Newsletter, Omaggi, Area acquisti e molto altro. Scopri la tua area riservata: Registrati Entra Scopri l'Area Riservata: Registrati Entra
Home / Articoli / La manifesta disgregazione dell’unità del mondo

La manifesta disgregazione dell’unità del mondo

di Gianni Petrosillo - 04/03/2026

La manifesta disgregazione dell’unità del mondo

Fonte: Gianni Petrosillo

Il diritto internazionale, forgiatosi in una lunga stagione unipolare per accerchiare e contenere le potenze non inclini ad assecondare l’ordine americano, appare oggi definitivamente tramontato.  Non serve più ai prepotenti per legittimare le loro iniziative unilaterali, né intimorisce i trasgressori o i revisionisti.
Tornano in primo piano i crudi rapporti di forza, liberati dagli orpelli giuridici e retorici che li avevano mascherati in una lunga fase storica in cui nessuno disponeva della capacità di contrastare un Occidente a trazione statunitense che si arrogava qualsiasi brutalità chiamandola legge.
I missili iraniani non stanno soltanto squarciando i cieli delle nazioni allineate agli Stati Uniti, colpendo bersagli precisi, ma stanno anche strappando una lunga ipocrisia durata decenni. Le testate iraniane rappresentano una manifestazione concreta dei rapporti di forza mondiali che reclamano il loro posto nella nuova geopolitica planetaria, rovesciando l’illusione che poteri sempiterni possano dettare unilateralmente il destino di popoli e Stati. Doveva finire la storia ma sta finendo solo un'altra epica ed epoca.
L'apaprenza che la storia dovesse concludersi nell’approdo definitivo a un millennio statunitense, mera costruzione propagandistica dei dominanti veicolata dai loro servi, si infrange contro la realtà dei fatti. “Millenario”, cosa vi ricorda? Siamo di fronte a eventi che cancellano narrazioni arbitrarie e autoreferenziali. La realtà ci sbatte in faccia il declino Usa e ci ricorda che non siamo inseriti in quella superiore civiltà che credevamo. Disponiamo di un vantaggio relativo, peraltro in progressivo assottigliamento, perché il fiato sul collo di chi rincorre finisce per piegare la volontà di chi, davanti, arranca. Dietro l’Iran fanno capolino Russia e Cina, e non solo ormai, il club si allargherà dopo questa prova, con meno timore.
Da oggi in poi nulla sarà come prima, già non lo era più con la dimostrazione di forza di Mosca che, in Ucraina, sta affrontando l’Occidente collettivo senza paura. Le grandi smargiassate dei gringos non resteranno ancora senza conseguenze, perché le minacce del bullo, o dei bulli in associazione, troveranno qualcuno disposto a misurare la forza delle loro parole non solo a parole ma con la propria forza. Il mondo è cambiato, e la riproposizione di una narrazione suprematista da parte dell’America e dei suoi alleati non sarà sufficiente a piegare chi andrà a constatare il bluff.
Siamo di fronte non al tramonto del mondo, come temono certi catastrofisti allevati al pari di polli in batteria, ma al tramonto di un mondo, quello dell’egemonia americana, o alla manifesta disgregazione dell’unità del mondo, del suo ordine precedente, da molti felicemente accolta. Quando qualcosa muore, finché siamo vivi o non siamo spariti tutti, qualcosa rinasce. C’è chi vi assisterà e contribuirà, e chi sarà spazzato via. È la sorte degli uomini. In noi, che abbiamo assistito in tutti questi anni ai crimini impuniti degli americani, al di là dei rischi, serpeggia una certa felicità perché non siamo mai stati dalla parte dei vincitori ma sempre da quella del torto, l'unica lasciata sguarnita dagli opportunisti.