Per un’Italia sovrana in un mondo multipolare
di Sergio Caruso - 15/09/2026

Fonte: interagireinformati
Una proposta di programma di politica estera, europea, economica e di difesa per le prossime elezioni politiche.
Premessa
Il sistema internazionale fondato sull’egemonia di un’unica potenza ha esaurito la propria funzione storica. L’emergere della Cina, dell’India, della Russia, dei BRICS e di nuove potenze regionali rende irreversibile la trasformazione verso un ordine multipolare.
L’Italia deve contribuire alla costruzione di questo nuovo equilibrio, recuperando autonomia politica e libertà di giudizio, promuovendo la cooperazione fra Stati sovrani e rifiutando guerre preventive, cambiamenti di regime e contrapposizioni permanenti.
La collocazione europea, mediterranea ed euroasiatica dell’Italia dovrà consentirle di dialogare con ogni area del mondo, tutelando la pace, la sicurezza nazionale, gli interessi economici e il diritto dei popoli a scegliere autonomamente il proprio ordinamento.
1. Un ordine mondiale multipolare
L’Italia riconosce la nascita di un sistema internazionale articolato intorno a più poli politici, economici e culturali.
La politica estera italiana perseguirà:
equilibrio fra Stati Uniti, Europa, Cina, Russia, India e potenze regionali;
dialogo strutturato con i BRICS e con il Sud globale;
rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati;
soluzione negoziata delle controversie;
superamento delle politiche di blocco;
rifiuto delle guerre preventive;
graduale riduzione delle sanzioni unilaterali estranee al sistema delle Nazioni Unite;
cooperazione economica con tutti i Paesi disponibili a relazioni fondate sulla reciprocità.
Il multipolarismo non dovrà sostituire una nuova egemonia a quella precedente. Dovrà creare un equilibrio nel quale nessuna potenza possa imporre unilateralmente le proprie decisioni alla comunità internazionale.
2. Riforma delle Nazioni Unite
L’Italia promuoverà una profonda riforma dell’ONU, affinché la sua struttura rifletta la popolazione mondiale e gli equilibri del XXI secolo.
La riforma dovrà prevedere:
abolizione del diritto di veto nel Consiglio di sicurezza;
ampliamento della rappresentanza permanente di Africa, Asia, America Latina e Medio Oriente;
ponderazione dei voti anche in rapporto alla popolazione rappresentata;
sistema di doppia maggioranza, composto dalla maggioranza degli Stati e dalla maggioranza ponderata della popolazione mondiale;
rafforzamento dell’Assemblea generale;
maggiore trasparenza nelle procedure decisionali;
capacità più efficace di prevenire e risolvere le crisi;
controllo internazionale sull’applicazione delle sanzioni;
rafforzamento degli strumenti di mediazione e delle operazioni di mantenimento della pace.
L’ONU dovrà tornare a essere la sede principale della legittimità internazionale, evitando che coalizioni formate da singoli Stati possano sostituirsi arbitrariamente alle istituzioni comuni.
3. Confederazione degli Stati europei
L’Unione europea dovrà trasformarsi in una Confederazione degli Stati europei, composta da nazioni sovrane che attribuiscano alle istituzioni comuni competenze vincolanti nelle materie strategiche.
La Confederazione dovrà disporre di:
una politica economica comune;
una politica industriale ed energetica coordinata;
una politica estera unitaria;
una politica comune di sicurezza e difesa;
una rappresentanza internazionale condivisa nelle materie delegate;
un bilancio adeguato alle competenze comuni;
controllo democratico da parte del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali;
rigorosa applicazione del principio di sussidiarietà.
Le decisioni comuni dovranno essere vincolanti nei settori espressamente trasferiti alla Confederazione. Le restanti competenze rimarranno agli Stati.
La Confederazione europea dovrà costituire un polo autonomo del nuovo sistema mondiale, capace di trattare su un piano di parità con Stati Uniti, Russia, Cina, India e BRICS.
4. Politica economica comune europea
La politica economica confederale dovrà garantire crescita, coesione sociale, autonomia energetica e tutela delle capacità produttive.
