Utilizzare il tempo vuoto
di Vincenzo Costa - 08/02/2026

Fonte: Vincenzo Costa
Per alcuni anni saremo costretti a parlare di antifascismo. Io penso che sia l'oppio della sinistra. Ma penso anche che sia necessario a molta gente, ricrea un simulacro di identità, fa sentire reali, dentro una storia, anche senza esserci e anche se non c'è alcuna storia.
Funziona sempre. Di fatto è un enorme tentativo di ricondurre le pecore uscite dal recinto nel cortile del fronte progressista, senza proporre niente che non sia un "contro".
Un riedizione del vecchio "contro Berlusconi". Ora contro la destra becera. Sono gli stessi che proponevano Bill Gates come simbolo di progresso e di moralità. Sono irredimibili.
L'antifascismo è un tentativo di mettere insieme i grandi giornali liberali e i centri sociali, anti sistema e intruppati nel sistema, per portarli verso un obiettivo che è inutile enunciare, e del resto lo mostrerà il tempo. Soprattutto è un mezzo per impedire l'elaborazione di linee programmatiche alternative, di affrontare i problemi.
Comunque vada sarà un disastro.
Se questo auspicato fronte progressista vincerà, prima al referendum e poi alle politiche, parleranno i fatti. Inutile fare polemiche. Io ho buone elementi per pensare che sarà la fine di ogni sovranità di questo paese. E dove un paese non è sovrano solo un liberale può parlare di libertà delle persone
Altro che fascismo. Coloro che combattono il fascismo oggi mirano a eliminare ogni sovranità del paese, e dunque ogni sovranità popolare. La lotta antifascista serve solo a questo. Diamo tempo al tempo, senza polemiche.
Se invece questo disegno, che vede i social invasi ed egemonizzati da questa onda, perderà, ciò mostrerà che chi propugna questa riscossa progressista e libertaria e antifascista si fa di oppio pesante, che è totalmente disconnesso dal paese.
In ogni caso, i mesi e gli anni a venire non lasceranno spazio politico e culturale per pensare e praticare un'alternativa.
Questi anni appartengono a questa gente e bisogna lasciarli fare.
Questi anni bisogna rassegnarsi a sentire parlare di antifascismo, del ventennio, di repressione etc, tutto l'armamentario classico.
Saranno anni vuoti, culturalmente e politicamente, ma forse possono essere usati per creare luoghi di pensiero sotterranei, per pensare senza urgenze, senza scadenze.
Possono essere anni di libertà e di sperimentazione teorica, tra chi è insoddisfatto delle categorie in circolazione.
Possiamo farlo con buona coscienza, tanto il fronte antifascista è ben presidiato da un pensiero ben strutturato e da braccia robuste. Possiamo rilassarci
