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Razzisti

di Antonio Catalano - 22/05/2026

Razzisti

Fonte: Antonio Catalano

Da parte cosiddetta progressista è tutto un rincorrere di giustificazioni, attenuanti, comprensione, necessità di assumere più psicologi (Schlein) per affrontare l’aumento del disagio, come se questi ultimi – gli psicologi – non facessero già abbastanza danni inseriti come sono in meccanismi di riproduzione del consenso. Ma in quale stato di colpevole allucinazione questi emotivi a senso unico si trovano per negare, rimuovere il fatto che l’immigrazione selvaggia, voluta e coltivata dal liberismo globalista, distrugge vincoli societari, introduce malessere, spaesamento, concorrenza a ribasso, disparità di trattamento nella fruizione dei servizi, cosa che brucia tanto ai ceti popolari i quali si trovano spesso a subire trattamenti differenziati rispetto agli stranieri per i quali si riconosce un maggiore stato di necessità? Un esempio semplice ma chiaro. Da un recente rapporto prodotto dalla regione Emilia-Romagna si ricava, per esempio, che pur rappresentando gli immigrati il 12% della popolazione residente fruiscono per il 30% delle misure di protezione sociale e per quanto riguarda gli alloggi popolari beneficiano più del doppio della quota totale di residenza. Ecco, sono queste le ragioni che spinge un numero sempre più alto di italiani degli ambienti popolari a diventare insofferente verso una immigrazione che vive, concretamente, come un peggioramento delle proprie condizioni di vita. Questa realtà è contestata dai campolarghisti, i cosiddetti progressisti, con quel loro odioso ipocrita ciarlare a cazzo di cane di accoglienza e inclusione. Ed è proprio questo loro accanirsi contro le ragioni addotte da chi vive la vita nelle sue dimensioni reali non nei quartieri residenziali, non nelle aree ztl, non nelle Capalbio elitarie che determina negli ambienti popolari sempre più tormentati dalla crisi una richiesta di “ordine” che la sinistra progressista sbeffeggia e accusa di razzismo con quelle facce sofferenti ma insolenti della boldrina di turno. Miei cari signor* (per non offendere la loro sensibilità gender fluid) ma lo sapete che siete proprio voi, con la vostra opportunistica e strumentale difesa dei “migranti” a creare quel clima di contrapposizione e ostilità orizzontale che in fin dei conti ai voi importa una cippa proprio perché appartenenti a circuiti dorati nei quali il “migrante” è l’elemento di colore col quale fate quei vostri penosi e patetici film con i finanziamenti pubblici, e che a voi con spirito veltronesco (lo so, dovrei dire veltroniano) sembrano così carichi di umanità? Siete voi i veri razzisti! Perché disprezzate e discriminate la parte vitale e produttiva, il mondo che vive del proprio lavoro, il popolo.