Le priorità saranno:
coordinamento delle politiche fiscali;
investimenti comuni finanziati anche mediante debito confederale;
politica industriale europea;
tutela dei settori strategici;
revisione delle regole economiche che penalizzano gli Stati maggiormente indebitati;
riduzione degli squilibri interni;
difesa del modello sociale europeo;
sostegno alle piccole e medie imprese;
reciprocità nell’accesso ai mercati;
sicurezza delle catene di approvvigionamento;
autonomia nei settori energetico, alimentare, farmaceutico, tecnologico e militare;
mantenimento dell’euro accompagnato da una reale politica economica comune.
5. Difesa europea autonoma
La Confederazione dovrà costruire una capacità militare pienamente autonoma, priva di garanzie, comandi e sostegno operativo statunitensi.
Il sistema di difesa confederale comprenderà:
comando politico e militare europeo;
forze comuni permanenti;
integrazione progressiva delle forze armate nazionali;
difesa aerea e antimissile;
capacità navali e protezione delle rotte marittime;
sicurezza cibernetica e spaziale;
intelligence confederale;
industria europea della difesa;
standard comuni per armamenti, comunicazioni e logistica;
controllo dei Parlamenti sull’impiego della forza;
autonomia tecnologica e strategica;
revisione della deterrenza nucleare francese nel quadro della sicurezza comune.
Il territorio europeo non dovrà dipendere dall’ombrello militare o nucleare degli Stati Uniti. Durante la fase di transizione, la Confederazione costruirà gradualmente le capacità necessarie a garantire direttamente la propria sicurezza.
6. Scioglimento della NATO e nuova sicurezza europea
L’Italia proporrà il divieto di ogni ulteriore espansione della NATO. Una volta consolidata la difesa confederale europea, promuoverà lo scioglimento concordato dell’Alleanza atlantica.
Il superamento della NATO sarà accompagnato da:
cessazione della presenza militare permanente statunitense in Europa;
progressiva chiusura o riconversione delle basi straniere;
rimozione delle armi nucleari statunitensi dal territorio europeo;
trasferimento alla Confederazione delle responsabilità per la difesa continentale;
conclusione di un trattato paneuropeo di sicurezza;
meccanismi di prevenzione degli incidenti e di controllo degli armamenti;
zone di riduzione delle forze lungo i confini;
sistemi comuni di verifica e trasparenza militare.
Dopo lo scioglimento della NATO, la Confederazione stipulerà un Trattato europeo di sicurezza e cooperazione con Russia, Regno Unito e Turchia, aperto agli altri Stati europei. Il trattato garantirà inviolabilità dei confini, consultazioni permanenti, riduzione degli armamenti, libertà di navigazione e soluzione pacifica delle controversie.
7. Rapporti con gli Stati Uniti
Il superamento della dipendenza militare non comporterà ostilità verso gli Stati Uniti. L’Italia e la Confederazione manterranno con Washington una relazione paritaria fondata sulla cooperazione politica, economica, scientifica e culturale.
Saranno perseguiti:
partenariato commerciale equilibrato;
collaborazione scientifica e universitaria;
cooperazione contro terrorismo e criminalità organizzata;
coordinamento sulle emergenze internazionali;
tutela reciproca degli investimenti;
revisione degli accordi militari bilaterali;
esclusione dell’utilizzo automatico del territorio italiano per operazioni statunitensi;
autorizzazione parlamentare per ogni attività militare straniera durante il periodo transitorio.
La sicurezza europea sarà affidata esclusivamente agli europei, senza basi, comandi, garanzie militari o deterrenza nucleare statunitensi.
8. Fine della guerra in Ucraina
L’Italia cesserà l’invio di armi all’Ucraina e promuoverà un’immediata conferenza di pace.
L’accordo dovrà prevedere:
cessate il fuoco;
sospensione delle forniture militari esterne;
negoziati diretti fra Russia e Ucraina;
partecipazione della U.E., dell’ONU e degli Stati mediatori;
assunzione dell’attuale linea militare di contatto come nuovo confine;
riconoscimento internazionale delle annessioni russe nei territori risultanti sotto sovranità russa al momento dell’accordo;
riconoscimento definitivo della Crimea come parte della Federazione Russa;
neutralità militare dell’Ucraina;
rinuncia dell’Ucraina all’ingresso nella NATO o in altre alleanze militari;
garanzie internazionali per la sicurezza di entrambi gli Stati;
tutela delle minoranze linguistiche;
regolazione delle proprietà e dei diritti delle persone sfollate;
scambio dei prigionieri;
rimozione progressiva delle sanzioni;
ricostruzione internazionale dell’Ucraina;
normalizzazione delle relazioni fra Europa e Russia.
