La giustificazione simbolica dell'ordine imperante
di Diego Fusaro - 27/05/2026

Fonte: Diego Fusaro
Esce in questi giorni per Utet il libro del giornalista di "La Repubblica", Stefano Cappellini, intitolato "Rossobruni". Il testo, va subito chiarito, non presenta nulla di ciò che ci si potrebbe legittimamente attendere da uno studio scientifico, essendo invece sostanzialmente un'opera di giornalismo politico dal chiaro intento ideologico. Insomma, un prodotto del tutto coerente con la linea editoriale del rotocalco liberalatlantista "la Repubblica" e, dunque, con l'ordine simbolico dominante di giustificazione dei rapporti di forza della globalizzazione turbocapitalistica. Il messaggio trasmesso, in fondo, è uno soltanto: guai a discostarsi dal tracciato dell'ordine simbolico dominante del liberismo progressista e atlantista, id est del sistema subculturale di copertura dei rapporti di forza dell'ordine dominante. Rossobrunismo è, appunto, l'ennesima categoria coniata ad hoc dalla neolingua liberista per diffamare chiunque osi discostarsi dall'ordine simbolico dominante, subito liquidato come sintesi mefistofelica del fascismo e del comunismo. Come sappiamo, la neolingua non promuove il dialogo socratico secondo la prassi del rendere ragione, ma mira soltanto a ostracizzare, a marginalizzare e a negare il diritto di parola a chi venga colpito dalle categorie della neolingua stessa. Leggendo quel capolavoro di banalità e di "vuota profondità" (Hegel) che è il libercolo del Cappellini, apprendiamo che rossobruno è tanto il fascista che si nasconde, fingendosi di sinistra, quanto il comunista che, anziché convertirsi all'ordine liberalatlantista della new left padronale, osi ancora tenere fermi i punti dell'anti-imperialismo e della lotta contro il capitalismo. Insomma, a conti fatti, rossobruno è chiunque faccia ancora valere istanze di critica all'ordine della globalizzazione imperiale sotto cupola atlantista. È un modo nemmeno troppo obliquo per ribadire che, nello spazio fintamente pluralistico della civiltà dei mercati, non è permesso non essere liberali, poco conta se di destra o di sinistra. La mondializzazione capitalistica dominata dal Sinedrio liberalfinanziario si caratterizza per essere economicamente di destra, politicamente di centro e culturalmente di sinistra: economicamente di destra, poiché fa suo il programma di Reagan e Thatcher della liberalizzazione integrale e della totale privatizzazione; politicamente di centro, poiché si riproduce mediante l'alternanza senza alternativa tra un centrodestra atlantista e neoliberale e un centrosinistra atlantista e neoliberale; culturalmente di sinistra, in quanto fa suo il programma sessantottesco della liberalizzazione integrale dei costumi e del mondo della vita, dunque della lotta contro ogni autorità che possa contrastare l'allargamento illimitato della forma merce. Insomma, il libro del Cappellini deve essere letto come esempio paradigmatico della giustificazione simbolica dell'ordine imperante.
