La piazza oceanica di Teheran
di Francesco Petrone - 05/07/2026

Fonte: Francesco Petrone
La piazza oceanica che ci si presenta davanti agli occhi nelle immagini che vengono da Teheran non è solo una manifestazione di forza, ma qualcosa di molto più profondo: è la realizzazione dell’abbattimento dell’individualismo liberale.
Nella piazza non ci sono più "io", ma appare un gigantesco "noi" impersonale. È la sacralizzazione di momenti e luoghi che separa ogni persona dalla quotidianità, creando un'atmosfera di sospensione in cui la comunità si riconosce.
Ogni azione comune, con gesti ripetuti e codificati, allinea i partecipanti in un’impresa comune, producendo la gioia di non sentirsi soli. Il rito collettivo genera una grande energia emotiva, sociale e psicologica.
Quando le persone partecipano a un'esperienza condivisa, allineano le proprie intenzioni e i propri gesti, generando un forte senso di appartenenza. Dal punto di vista sociologico, questo produce una carica motivazionale.
Il sociologo Émile Durkheim definiva questo fenomeno "effervescenza collettiva": l'energia entusiasmante che scaturisce quando un gruppo si riunisce per uno scopo comune. La ripetizione di azioni simboliche placa l'ansia e canalizza l'attenzione, liberando energia mentale solitamente dispersa in pensieri frammentati. Per Durkheim le credenze e le norme collettive esistano indipendentemente dagli individui. Sosteneva che la società guidi e plasmi il comportamento umano, mantenendo l'ordine attraverso una solidarietà che varia a seconda della complessità sociale.
In questi riti di massa le emozioni vengono condivise e amplificate, creando una forza motivazionale che spinge all'azione. L'energia prodotta non è fisica o misurabile, ma si traduce in passione, solidarietà e determinazione.