Le frontiere concordate al termine del negoziato dovranno essere riconosciute definitivamente da tutte le parti e garantite dalla nuova architettura europea di sicurezza.
9. Rapporti con la Federazione Russa
L’Italia lavorerà alla piena normalizzazione dei rapporti politici, economici e culturali con Mosca.
Saranno promossi:
revoca progressiva delle sanzioni;
ripresa degli scambi commerciali;
cooperazione energetica;
investimenti industriali reciproci;
collaborazione scientifica, universitaria e culturale;
riapertura dei canali finanziari;
partecipazione russa al sistema europeo di sicurezza;
cooperazione nell’Artico, nel Mediterraneo e nella lotta al terrorismo;
dialogo sulle armi nucleari e convenzionali.
La stabilità europea richiede la partecipazione della Russia a un sistema di sicurezza condiviso.
10. Partenariato strategico con la Cina
L’Italia svilupperà relazioni politiche ed economiche piene con la Repubblica Popolare Cinese.
Il partenariato comprenderà:
commercio fondato sulla reciprocità;
accesso delle imprese italiane al mercato cinese;
tutela delle infrastrutture strategiche italiane;
investimenti nei porti, nella logistica e nei collegamenti euroasiatici;
cooperazione energetica e ambientale;
ricerca scientifica;
sviluppo tecnologico con adeguata tutela dei dati e della proprietà intellettuale;
collaborazione nelle organizzazioni internazionali;
dialogo sulle controversie asiatiche.
L’Italia respingerà strategie di disaccoppiamento imposte da Paesi terzi e valuterà ogni rapporto con Pechino secondo i propri interessi nazionali ed europei.
11. India, BRICS e Sud globale
L’Italia riconosce nell’India uno dei protagonisti centrali del nuovo sistema internazionale e svilupperà con Nuova Delhi un partenariato strategico.
La politica verso il Sud globale comprenderà:
dialogo istituzionale con i BRICS;
rapporti privilegiati con India, Brasile, Sudafrica, Indonesia e Paesi del Golfo;
cooperazione con l’ASEAN;
rafforzamento delle relazioni con l’Unione Africana;
sostegno alla maggiore rappresentanza del Sud globale nelle istituzioni finanziarie internazionali;
riforma di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale;
riconoscimento della possibilità di utilizzare valute nazionali negli scambi;
partecipazione italiana ai nuovi strumenti multilaterali di finanziamento;
cooperazione sulle infrastrutture, l’energia e la sicurezza alimentare.
12. Fine delle ingerenze occidentali in Medio Oriente
L’Italia non parteciperà a guerre preventive, operazioni occulte o strategie di cambiamento di regime nel Mediterraneo e nel Medio Oriente.
La nuova politica regionale sarà fondata su:
rispetto della sovranità degli Stati;
dialogo con tutte le potenze regionali;
ritiro delle forze straniere presenti senza consenso dello Stato interessato o mandato ONU;
sostegno ai processi di riconciliazione;
sicurezza collettiva del Golfo;
stabilizzazione di Siria, Iraq, Libano e Yemen;
tutela delle minoranze;
ricostruzione economica;
sicurezza delle rotte attraverso Suez, Bab el-Mandeb e Hormuz.
L’Italia manterrà relazioni aperte con Israele, Paesi arabi, Iran e Turchia, conservando piena autonomia politica.
13. Palestina, Israele e Libano
L’Italia riconoscerà pienamente lo Stato di Palestina e promuoverà l’attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
La soluzione dovrà comprendere:
cessazione delle operazioni militari;
ritiro israeliano da tutti i territori occupati;
ritiro delle forze israeliane dal sud del Libano;
smantellamento degli insediamenti nei territori palestinesi;
riconoscimento della sovranità palestinese;
garanzie internazionali per la sicurezza di Israele e Palestina;
liberazione degli ostaggi e dei detenuti trattenuti in violazione del diritto internazionale;
ricostruzione di Gaza sotto amministrazione palestinese;
libero accesso degli aiuti umanitari;
rispetto della sovranità di Libano e Siria;
eventuale forza internazionale autorizzata dall’ONU e accettata dalle parti;
status di Gerusalemme definito attraverso negoziati garantiti internazionalmente.
