Lo Stato sociale e la società aperta
di Francesco Petrone - 23/10/2026

Fonte: Francesco Petrone
Esistono tre modelli diversi di società e ognuno richiede una coerenza. Se vengono mescolati si ottiene il modello ibrido che sta facendo l'Italia. Vengono aperte le frontiere come se si fosse in uno Stato liberista, viene mantenuto il welfare come in una società socialdemocratica e si finanzia tutto come un paese in declino.
I tre modelli che hanno funzionato nella storia hanno regole ben precise e non ne esistono altri.
Il primo è la società aperta in cui vige il liberismo come accade negli USA, a Singapore e a Dubai. Sono gli unici tre che hanno applicato il capitalismo puro senza ipocrisie.
Negli USA c'è il modello del lavoratore usa e getta. Nessuno ti chiede niente ma nessuno ti dà niente. Sulle case non ci sono case popolari, sulla sanità se non hai l'assicurazione del datore paghi tu, sulla pensione prendi la Social Security solo se hai versato dieci anni. L'immigrato così costa zero allo Stato per i primi quindici anni, lavora, paga le tasse, non prende casa e non prende sanità. Se si ammala gravemente e non può più lavorare torna in Messico. È brutale ma è sostenibile.
A Singapore il modello è ancora più chiaro. L'ottantacinque per cento dei singaporiani vive in case popolari costruite dallo Stato che poi può comprare a prezzo calmierato, ma agli stranieri è vietato comprarle e possono solo affittare sul mercato privato a tremila o quattromila dollari al mese. La sanità è sussidiata al settanta per cento per i cittadini, per gli stranieri si paga tutto. Singapore ha un milione e mezzo di stranieri su quasi sei milioni di abitanti, un quarto della popolazione, ma lo Stato non spende un dollaro per loro in case o welfare. Li usa quando servono e li manda via quando non servono più.
Dubai è il modello schiavistico dichiarato. Novanta per cento della popolazione è straniera e dieci per cento è emiratina. L'emiratino ha casa gratis dallo Stato, terreno gratis e mutuo a tasso zero. Lo straniero affitta in condivisione anche in otto in una stanza a quattrocento euro a posto letto. Sanità, pensione e scuola sono zero per gli stranieri. Se sei un operaio pakistano vivi nei camp di Al Quoz con l'assicurazione minima pagata dal datore e se ti ammali gravemente ti rimpatriano. La cittadinanza è impossibile da prendere anche se nasci lì e vivi quarant'anni, non sarai mai emiratino. Lo Stato sociale esiste solo per quel dieci per cento di locali ed è ricchissimo, per il novanta per cento di stranieri è capitalismo puro senza rete.
L'Italia invece ha preso il modello americano per l'apertura delle frontiere e il modello svedese per i diritti. Il risultato è che l'immigrato prende i diritti svedesi con le regole americane di ingresso, mentre l'italiano paga le tasse svedesi con i servizi inesistenti americani.
Se si vuole fare capitalismo puro occorre dirlo chiaro come fa Singapore, casa popolare solo per italiani, permesso di lavoro che significa niente welfare per dieci anni e se perdi il lavoro te ne vai. Nessun politico di destra o di sinistra ha il coraggio di dirlo perché perderebbe voti, quindi fanno finta di fare welfare per tutti con case che non ci sono.
Così lo Stato sociale diventa assistenziale, non più assicurativo. L'INPS ha fatto i conti, un immigrato regolare versa in media otto o nove anni di contributi e poi inizia a prendere assegno unico, maternità, casa popolare. Se entra a trent'anni con famiglia il saldo nei primi dieci anni è negativo per lo Stato, diventa positivo solo se resta venticinque anni, lavora in regola e non fa ricongiungimento di anziani. Se invece fa ricongiungimento di genitori di sessant'anni che non hanno mai versato un euro e prendono subito prestazioni sanitarie e accompagnamento, il saldo non diventa mai positivo.
L'inno di questa società aperta è la canzone Imagine di Lennon, immagina che non ci siano paesi, non è difficile da fare, niente per cui uccidere o morire e nessuna religione, immagina tutta la gente che vive in pace. Lennon dice chiaro che società aperta significa niente confini, niente proprietà, niente religione, niente Stato. È esattamente il modello liberista puro portato all'estremo utopico.
Il problema è che Lennon non ha mai spiegato chi avrebbe costruito le case popolari e pagato le pensioni in quel mondo senza paesi e soprattutto non ha detto a quanto sarebbero arrivati i salari in un mondo siffatto. È una bella poesia come l'aquilone del Pascoli, ma qualcuno ha creduto che fosse un programma politico.
