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L'Iran, il regno della quantità e i segni dei tempi

di Matteo Mazzoni - 11/01/2026

L'Iran, il regno della quantità e i segni dei tempi

Fonte: Matteo Mazzoni

Al momento, le fantasmagoriche proteste in Iran, ad opera di poveri manifestanti col kalashnikov, sembrano quasi esaurite. Dopo danni vari ed eventuali, distruzione di luoghi Santi (il che qualifica sempre gli autori), una bambina di tre anni e una infermiera uccise, diversi elementi delle forze dell'ordine caduti.
Dati alle fiamme mezzi dei pompieri, pronto soccorso della mezza luna rossa (tipico atteggiamento di chi è a favore del popolo).
All' esaurirsi progressivo delle proteste, si amplifica la grancassa della propaganda nostrana. Incurante dei fatti.
Ed ecco che arrivano le minacce di attacco militare da parte del Leviatano americano. 
Minacce che sono più pericolose di qualsiasi presunta sollevazione interna, più che altro scatenamento di cellule terroristiche e di utili idioti della Sovversione.
Vedremo a cosa alludeva Panunzio in relazione al ruolo escatologico dell'Iran, essendo ad oggi formalmente l'ultimo Stato Tradizionale, nel quale si è riusciti a realizzare quel governo platonico dei sapienti, e la primordiale unità tra i poteri, nonostante l'oscurità del tempo. 
"Verso la fine del ciclo, Caino termina veramente di uccidere Abele", scrive Guenon ne "Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi", in relazione alla sua teoria sul passaggio dalla vita nomadica a quella stanziale.
E tra le note aggiunge:
"A questo proposito, si possono citare quali esempi particolarmente significativi i progetti sionisti nei riguardi degli ebrei".
Era il 1945, quando l' opera fu pubblicata.

Matteo Mazzoni