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Il bluff della democrazia

di Serena Sartini - 19/03/2006

Fonte: Comedonchisciotte

 

 
Il ricatto  morale su cui si fonda  e rafforza il Sistema è il voto.
Il Sistema  è costituito dall'intreccio di interessi e profitti frutto
della connivenza tra "politica", potere economico e informazione di potere .   
Il Sistema  ha un unico punto debole strutturale che paradossalmente
coincide con il punto forte che lo alimenta e lo rigenera: IL VOTO.
Il voto è una delega in bianco che  consente al  politico di entrare a far
parte del Sistema finalizzato alla spartizione dei profitti che la "politica"
gli garantisce insieme  ai  LEGITTIMATI privilegi.
Non è per caso che le "promesse" vengono formulate, da ogni parte, in
campagna elettorale, contenute in programmi  elettorali puntualmente
disattesi  nel corso della legislatura.
Chiunque può mettere in atto un efficace tentativo di delegittimare questo
“Sistema di negazione della Democrazia”, con una scelta di disobbedienza
civile di rinuncia al "diritto" di voto e contestualmente continuare la lotta, continuare ad operare scelte di consumo che condizionino l'economia, continuare a diffondere idee avanzate, principi e valori nuovi,
manifestando, scrivendo, protestando con forza in forma apartitica e
aconfessionale, organizzandosi lontano dagli ingranaggi del potere
costituito, cercando  alternative di vita Democratica in RETE.
Il voto, in qualunque direzione vada, è la dinamica che perpetua il Sistema, che ne alimenta gli effetti devastanti,
soprattutto sugli "ultimi".
 
Il passo successivo alla propria presa di coscienza è l'organizzazione.
Una scelta in coscienza, o di obiezione, o di disobbedienza parte
Individualmente; è una personale rivoluzione etica come la scelta
vegetariana/ VEG, senza  pensare se servirà, se qualcuno mi seguirà,
se riuscirò a vanificare la macellazione: io intanto rifiuto la violenza,
rifiuto la mistificazione e l'inganno, e tutelo la mia salute.
Dalla coscienza individuale si passa a quella collettiva e il non voto di chi lotta-milita quotidianamente non è qualunquismo ma politica vera, fuori dalle mura dorate dello stato padrone, del sistema schiavista.
Chi crede nel doveroso esercizio del diritto di non voto motiva pubblicamente la propria scelta divulgandone le profonde ragioni tentando l'organizzazione  e la  Riorganizzazione, a cominciare dalla figura del soggetto politico: che agisce esclusivamente in forma di volontariato, proponendo un rivoluzionamento delle dinamiche opportunistiche della “politica”.

Il bluff sta proprio nel “diritto” di voto che nel tempo è diventato
avallo della mistificazione del sistema democratico che non esiste.
Non è questa la democrazia, non lo è affatto; non abbiamo nessun potere,
se non la "libertà" - questa si che ci viene accordata - di eleggere
chi il potere lo prende per sé in ogni sua forma.
“In -Aldo Capitini - di Giacomo Zanga, a proposito dei C.O.S.
(centri di orientamento sociale),  Ignazio Silone scrive: "..l'antagonismo
tra società e stato... è il solo che possa aprire una nuova prospettiva storica, creando un nuovo dinamismo sociale al posto di quello esaurito nella lotta delle classi.

Riuscirà alla società di recuperare le funzioni ora usurpate dallo stato burocratico e centralizzato? Questo significa principalmente sostituire le attuali relazioni autoritarie, costrittive, passive con relazioni umane  autentiche e responsabili…" Aggiunge Zanca: “con questo obiettivo sorsero i C.O.S., che restano nella storia italiana come un modello da ammirare e, un giorno forse non lontano, da recuperare.
I Cos furono boicottati dai partiti, cominciando dai più grossi (DC e PCI)
che ovviamente scorgevano in quel decentramento, in quell'autentica integrale democrazia un pericolo per i loro vantaggi e la loro stessa sussistenza.”
 
I C.O.S. di Capitini non potevano sfruttare la RETE e quindi
sopravvivere. I Cos possono essere i Blog di oggi, come il tuo,
consapevoli della forza della loro progressione geometrica
 
Cosa fare? Usare la RETE  per  NON VOTARE
 
Propongo, nel frattempo, un invio collettivo di  mail
a Ciampi e ai Segretari di partito, con  la comunicazione di
ESERCIZIO DEL DIRITTO-DOVERE DI NON VOTO
per le motivazioni e con gli intenti di cui sopra
e per/con tutto l’aggiungibile.