La sicurezza israeliana e il diritto palestinese all’autodeterminazione dovranno essere riconosciuti con pari dignità.
14. Iran e sicurezza del Golfo
L’Italia riconosce il ruolo dell’Iran quale grande potenza regionale e promuoverà la sua piena reintegrazione nella comunità economica internazionale.
La politica italiana prevederà:
ripresa immediata dei rapporti diplomatici ed economici;
opposizione a qualsiasi progetto di cambiamento di regime;
cessazione delle sanzioni estranee a decisioni delle Nazioni Unite;
negoziato regionale fra Iran, monarchie del Golfo, Iraq e altri Stati interessati;
garanzie reciproche di sicurezza;
libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz;
cessazione degli attacchi contro naviglio mercantile e infrastrutture civili;
sostegno a un nuovo accordo sul nucleare;
controlli dell’AIEA;
rinuncia iraniana alla produzione di armi nucleari;
riconoscimento immediato del diritto dell’Iran al nucleare civile;
cooperazione internazionale per centrali, ricerca, medicina nucleare e produzione energetica;
disponibilità europea a fornire tecnologia civile sotto controllo internazionale.
Il dialogo sui diritti umani continuerà attraverso la diplomazia e gli organismi multilaterali, escludendo interferenze coercitive.
15. Mediterraneo allargato
Il Mediterraneo sarà il centro operativo della politica estera italiana.
Le priorità comprenderanno:
stabilizzazione e unità della Libia;
cooperazione energetica con Algeria, Libia ed Egitto;
rapporti strategici con Tunisia e Marocco;
trattato di cooperazione con la Turchia;
stabilizzazione dei Balcani;
ricostruzione della Siria;
dialogo con Iraq e Paesi del Golfo;
soluzione politica della guerra nello Yemen;
sicurezza del Mar Rosso e del Corno d’Africa;
tutela del Canale di Suez e degli stretti;
contrasto alla pirateria;
protezione delle infrastrutture offshore;
sorveglianza dei cavi sottomarini;
cooperazione fra marine e guardie costiere;
sviluppo dei porti italiani quali terminali dei collegamenti con Africa e Asia.
16. Riconoscimento dell’Emirato islamico dell’Afghanistan
L’Italia riconoscerà l’Emirato islamico dell’Afghanistan quale governo effettivo del Paese e favorirà la normalizzazione dei suoi rapporti internazionali.
Il riconoscimento permetterà di:
ripristinare piene relazioni diplomatiche;
riaprire i canali finanziari;
sostenere la ricostruzione;
migliorare l’assistenza alla popolazione;
promuovere la lotta al terrorismo e al traffico di stupefacenti;
favorire l’istruzione, la formazione professionale e il lavoro;
sostenere il rientro volontario dei rifugiati;
sviluppare infrastrutture, agricoltura, sanità ed energia;
incoraggiare attraverso il dialogo una più ampia partecipazione sociale della popolazione femminile.
17. Piano Mattei per Africa e Mediterraneo
Il Piano Mattei diventerà una politica strutturale dello Stato, dotata di finanziamenti pluriennali, direzione unitaria e controllo parlamentare.
I progetti saranno concordati con i Paesi partner e riguarderanno:
energia;
acqua;
agricoltura;
sicurezza alimentare;
sanità;
istruzione;
formazione professionale;
infrastrutture;
reti digitali;
industrializzazione locale;
sostegno alle piccole imprese;
partecipazione delle aziende italiane;
trasformazione in loco delle materie prime;
accesso trasparente e reciprocamente vantaggioso alle risorse;
creazione di occupazione;
gestione condivisa delle migrazioni.
Il Piano dovrà superare ogni impostazione assistenziale e costruire partenariati paritari di lungo periodo.
18. Sicurezza economica, energetica e commerciale
La politica estera dovrà tutelare l’autonomia economica dell’Italia e della Confederazione.
