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Il falso attentato a François Mitterrand passato alla storia come l'Affaire de l'Observatoire

di Amerino Griffini - 11/07/2026

Il falso attentato a François Mitterrand passato alla storia come l'Affaire de l'Observatoire

Fonte: Amerino Griffini

16 Ottobre 1959. Falso attentato a François Mitterrand passato alla storia come l'Affaire de l'Observatoire, ovvero: il più pulito ha la rogna.
Un deputato della destra gaullista, l'ex partigiano Robert Pesquet, con l'intento di mettere in difficoltà e far perdere consensi al leader della sinistra, futuro Presidente della République, François Mitterand, gli propose di organizzare un falso attentato, “vittima” lo stesso politico.
Mitterrand accettò entusiasticamente l'idea della messa in scena con l'intenzione - così gli era stata presentata - di farsi pubblicità e accrescere i consensi sulla sua persona.
Fu così che la sera del 15 ottobre, dopo aver cenato in uno dei locali più noti di Parigi, la Brasserie Lipp sul boulevard Saint-Germain  cuore del Quartiere Latino, poco dopo la mezzanotte, l'allora ex ministro della Giustizia e dell'Interno Mitterrand, si avviò verso la sua residenza in rue de Guynemer.
Nella narrazione che fece il giorno dopo, disse che si era accorto che un'auto lo stava seguendo e quindi, con astuzia e rapidità, era sceso dalla sua vettura all'altezza del Jardin de l'Observatoire (che darà il nome alla vicenda: "l'Affaire de l'Observatoire"), si sarebbe quindi nascosto dietro a dei cespugli proprio un attimo prima che la sua  Peugeot 403 fosse crivellata di colpi da raffiche di mitra.
Una narrazione che sortì immediatamente l'effetto desiderato (da Mitterrand che non immaginava di esser caduto in una trappola): la notizia guadagnò la prima pagina di tutti i giornali e iniziò subito la caccia agli attentatori con indagini in un'unica direzione: l'estrema destra dei combattenti per l'Algérie française contro i quali si scatenò immediatamente la repressione poliziesca con perquisizioni, fermi e i soliti titoloni colpevolisti dei giornali. Insomma, i soliti agnelli sacrificali.  Il solito copione arcinoto (anche in Italia).
Soddisfatto dei ritorni politici di consenso, simpatia e solidarietà, causati dalla messa in scena, Mitterrand dormì sonni tranquilli, ma solo per pochi giorni.
Poco meno di una settimana; il tempo di trovare nelle edicole il  nuovo numero del giornale dell'estrema destra "Rivarol" che uscì con le clamorose confessioni-rivelazioni dell'ex resistente Robert Pesquet, l'ideatore del falso attentato e della vera trappola.
A "Rivarol", Pesquet rivelò tutto - o forse quasi -, nomi degli attentatori e di chi aveva procurato le armi ma soprattutto che il falso attentato era stato commissionato da Mitterrand in persona. 
Sputtanamento clamoroso e avvio dell'inchiesta giudiziaria che portò all'arresto di Pesquet, dei  suoi complici e all'incriminazione di Mitterrand, protetto però dall'immunità parlamentare (oltre che ministro era anche senatore in quel momento).
La vicenda giudiziaria che ne seguì fu molto più complicata della descrizione fatta in questa breve nota, ma il succo rimase questo.
Qualche anno dopo una provvidenziale amnistia azzerò tutto e Mitterrand nel 1981 sarà anche eletto Presidente della Repubblica e lo resterà per oltre un decennio. 
Nel passato di Mitterrand c'era stata la giovanile formazione monarchica (non c'è male per un futuro Presidente della Repubblica!) nell'ideologia dell'Action française, poi una forte vicinanza alla Cagoule, il movimento terrorista e golpista responsabile tra l'altro dell'assassinio dei fratelli Rosselli nel 1937; nella Francia di Vichy del 1942 era stato collaboratore di "France, Revue de l'Etat Nouveau", diretta da Gabriel Jeantet, appunto un ex cagoulard che in precedenza era stato capo degli studenti dell'Action Française; negli anni '30 Mitterand era stato anche direttore di una rivista frivola, "Votre Beauté", pubblicata dal Gruppo industriale dell'Oréal, azienda di proprietà di Eugéne Schueller, industriale e membro finanziatore della Cagaoule, appunto!
Un ambiente, quello dei cagoulard, che doveva essergli davvero caro se, una volta divenuto ministro della IV Repubblica si occupò subito del dossier di un ex cagoulard, l'ing. François Méténier,  personaggio condannato alla Liberazione, riuscendo a farlo liberare e nel 1955 fu poi presente ai suoi funerali. Un comportamento di fedeltà alle amicizie che, diciamolo chiaramente, gli fece onore, ma un giro di amicizie a dir poco “oscure” fatto di mestatori, terroristi, spioni e mancati colpostatisti.
Il fatto pubblico più eclatante era avvenuto nel 1943 quando il Capo dello Stato Philippe Pétain in persona aveva premiato Mitterand con la Francisque, la decorazione più importante per i fedeli di Vichy.
Nel dopoguerra con i suoi compagni socialisti si giustificò sostenendo di aver fatto il doppio gioco, in realtà sarebbe stato nella Resistenza. Ipotesi di doppiezza possibile vista la sua giovanile educazione in un collegio di Gesuiti.
