L'Unione europea scopre che c'è l'Afghanistan
di Massimo Fini - 29/06/2026

Fonte: Massimo Fini
Ha suscitato scandalo in Europa che una delegazione afgano-talebana sia stata ricevuta a Bruxelles. Gli americani questa volta sono stati più prudenti vista la batosta che hanno preso dopo vent’anni di invasione ed occupazione dell’Afghanistan, finita nel più inglorioso dei modi, per la quale avevano raccolto quasi tutti gli Stati del mondo, Italia compresa-- vero professor Vannacci? -- . Il vero scandalo è che l’Afghanistan non sia riconosciuto come Stato dall’Onu. Eppure l’Afghanistan, di oggi e di ieri, ha tutti i requisiti per essere riconosciuto come Stato, uno Stato esiste quando ha un governo, una popolazione, un territorio. E l’Afghanistan ha tutti questi requisiti. Ma questo non riconoscimento dell’Afghanistan come Stato non è innocente. Permette a tutte le anime belle, compresi Amnesty International e Human Rights Watch di trattare gli afghani non come popolo, ma più o meno come un gruppo di terroristi a cui non viene riconosciuto diritto alcuno. A Guantanámo, territorio paradossalmente cubano, agli afgani fatti prigionieri durante l’invasione occidentale, diventati nel frattempo die vecchi, non è riconosciuto lo status di soldati, per cui vengono trattati nel peggior dei modi, con umiliazioni e brutalità sconosciute nella Storia recente. Bisogna risalire al genocidio nazista nei confronti degli ebrei, e anche qui ci sarebbe da discutere, e dei giapponesi all’epoca del Mikado.
Di che cosa si è discusso a Bruxelles? Del trattamento riservato agli afghani quando rientrano in patria. Si tratta di afgani che appoggiarono i governi Quisling di Karzai e di Ashraf Ghani, poi fuggito con l’oro depredato alla popolazione afghana. Si tratta di collaborazionisti che hanno la coscienza sporca. Ma il governo dei “new talebans” li ha garantiti con una amnistia generalizzata come aveva già fatto il Mullah Omar nel 1996 dopo aver sconfitto i ‘signori della guerra’. Amnistia che non riguardava solo i pashtun, tribù a cui il Mullah apparteneva, ma anche i suoi tradizionali avversari, i tagiki di Massoud e gli uzbeki di Dostum. I tagiki erano stati essenziali per l’invasione americana perché avevano prestato i loro uomini per questa invasione, senza il loro aiuto gli americani non avrebbero potuto prevalere, dato che senza uomini sul terreno, col solo apporto dei B52, non ce l’avrebbero fatta. Questa sarà la causa dell’assassinio dello stesso Massoud. Perché Massoud era un afghano integrale. E, dopo aver ringraziato gli americani per aver tolto di mezzo i Talebani, avrebbe detto agli yankee: “Tornatevene a casa”. Ma questo agli americani non andava bene per cui Massoud fu ucciso in un agguato compiuto da due arabi che si erano finti operatori televisivi durante un’intervista. Assassinio che non fu mai attribuito ai talebani, nonostante la cattivissima fama di cui godevano. Insomma Massoud fu vittima di se stesso e delle sue ambizioni e dei legami che aveva intrattenuto con l’ambiguissimo sceicco saudita Bin Laden che, in effetti, con le sue enormi ricchezze, aveva aiutato i combattenti afghani durante l’occupazione sovietica. Di Bin Laden il Mullah Omar non aveva nessuna considerazione, lo definiva “un piccolo uomo”.
Vogliamo ricordare alcuni meriti del Mullah Omar? Stroncò il traffico della droga impedendo agli agricoltori afghani di coltivare il papavero da cui si ricava l’oppio. Con questa decisione andava contro la sua stessa base elettorale, chiamiamola così, che era formata appunto da agricoltori ed autotrasportatori. Il Mullah andava per le spicce e faceva bruciare i campi degli agricoltori che non ci stavano ai quali, peraltro, andava non più dell'1% del guadagno. Ma aveva l’autorità, l’autorevolezza, il prestigio per farlo. Ma soprattutto si metteva contro le potenti organizzazioni internazionali che trafficavano con la droga legate a loro volta ad insospettabili Paesi occidentali. E questa è la vera ragione, se vogliamo trovarne una, dell’invasione e dell’occupazione dell’Afghanistan.
Il Mullah prese anche altre importanti decisioni: proibì il combattimento fra animali, perché la sharia lo condanna e vietò la caccia. Tema molto attuale in Europa e in Italia, visto che sta per essere varata la legge chiamata “sparatutto”.
E adesso cosa vogliamo fare, visto che continuano a non piacerci i costumi afghano-talebani? Occupare ed invadere per l’ennesima volta l’Afghanistan? Forse bisognerebbe ricordarsi che l’Afghanistan, talebano e non, è chiamato “la tomba degli Imperi”. Nell’Ottocento l’Afghanistan era sotto il controllo degli inglesi, nelle nefandezze gli inglesi non sono mai secondi a nessuno, anche se l’altro giorno nei Campionati hanno fatto una misera figura contro il Ghana, dove i ragazzi ghanesi hanno annullato i troppo strombazzati Bellingham e Henry Kane. Nel 1979 sono stati invasi dai sovietici, ci hanno messo dieci anni e li hanno cacciati. Nel 2001 sono stati invasi ed occupati dagli occidentali, ci hanno messo venti anni e li hanno cacciati.
Nel frattempo anche l’Afghanistan, inter fecondandosi con la cultura occidentale, è cambiato. Esistono, come ho già ricordato, ristoranti gestiti da sole donne, ristoranti dico e non dancing pub, questo sarebbe veramente troppo, e altri ristoranti francesi ed extraeuropei, americani no, di quelli ne hanno già avuto abbastanza.
Il Mullah era contrario a ogni forma di familismo, ha avuto tre mogli e cinque figli, ma nessuno di costoro fa parte dell’attuale vertice politico dei “new talebans”. Il leader è il misterioso Akhundzada che raccoglie in sé il potere politico e quello religioso come era stato ai tempi di Omar.
Non so cosa può pensare oggi il Mullah che guarda il suo Afghanistan dal paradiso delle Urì. Comunque sia, che Allah ti abbia sempre in gloria, Omar.
