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La comunicazione nell’era Trump e Netanyahu

di Alberto Contri - 28/04/2026

La comunicazione nell’era Trump e Netanyahu

Fonte: L'Adige

Federico Dal Cortivo per l’Adige di Verona ha parlato con il prof. Alberto Contri, docente di Comunicazione Sociale,  esperto di Comunicazione, istituzionale e non, che ha ricoperto vari incarichi tra cui quelli di consigliere in Rai. Autore dei saggi “ Mc Luhan non abita più qui”, “La Comunicazione Sociale  e Media Digitali-La Sindrome del criceto.

Prof. Contri stiamo assistendo proprio in questi giorni di guerra  nel Vicino Oriente ad una vera e propria esplosione di comunicazioni inviate a tutto il mondo dal capo della Casa Bianca, che invece di utilizzare solo  i canali istituzionali come sarebbe nella norma per un Capo di Stato, si affida ai social, incurante per le conseguenze. Che cosa sta succedendo a Washington?

«Che il Presidente Trump sta usando una tecnica assolutamente spiazzante, comunicando sui social come un qualunque influencer scatenato. C’è chi sostiene che in realtà è un burattino nelle mani di un gruppo di potere che punta ad una destabilizzazione che dietro guerre e conflitti (la ben nota “Terza Guerra Mondiale a pezzi” denunciata da Papa Francesco) intende seppellire sotto le macerie i disastrosi risultati di una globalizzazione giunta alla fine del suo percorso. Non si spiegano altrimenti atteggiamenti che diversi psichiatri riconducono a vere e proprie patologie».

 Negli Stati Uniti ci sono voci dissonanti nell’informazione per quel che concerne la guerra contro l’Iran, Tucker Carlson ne è un esempio, mentre all’estremo opposto vediamo Fox News che riporta di pari passo il pensiero dei sionisti e cristiano sionisti. Chi controlla oggi i grandi media d’ informazione statunitensi e che spazi ci sono per voci alternative?

«Da tempo si è capito che i 6 grandi network internazionali e le più quotate agenzie di notizie dipendono direttamente dal Fondo BlackRock, che controlla oltre 500 multinazionali, oltre che molti debiti pubblici. Il giornalista investigativo Massimo Mazzucco ha pubblicato un video con un montaggio di una trentina di telegiornali di tutto il mondo che danno la stessa notizia addirittura con le stesse parole.

Mass media e tv definiti mainstream (tutti in crisi di risorse finanziarie) sono poi estremamente sensibili ai finanziamenti per attività di Pubbliche Relazioni, in cui eccellono Israele e l’EU. I social media più famosi, inoltre, rispondono a tecnocrati molto sensibili al potere. Al momento, solo X di Elon Musk mostra una notevole indipendenza, e per questo ha raggiunto un rilevante primato mondiale in termini di utenti.

Recentemente è successo che grandi sostenitori di Trump come Tucker Carlson, Candace Owens, Alex Jones e altri abbiano cominciato a criticare severamente Trump trascinandosi dietro una parte cospicua del mondo MAGA».

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In Israele il governo ha varato un censura senza precedenti sui danni creati dalla risposta missilistica iraniana, si rischia anche il carcere se vengono fatte circolare video o foto con le zone bombardate. E’ stata inibita la visione satellitare tramite OSINT (Open Source Intelligence) che sfrutta la rete satellitare commerciale, immagini che ora sembra possano solo essere rilasciate a distanza di giorni. Nel frattempo i giornalisti sono nel mirino delle forze di sicurezza. Lei che ne pensa?

«Penso che questi divieti dimostrino quanta paura hanno della verità. Soprattutto quando si capisce che a Gaza e anche in Libano e Cisgiordania l’esercito israeliano sta compiendo atti di enorme crudeltà, con bombardamenti al fosforo bianco, uccisione di civili, torture, distruzione di famiglie incolpevoli, annientamento di intere comunità ora sfollate a milioni in tende senza cibo, acqua, servizi igienici, e che ogni tanto vengono nuovamente bombardate».

Come giudica la copertura ufficiale mediatica  europea alle due guerre in corso, Ucraina e Vicino Oriente? L’ Italia come si colloca come attendibilità dell’informazione?

«Televisione e stampa, sia nella struttura che nella priorità delle notizie diffondono a prescindere le tesi di Israele, nonostante Netanyahu sia stato considerato un criminale di guerra. Riguardo all’Ucraina si sono sempre ben guardati dal riconoscere che la cosiddetta Operazione Speciale russa è stata una reazione ai continui bombardamenti del governo centrale ucraino delle comunità russofone del Donbass. E del colpo di stato ordito dagli Stati Uniti tramite l’operato di Victoria Nuland».

La comunicazione indipendente in Italia

Che possibilità abbiamo in Italia di ritrovare un informazione indipendente ? Oltre la carta stampata che sembra però condannata sempre più ad un ruolo marginale , quali sono le vie per informarsi e ed uscire dalla gabbia di un pensiero politicamente corretto?

«Sicuramente su X e su Telegram si possono trovare informazioni censurate altrove, ma occorre anche saperle cercare. Sono nati molti canali Youtube gestiti direttamente da associazioni e singoli giornalisti. Il più recente è Liberti Media, ideato e gestito dall’ex presidente Rai Marcello Foa, dove io stesso tengo la rubrica “Passo Doppio” tutti giovedì insieme a Enrica Perrucchietti.