Che fosse uomo in grado di gestire contemporaneamente situazioni diverse lo conferma anche il fatto della doppia famiglia, la seconda con relativa figlia Mazarine, tenuta abilmente nascosta fino quasi alla sua morte soprattutto grazie alla rete di protezione dei Servizi segreti, mica come quel pollo del Berlusca che si portava le ragazzotte in casa con i registratori e le macchine fotografiche e non si preoccupava se i suoi ospiti in villa fossero tranquillamente ripresi nudi da fotografi appostati nei dintorni.
Ma restiamo a Mitterrand,  evitiamo però di avventurarci nei complessi rapporti con Renè Bousquet. Lo citiamo appena, questo personaggio. Mai tradito da Mitterrand:  ex alto funzionario della Polizia di Vichy accusato di "crimini contro l'umanità", assassinato per strada a Parigi nel giugno 1993. Un'altra lunga ed oscura vicenda della quale sarebbe davvero lungo (ma interessante) parlare.
Restiamo invece nel periodo temporale dell'Affaire de l'Observatoire: all'inizio del dramma della decolonizzazione in Algeria, nel 1958, Mitterrand era dalla parte di chi voleva che il territorio d'Oltremare restasse parte della Francia, come buona parte dei francesi  (di destra e anche di una parte della sinistra), come di una larga parte di musulmani (il cui braccio armato, i poveri harkis, dopo l’indipendenza dell’Algeria farà una brutta fine, massacrati a decine di migliaia per la loro fedeltà alla Francia), di forse la totalità degli ebrei e di quasi tutti gli europei d'Algeria. Poi saltò il fosso e si schierò con l'altra parte.
Per carità, è lecito cambiare opinione politica, del resto, non era successo negli stessi anni che addirittura il capo della Resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale, Georges Bidault e molti dei suoi più in vista, come l'etnologo Jacques Soustelle, si fossero ritrovati nel campo "fascista" dell'OAS e dei combattenti per l'Algeria francese? Accusati essi stessi di essere fascisti?
Però, nella biografia di Mitterrand vanno doverosamente citati - non omessi - anche quei lontani passaggi, come quando nel 1942 dette le dimissioni dal suo lavoro di scribacchino in un ufficio della Légion française des Combattants, stampella della Rivoluzione nazionale di Pétain, perché "si sentiva inutile"e invece, con spirito nazional-rivoluzionario e desiderio di "far politica" scriveva lettere valutando l'ipotesi di entrare nel SOL, il Service d'Ordre Légionnaire di Joseph Darnand, nucleo iniziale di quella Milice impegnata nella lotta al maquis (i partigiani francesi), l’ultimo reparto della quale, si diresse in Valtellina per arroccarsi in quelle che avrebbero dovuto essere “le Termopili” del fascismo italiano. Darnand finirà fucilato nell’ottobre 1945 al Fort de Châtillon.
Una vita, quella di Mitterrand nella quale - diciamocelo - l'episodio dell'attentato su commissione..... è in perfetta sintonia!
Quanto alle pericolose sceneggiate francesi, si rischierebbe di rendere interminabile quella effemeride. Non perdiamo però la ghiotta occasione di citare ad esempio gli episodi che riguardarono il Segretario del Parti Communiste, Georges Marchais (roba del 1977): allorché giunse anche in Italia l’eco delle proteste antifasciste quando colpi di pistola furono sparati contro l’abitazione del leader (ai quali lui rispose a sua volta con revolverate) e poi si scoprì che la politica non c’entrava, trattavasi di allegrotti ubriaconi; analogo clima quando lo stesso Marchais ricevette un pacco contenente una sostanza gelatinosa giallognola accompagnata da un biglietto: “Anche tu Marchais sei un imperialista”. Grandi manifestazioni per poi scoprire che si trattava di una confezione di strutto, tra l’altro con tanto di etichetta di Fauchon, il famoso venditore di generi alimentari di qualità (e di lusso).  Oppure, per tornare infine a Mitterrand, un suo detrattore, lo scrittore di sinistra Jean-Eder Hallier,  si divertì a lungo a tenere sulla corda il politico con una serie di dossier sul suo passato. Nel 1982 Hallier sparì di circolazione per una settimana durante la quale giunsero telefonate e messaggi “neri” alla stampa; ricomparve dicendo di essere stato rapito ma lasciando tutti perplessi per quella che fu considerata una simulazione. Hallier smise di disturbare nel 1997 quando uno strano incidente – mentre andava in bicicletta – lo tolse di mezzo.  Le denunce di omicidio avanzate dal fratello e dagli amici non furono prese in considerazione, in compenso contestualmente alla sua morte sparirono i documenti su Mitterrand che conservava gelosamente in vari luoghi, in cassette di sicurezza e nella sua abitazione parigina. Misteri della democrazia.
Però, lo dico chiaramente come autore di questa effemeride: per la povera Sinistra, sempre meglio un Mitterrand che le sciagure successive di un Hollande, di un Macron o magari di un destrofilo con simpatie a sinistra recentemente scomparso come Chirac.