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Logiche multipolari

di Pierluigi Fagan - 08/08/2026

Logiche multipolari

Fonte: Pierluigi Fagan

Scuserete se torno a dire cose già dette. Tempo fa evidenziammo come il quartetto AS-PAK-TUR ed EGY che s’era messo a intermediare tra USA e Iran fosse un interessante preludio a qualcosa di più consistente. Non serve a nulla riempirsi di notizie e analisi di più o meno improvvisati strateghi da Risiko in famiglia, basta la logica in un contesto multipolare.
Che il mondo vada verso una piena forma multipolare è ovvio trattandosi di 8,3 mld (9,6 al 2050) di persone divise in 200 stati, con consistenze e traiettorie di crescita o contrazione (demografica, economica, tecnologica, militare) differenti. Non esiste alcuna forma di potenza che possa dominare tale complessità, né in forma monopolare, né in forma bipolare.
Il sistema tende e tenderà sempre più ad autorganizzarsi sebbene gli US eserciteranno ancora e per molto tempo un ruolo contrario. Tuttavia, è in buona parte lo stesso declino di potenza US a favorire il processo.
Gli US sono in declino di potenza per tante e ovvie ragioni, tra cui la loro entrata nella fase in cui la precedente estroversione è diventata antieconomica. Sul piano militare, ad esempio, US hanno sollecitato in tutti i modi l’inerzia dei precedenti assetti di alleanza verso il riarmo in proprio, così per l’UE, la Germania, il Giappone, questi ultimi impegnati d nuovi piani di riarmo inediti dalla fine della IIWW. Non possono fare altrimenti, anche se quando soprattutto Germania e Giappone, avranno i nuovi livelli di potenza di forza (minimo dieci-quindici anni) è imprevedibile che politica estera svilupperanno.
Ma di questi tempi, le strategie debbono guardare al breve e al massimo al medio tempo, di più si sfocia nell’incalcolabilità per eccesso di variabili.
Pakistan, Arabia Saudita erano amici organici dell’US, la Turchia addirittura nella NATO, l’Egitto storicamente vicino anche se contemporaneamente non lontano dalla Russia. Tra Pakistan e Arabia Saudita esisteva già un patto militare di mutua protezione, la Turchia però (di fatto alleata col Qatar, che ha ottimi rapporti con l’Iran oltre che il più grande giacimento di gas del mondo in condominio) no, anche per una diversa sponsorizzazione dell’islam politico (salafiti i primi, fratellanza musulmana i secondi). Inoltre, i pachistani da tempo hanno legami organici sempre più strategici coi cinesi. Né turchi, né pachistani avevano dissidi seri con l’Iran, con l’AS la questione è più complicata ma anche grazie alla mediazione cinese, da tempo le frizioni si sono assai raffreddate.
L’Iran ha sì bombardato le cose saudite ma avvertendo che era solo perché ospitavano basi US e AS si è spesa più volte con Trump per raffreddare possibili incrementi di pressione militare contro Teheran. Tanto da litigare definitivamente con Emirati Arabi Uniti addirittura uscito da OPEC dopo sessanta anni. Gli Houti di fatto si sono astenuti da azioni contro l’AS con cui comunque sono in conflitto congelato.
AS né vuole, né può, nonostante i tanti legami militari e di affari anche recenti con la famiglia Trump, aderire ai Patti di Abramo se prima non viene trovata una soluzione, anche cosmetica, alla questione palestinese. AS custodisce la Mecca e Medina, naturale il suo ruolo centrale nell’islam intero. Inoltre, ormai la più grande parte di clientela delle proprie riserve fossili è asiatica.
Il Pakistan non solo è limitrofo ma anche in aperta frizione con il vicino indiano che al suo interno ha una complessa questione di sempre più difficile convivenza tra nazionalisti indù e musulmani (15% dell’immensa popolazione indiana). India che pur cliente per le fossili con il Golfo, ha provato a sviluppare sempre più stretti legami con Israele. Ricordo che India, Pakistan e Israele hanno l’atomica. Abbiamo già detto dell’ampia collaborazione tra Pakistan e Cina, Cina che in piena logica multipolare tende ad essere in buone relazioni con chiunque (Golfo, Iran, Pakistan etc.) e di principio non fa alleanze militari con alcuno (può collaborare però).
La Turchia è anche un pieno soggetto multipolare, una media potenza asiatico-mediterranea-musulmana che unisce l’adesione NATO ai buoni rapporti con la Russia mentre con la Cina la questione è congelata per via della questione uigura. Ha poi problemi con Israele e ne avrà sempre di più sia per il tentativo israeliano di allargarsi a nord (Libano), per l’appoggio che questi danno ai Curdi, per la silenziosa invasione di capitali ed imprese israeliane in Grecia, stante che l’hot-spot della questione è il mare mediterraneo orientale ricchissimo di giacimenti fossili nei fondali (Egeo, Cipro, coste Libano etc.).
Da qui (e da altro poiché lì le questioni sono intrecciate a vari livelli) l’alleanza firmata a Gedda, con tanto di articolo 5 di mutua difesa. Come ogni apprendista geopolitico ripete "il Pakistan ha l'atomica, la Turchia l'industria e l'esercito, l'Arabia Saudita i soldi". Ma questo dovrebbe essere solo la base per possibili nuove forme di cooperazione viepiù Israele diventa sempre più minaccioso, Trump e gli US sempre più inaffidabili e contradditori (si ricorderà come giorni fa si strombazzava la fake news che US avevano promesso lo sviluppo del nucleare all’AS), il mondo circostante sempre più caotico, il peso egemonico sull’intero islam maggiore.
Certo gli US sono in contrazione di potenza, ma la banda che ha occupato la Casa Bianca è di una povertà strategica impressionante ed è soffocata da conflitti di interessi ristretti che non sono una faccenda etico-morale ma una limitazione di realismo tattico-strategico (vedi Israele).
Il cuore dell’Islam quindi si fa il suo polo, AS si porta appresso Bahrein e Kuwait, la Turchia il Qatar, potranno guardare in futuro all’Indonesia e ai BRICS (AS non ha sospeso l’adesione, Pakistan e Turchia hanno fatto domanda), l’Egitto (cauto e già Brics) sta a guardare interessato, per l’Iran non è una cattiva notizia, sciiti e sunniti non si amano ma convivono da millenni, meglio loro che gli americani con gli israeliani.
La nuova alleanza musulmana non è una cattiva notizia in termini di stabilizzazione della complessità multipolare ed è un chiaro segno dei tempi.