Il primo e più longevo esperimento è ByoBlu cui si sono aggiunti Visione TV, Galt Media  tv (Fondazione Bene Comune), e, come dicevo, molti canali gestiti da Iniziative editoriali come Inside Over, Luogo Comune (Mazzucco), Spunti di Riflessione (Paolo Arigotti), Becciolini Network (con diversi ex-collaboratori di  Giulietto Chiesa), Mq9 (espressione media di Ita.li) ma in realtà sono tantissimi e mi spiace non poterli citare tutti.

Ci sono molti specialisti di diverse materie che pur parlando della loro specificità aiutano la formazione di un pensiero critico, che è quello che più manca oggi nella popolazione in generale. Una menzione a parte merita RadioRadio, una emittente commerciale che si è ritagliata uno spazio particolare nel promuovere il senso critico, invitando in trasmissioni condotte dal titolare Fabio Duranti e dai suoi colleghi,  figure di spicco del mondo cosiddetto alternativo al pensiero unico dei media mainstream, con un occhio particolare alla serietà e al livello degli ospiti».

Nel suo saggio McLuhan non abita più qui lei pone l’attenzione su quella che  definisce “ la costante attenzione parziale” e pone il problema derivante dall’abuso degli smartphone e dall’illusione paranoide di far svolgere ad un cervello analogico delle attività multitasking. Ci vuole spiegare questa sua intuizione che data al 2017 e che conseguenza avrà un successivo passaggio al cervello digitale?

«Partiamo dal fondo: un cervello digitale non sarà mai possibile, e se lo fosse sarebbe la morte del cervello umano. Perché il cervello non è affatto una macchina, e quindi non è possibile cambiarne il software o aggiungervi dei chip, cosa che Musk sta tentando di fare, ma limitatamente al recupero di funzioni “meccaniche” gestite da aree superficiali della massa neuronale. E poi c’è un’altra questione del tutto dirimente: la coscienza e il libero arbitrio sono ontologicamente assenti anche nella macchina più complessa, e anche nella IA più performante.

Nessun riduzionista o transumanista è mai riuscito a spiegare dove risiede la coscienza, che rimane una parte fondamentale di un cervello che oltretutto funziona da milioni di anni in maniera analogica, fatto che può apparire assurdo ai modernisti sfegatati, ma risulta per questo assai superiore a qualunque macchina digitale: attenzione, non per la potenza di calcolo, ma per la capacità di immaginare, sognare, intuire, decidere in base a qualcosa di ben diverso di algoritmi progettati da qualcuno. Per tutto questo rimando agli studi del prof. Faggin, il fisico padre dell’informatica moderna: ci sono libri e moltissimi video di sue conferenze straordinariamente approfondite e convincenti.

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Quanto al fenomeno della “costante attenzione parziale”, posso dire che l’ho scoperto insegnando come professore a contratto per 27 anni in tre università diverse (La Sapienza, Raffaele Vita, IULM, entrando in contatto con le generazioni X, Y e Z. Nel tempo ho potuto constatare (durante la correzione dei compiti, gli esami, la preparazione delle tesi, i laboratori) che il loro linguaggio si faceva sempre più povero, mentre diminuiva la loro capacità di approfondire qualsiasi argomento.

Tutto dovuto alla continua distrazione provocata dalla smodata e compulsiva consultazione dello smartphone. L’irrompere dell’Intelligenza artificiale complica ulteriormente le cose perché le nuove generazioni, che hanno già smesso di allenare il cervello, si fanno fare tutto dalla IA…e quindi diventeranno – progressivamente e inevitabilmente – del tutto disabili».

Prof. Contri che consiglio darebbe ai nostri giovani, sempre più immersi in un mondo irreale fatto di un bombardamento mediatico  fatto di  computer-internet-smartphone?

«Purtroppo credo che ci siamo oramai giocati una buona parte delle nuove generazioni. O si ricomincia dai bambini, o siamo davvero finiti, quando vediamo che ai piccolissimi viene messo in mano un cellulare per farli stare buoni. Bisogna tornare a potenziare le funzioni analogiche con la scrittura e la lettura, ma su supporti cartacei. Ci sono motivi che i neurologi conoscono benissimo che supportano simili affermazioni. Quando avranno potenziato le loro facoltà analogiche, verso i 13-14 anni potranno dedicarsi a usare i device elettronici per farsi aiutare nelle ricerche e nell’approfondimento se sarà loro stata insegnata l’importanza fondamentale dell’approfondire.

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E’ una rivoluzione copernicana che richiede l’alleanza di insegnanti e genitori, e anche dei gestori dell’informazione, almeno di quella pubblica. Mi rendo conto che è una battaglia in forte controtendenza, ma qui si tratta di salvare l’esistenza dell’uomo vitruviano. Del resto ne ho la riprova ancora oggi quando partecipo ai Master dove mi chiamano ogni tanto, e scopro che chi proviene da una famiglia che ha saputo educare i figli in questo modo ha una significativa marcia in più.

Poi esiste sempre la possibilità del Digital Detox, pratica lanciata nel 2016 da Richard Branson, CEO di Virgin, che ha voluto che il mercoledì i dipendenti smettessero per almeno due ore di usare qualunque device elettronico, dedicandosi a parlare con i colleghi, magari passeggiando anche fuori dall’azienda. Guarda caso, per recuperare e risvegliare le funzioni analogiche tipiche dell’essere umano. Ma, ripeto, bisogna convincere ed educare prima di tutto la classe politica, gli insegnati e i genitori».