Saranno perseguiti:
diversificazione delle fonti energetiche;
rilancio del nucleare civile europeo;
sicurezza degli approvvigionamenti di petrolio, gas e uranio;
accesso a minerali critici e terre rare;
difesa delle filiere industriali;
tutela delle imprese italiane all’estero;
sostegno all’esportazione;
reciprocità negli investimenti;
controllo pubblico sulle infrastrutture essenziali;
cooperazione portuale e logistica;
sicurezza alimentare;
accordi commerciali con Europa, Eurasia, Africa, Asia e America Latina;
impiego delle sanzioni economiche soltanto nei casi previsti dal diritto internazionale.
19. Migrazioni e mobilità internazionale
La gestione delle migrazioni sarà parte integrante della politica estera.
Il programma prevede:
accordi con Paesi di origine e transito;
canali di ingresso legale legati alle esigenze economiche;
formazione professionale prima della partenza;
contrasto alle organizzazioni criminali;
rimpatrio delle persone prive del diritto di soggiorno;
protezione dei rifugiati;
rispetto degli obblighi di soccorso in mare;
condivisione confederale delle responsabilità;
sostegno allo sviluppo nei Paesi d’origine;
coinvolgimento delle diaspore;
tutela e valorizzazione delle comunità italiane all’estero.
20. Sicurezza marittima, cibernetica e spaziale
La sicurezza nazionale comprende oggi mari, reti digitali, spazio e infrastrutture critiche.
L’Italia e la Confederazione svilupperanno:
difesa cibernetica comune;
sovranità digitale;
infrastrutture europee per dati e intelligenza artificiale;
sistemi satellitari autonomi;
protezione dei porti;
sicurezza delle rotte commerciali;
sorveglianza dei cavi e dei gasdotti sottomarini;
tutela delle reti elettriche e delle telecomunicazioni;
contrasto al terrorismo e alla criminalità transnazionale;
prevenzione della proliferazione nucleare, chimica e biologica;
cooperazione internazionale contro pirateria e traffici illegali;
capacità autonome di osservazione, comunicazione e navigazione satellitare.
21. Principio di non ingerenza
L’Italia non sosterrà operazioni occulte, colpi di Stato, rivoluzioni pilotate, guerre preventive o cambiamenti di regime imposti dall’esterno.
Il principio di non ingerenza potrà essere derogato esclusivamente:
in applicazione di una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU;
su richiesta del governo riconosciuto dello Stato interessato;
per la protezione e l’evacuazione di cittadini italiani;
nei casi previsti da trattati internazionali ratificati dal Parlamento;
per operazioni umanitarie internazionali accettate dalle parti;
in presenza di crimini internazionali accertati dagli organi competenti e secondo le procedure previste dal diritto internazionale.
Ogni impiego delle Forze armate italiane dovrà essere autorizzato dal Parlamento, avere obiettivi definiti, durata determinata e regole d’ingaggio trasparenti.
22. Diritti umani, cooperazione e diplomazia culturale
Il rispetto della sovranità non esclude il dialogo sui diritti fondamentali.
L’Italia promuoverà:
cooperazione sanitaria;
aiuti umanitari neutrali;
istruzione e formazione;
diplomazia scientifica;
tutela del patrimonio culturale;
borse di studio;
diffusione della lingua italiana;
rafforzamento degli istituti italiani di cultura;
protezione delle minoranze religiose e linguistiche;
dialogo sui diritti delle donne;
sostegno alle organizzazioni internazionali;
tutela consolare degli italiani all’estero.
Le questioni relative ai diritti umani saranno affrontate attraverso la diplomazia, la cooperazione e le istituzioni multilaterali.
23. Metodo della politica estera italiana
Ogni alleanza, accordo, sanzione o missione internazionale sarà valutato secondo criteri trasparenti:
conformità al diritto internazionale;
interesse nazionale;
rispetto della sovranità degli Stati;
autorizzazione parlamentare;
sostenibilità economica;
contributo effettivo alla pace;
definizione degli obiettivi e delle modalità di uscita;
reciprocità nei rapporti politici e commerciali.
L’Italia continuerà a collaborare con i propri partner storici, recuperando piena autonomia di giudizio. La sua politica estera sarà europea, mediterranea e aperta al mondo multipolare, fondata sulla pace, sulla sovranità, sulla cooperazione e sull’equilibrio fra le potenze.
