmente ben retribuiti, l’accesso ai servizi sanitari, l’istruzione e gli alloggi costosi.
Nessun partito tradizionale può fornire una risposta credibile a queste problematiche esistenziali perché, per decenni, l’economia è stata esattamente “truccata”, ovvero strutturalmente riorientata verso un’economia finanziarizzata basata sul debito, a scapito dell’economia reale.
Questo richiederebbe che l’attuale struttura di mercato liberale anglosassone venisse completamente sradicata e sostituita da un’altra. Ma ci vorrerebbe un decennio di riforme, e gli oligarchi si opporrebbero apertamente.
L’ideale sarebbe che emergessero nuovi partiti politici. In Europa, tuttavia, i “ponti” che potenzialmente potrebbero aiutarci a uscire dalle nostre profonde contraddizioni strutturali sono stati deliberatamente distrutti in nome del cordone sanitario progettato per impedire l’emergere di qualsiasi pensiero politico non “centrista”.
Se la protesta non ha alcun effetto nel cambiare lo status quo e le elezioni restano tra i partiti Tweedle Dee e Dum dell’ordine esistente, i giovani concluderanno che “nessuno verrà a salvarci” e potrebbero concludere, nella loro disperazione, che il futuro può essere deciso solo nelle strade.
conflictsforum.substack.com — Traduzione a cura di Old Hunter
