Olocausto scaccia olocausto
di Riccardo Paccosi - 09/04/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
Mentre l'Ordine di Yalta si dissolve davanti ai nostri occhi, allo stesso tempo perde peso e consenso la principale narrazione intorno a cui tale ordine si era legittimato.
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In questo momento, agli occhi dell'opinione pubblica non occidentale ma mondiale, Israele appare come una sorta di demone, come una macchina genocida fuori controllo.
Ma soprattutto: quando perfino UK e UE premono perché Israele riconosca l'inclusione del Libano nell'accordo di tregua, quando la Spagna riapre l'ambasciata a Teheran e quando il ministro degli esteri della Sud Corea vola di persona nella capitale iraniana per discutere di accordi bilaterali, possiamo dire che l'isolamento della nazione sionista abbia raggiunto il livello più alto di sempre.
Se non fossimo tutti quanti coinvolti direttamente per via del riarmo e del clima emergenziale, sarebbe interessante osservare con l'olimpico distacco dello storico un particolare aspetto ideologico e culturale: mentre l'Ordine di Yalta si dissolve davanti ai nostri occhi, allo stesso tempo perde peso e consenso la principale narrazione intorno alla quale tale ordine si era legittimato, ovvero l'Olocausto nazista.
Mi vengono in mente cinque fattori concausali che stanno portando a questo esito:
a) la natura genocida delle azioni di Israele, volte a colpire deliberatamente masse di civili come in una guerra di sterminio;
b) il fatto che tali pratiche vengano giustificate dai massimi vertici istituzionali del paese con narrazioni escatologico-messianiche;
c) il sempre più indebolito ricatto morale - ma ormai rifiutato dalla stragrande maggioranza dell'umanità - di utilizzare la memoria dell'Olocausto nazista come copertura ideologica per queste stragi e di utilizzare, altresì, il proprio potere di lobbying per rendere fuori legge le critiche a Israele nei paesi occidentali;
d) il fatto che la stragrande maggioranza della popolazione israeliana abbia abbracciato con entusiasmo la prospettiva genocida e l'uccisione dei bambini facendo in modo che, nella coscienza del resto del mondo, si sia quasi del tutto azzerato quel sentimento di empatia verso gli ebrei ch'era collegato alla memoria storica di Auschwitz;
e) infine, tra sionisti presenti nei file Epstein e scandali di pedofilia riguardanti i vertici israeliani e riconosciuti anche dalla commissione apposita della Knesset, c'è una sensazione che al momento non può tradursi né in tesi né in ipotesi ma che, nondimeno, alligna: se pensiamo al primo atto di questa seconda guerra, avvenuto il 28 febbraio, vediamo che il primo obiettivo colpito dall'aviazione israeliana - per ben due volte consecutive - è stata una scuola elementare, con la conseguente morte di 160 bambine, le quali erano in prevalenza figlie di pasdaran e dirigenti iraniani; ebbene, modalità e contenuti di questo evento hanno fatto sussurare, negli interstizi della rete, che tale azione potrebbe avere avuto un deciso intento olocaustico, nel senso originario di tale parola..
Sia come sia e vada come vada, tanta cenere si è posata ed essa ha coperto sotto la propria coltre l'immagine degli americani che - al posto dei sovietici - liberavano gli ebrei dai lager nazisti ne La Vita è Bella.
