“Gli immigrati hanno plasmato l’America”
di Martino Mora - 04/07/2026

Fonte: Martino Mora
“Gli immigrati hanno plasmato l’America”.
Francis Robert Prevost è oggi il più noto esponente, a livello mondiale, dell’immigrazionismo anomico, del cosmopolitismo senza radici, del dirittismo senza frontiere , dello sradicamento planetario.
Prima di volare a Lampedusa a sponsorizzare di nuovo l’invasione migratoria clandestina, quindi illegale, Prevost ha elogiato il suo Paese, gli Stati Uniti d’America, perché “terra d’immigrazione”. Dopo essersi soffermato sui “nobili ideali” dei padri fondatori (che erano tutti illuministi e quasi tutti massoni!!) e avere elogiato la “libertà religiosa” a stelle e strisce la stessa che riconosce alla stegoneria wicca e ai satanisti di godere del privilegio di religioni come le altre), Prevost ha insistito sull’America “nazione plasmata dagli immigrati”.
Che bello lo sradicamento! Possiamo vederne tutte le conseguenze. Il risultato è la “barbarie ad aria condizionata” Usa, come la definisce Geminello Alvi.
La plutocrazia più materialista, massificata e guerrafondaia della storia. Il denaro e il consumo, anzi lo spreco, come ideali di vita, uniti all’istintualismo tribale di massa. Cosa di diverso poteva nascere dall’assenza di radici, infatti, se non l’anti- civiltà nata per impestare e corrompere tutte le altre ?
Se Prevost fosse il cattolicesimo autentico, invece della sua funesta e grottesca parodia, verrebbe veramente voglia di pensare, almeno per un momento, che avesse ragione Friedrich Nietzsche nel definire il cristianesimo come odio verso la vita e la civiltà.
Ma Max Scheler nel suo magistrale saggio sul “Risentimento nell’edificazioni delle morali” (1912) ha ampiamente dimostrato -basandosi in gran parte sulle ricerche storico-sociologiche di Werner Sombart -che Nietzsche ha confuso i valori antivitali del protestantesimo borghese della sua famiglia di origine con il cristianesimo autentico.
Mentre è lo spirito borghese ad avere introdotto il risentimento individualistico- egualitario nelle morali. E non certo il cristianesimo, che fonda se stesso sul perdono.
Ma il testo di Scheler è anche un ammonimento: guai al cattolicesimo (cioè al cristianesimo autentico) laddove esso ceda allo spirito secolare e borghese. In quel caso davvero esso può diventare non solo la parodia di se stesso, ma l’arma più affilata della Sovversione.
Purtroppo il Concilio Vaticano II ha segnato proprio questo passaggio: l’introiezione nella mentalità cattolica dello spirito borghese e secolare attraverso i suoi principi antivitali (spirito profano, individualismo, egualitarismo, soggettivismo antropocentrici) .
Per questo la Chiesa conciliare si é ridotta progressivamente una grande Ong, e l’uomo vestito di bianco a sommo portavoce dello sradicamento anarcoide planetario.
