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Michel Clouscard, il critico dimenticato della società dei consumi

di Bernard Lindekens - 24/09/2026

Michel Clouscard, il critico dimenticato della società dei consumi

Fonte: Euro-synergies

Alcuni pensatori non diventano davvero attuali fino a dopo la loro scomparsa. Michel Clouscard appartiene a questo piccolo gruppo. Durante la sua vita, è rimasto nell'ombra di grandi figure francesi come Foucault, Deleuze e Barthes, ma oggi, il suo lavoro rielabora sempre più spesso. Non è una coincidenza. La sua analisi del “capitalismo di seduzione” sembra essere stata scritta per un periodo in cui influencer, social network e auto-ottimizzazione permanenti governano la vita quotidiana.

Michel Clouscard (1928-2009) è stato un filosofo, sociologo e marxista convinto. Non era un pensatore marxista classico. Il suo lavoro fa dialogare Marx con Rousseau e Hegel e parte da un’idea semplice: una società può essere compresa solo se la produzione e il consumo sono studiati congiuntamente. Economia, cultura e politica non sono mondi separati, ma si rafforzano continuamente. È proprio per questo che Clouscard non era interessato solo al lavoro e alla proprietà, ma soprattutto al modo in cui il capitalismo produce desideri. Ha esposto questa analisi per la prima volta in modo incisivo nel neofascismo e nell'ideologia del desiderio (1973) (1), un'opera con un sottotitolo evocativo: Le tartufe della rivoluzione. Il riferimento alla Tartufa di Molière non è casuale. Secondo Clouscard, molti intellettuali si presentavano come rivoluzionari, quando in realtà stavano contribuendo a legittimare una nuova fase del capitalismo.

La sua lettura del maggio 68 è stata quindi radicalmente diversa dall'interpretazione attuale. Secondo Clouscard, le manifestazioni studentesche non segnavano una rottura con il capitalismo, ma un cambiamento all'interno della cultura borghese. La vecchia borghesia, che ha posto il lavoro, la disciplina e il risparmio in primo piano, ha lasciato il posto a una nuova élite esaltando la libertà, il consumo e la realizzazione individuale. Il linguaggio di liberazione era finalmente perfettamente compatibile con l’ulteriore sviluppo dell’economia di mercato.

Così, Clouscard si oppose anche al Freudo-Marxismo di Deleuze e Guattari, allora molto popolare. Dove vedevano nel desiderio una forza rivoluzionaria, Clouscard sosteneva esattamente il contrario. Secondo lui, una politica che esalta i desideri spontanei mentre diffida dell’organizzazione collettiva non fa che indebolire la resistenza. La liberazione individuale può essere integrata senza difficoltà in un sistema che propone costantemente nuove forme di consumo.La sua opera più conosciuta, Il capitalismo della seduzione (1981) (2), approfondisce questa idea. La sua tesi centrale è tanto semplice quanto potente: il capitalismo moderno produce non solo merci, ma anche desideri. Non vende più prodotti perché gli individui ne hanno bisogno; crea continuamente nuove esigenze, identità e stili di vita. Acquistare qualcosa è comprare un’immagine di sé allo stesso tempo.

Clouscard descrive come i beni di consumo apparentemente banali stanno gradualmente introducendo i giovani in questa logica. Il jukebox, il ciclomotore, i jeans o la chitarra elettrica sono molto più di semplici oggetti di utilità. Funzionano come simboli di libertà, modernità e identità. Il consumo diventa un’esperienza in sé. Non è il valore d’uso che conta, ma la promessa di un certo modo di vivere.

Lo stesso vale per la moda, la tecnologia e i beni di lusso. Un’auto sportiva o una moto di prestigio non rappresenta principalmente un’utilità pratica, ma uno status sociale. Il consumo diventa un linguaggio attraverso il quale gli individui esprimono il loro posto nella società. Il capitalismo sposta così il suo centro di gravità: non è più la produzione di merci che occupa un luogo centrale, ma la produzione dei desideri. Secondo Clouscard, questa nuova cultura di consumo è nata durante la ricostruzione del dopoguerra. Il Piano Marshall non era solo un aiuto economico: diffondeva contemporaneamente uno stile di vita americano in cui la pubblicità, la cultura popolare e il consumo occupavano un posto centrale. L'Europa non ha importato solo prodotti americani, ma anche un nuovo modo di vivere e di desiderare. Il 68 maggio non è stato, secondo lui, l’inizio di questa rivoluzione culturale, ma piuttosto la sua espressione visibile.

La sua formula più famosa riassume questa evoluzione in modo conciso: culturalmente, il capitalismo si muove sempre più verso la sinistra; economicamente, sempre più verso destra. Mentre la libertà individuale, l’emancipazione sessuale e la diversità culturale sono incoraggiate, i meccanismi di mercato, la concorrenza e la concentrazione del capitale continuano contemporaneamente a intensificarsi. È proprio questa combinazione che rende il sistema così resiliente. L'esperienza della libertà personale maschera una crescente dipendenza economica.

Clouscard si distingue così da molti altri pensatori marxisti. Mentre questi analizzavano principalmente la produzione, studiò come il capitalismo modella anche i nostri desideri, i nostri gusti e le nostre identità. La sua intuizione che il dominio è sempre meno presentato come una coercizione e sempre più come la libertà sembra oggi notevolmente attuale.

In un mondo in cui gli algoritmi prevedono le nostre preferenze, dove i social network commercializzano la nostra attenzione e dove le piattaforme digitali creano continuamente nuovi desideri, Clouscard appare sorprendentemente moderno. Il suo “capitalismo di seduzione” non si rivela una curiosità storica, ma una diagnosi incisiva della società in cui viviamo oggi. Questo è forse proprio il motivo per cui questo filosofo francese a lungo dimenticato riceve finalmente l’attenzione che difficilmente gli è stata data durante la sua vita.

Note:

(1) Clouscard, Michel. Neofascismo e ideologia del desiderio. Parigi : Denoël/Gonthier, 1973, 186 p.

(2) Clouscard, Michel. Il capitalismo di seduzione: critica della socialdemocrazia libertaria. Parigi : Medissidor-Edizioni sociali, 1981, 248 p. ISBN : 978-2-2009-05457-2.

Fonte: Nieuwsbrief Knooppunt Delta, nr. 212, settembre 2026