Nello spazio blindato dell’antro
di Diego Fusaro - 04/07/2026

Fonte: Diego Fusaro
Chi, nello spazio blindato dell’antro, si muove secondo le ombre della giustizia o, più precisamente, secondo le sole immagini di essa riconosciute in quel luogo interrato, non può non risultare vincente contro chi, invece, introduca un’idea di verità riferita all’altrove e, dunque, tale da rovesciare gli schemi egemonici, i regimi del discorso dominanti e, più in generale, l’ordine stesso dell’antro. Ritorna, così, il paradigma dell’ontologia della spelonca: il suo poter essere compresa e valutata, in senso pieno, solo se commisurata alla realtà esterna rispetto ad essa. La verità delle Idee può confutare la falsità delle ombre sensibili, ma queste ultime, per parte loro, non possono confrontarsi in alcun modo con la verità delle Idee, potendola solo deridere e perseguitare. Per questo, da Socrate al nostro presente, la verità non teme mai il confronto con il falso, poiché può sempre vincerlo con la sua docile forza dialogica. È, invece, la falsità a non potersi mai confrontare con il vero; non potendolo confutare, lo ostracizza e lo perseguita, lo deride e lo demonizza. Da una diversa prospettiva, la verità accetta e, anzi, propizia il dialogo come sua forma espressiva più adeguata, permettendo a tutti di “con-vincersi” e, dunque, di vincere insieme a chi, esibendo la verità, li affranca dal falso. Viceversa, il falso che assuma la maschera della verità e divenga visione dominante non accetta mai il confronto dialogico, perché sa della propria possibilità di essere smascherato da quella verità che, come si dice nel Gorgia (473 b), non può invece essere confutata (ἀληθὲς οὐδέποτε ἐλέγχεται). Non potendo confutare il vero, il falso lo deve porre fuori legge e deve negare la possibilità del suo stesso dirsi. È una costante della storia umana che la falsità, quando è al potere, perseguiti quanti le contrappongano il vero, da Socrate a Cristo: chi è nel vero confuta, secondo la figura del dialogo socratico e della sua intrinseca democraticità; chi è nel falso, proscrive e rende impraticabile ogni dialogo.
