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Psicotropica ricombinante

di redazione ECplanet - 18/04/2006

 


Nel 1979, Popov ricevette dal generale Igor Ashmarin, un biologo molecolare, l'ordine di avviare la produzione sintetica di beta-endorfine - i neurotrasmettitori oppioidi che vengono prodotti naturalmente in risposta al dolore, lo sforzo fisico e altri stress. Il progetto era di accrescere la virulenza patogena attraverso le endorfine. La sintesi avveniva tramite le brevi sequenze genetiche dei peptidi che, come le beta-endorfine, sono parti costituenti delle proteine, non più lunghe di 50 aminoacidi, parte attiva nella comunicazione cellulare e nella neuro-trasmissione. Il team di ricerca di Popov aveva dunque il compito di produrre sinteticamente le sequenze genetiche relative alle endorfine per produrre dei potenti virus che venivano poi testati sugli animali.

Si resero conto ben presto che i microbi con geni che producevano la mielina avevano la capacità di aggredire il sistema nervoso, con effetti devastanti come schizofrenia temporanea, perdita di memoria, depressione immobilizzante, attacchi di panico (sarà un caso ma sono tutte malattie moderne, ndr). La ricerca continuò anche dopo la defezione di Popov. Tra il 1993 e il 1994, due pubblicazioni russe descrissero esperimenti in cui vaccini contro tularemia recombinante avevano prodotto con successo, in test su animali, beta-endorfine che avevano aumentato la loro soglia di sensibilità al dolore. Una ulteriore prova che possono essere create armi biologiche dirette contro il sistema nervoso centrale, in grado di modificare la percezione e il comportamento.

“Essenzialmente, un patogeno è solo un veicolo”, ha detto Popov, “un mezzo che può essere usato per vari scopi. Si può causare il rilascio di serotonina e dopamina, di endorfine, si può causare amnesia, schizofrenia, oppure pacificare una intera popolazione”.

I patogeni ricombinanti psicotropici potrebbero apparire come fantascienza, ma sono una realtà. Matthew Meselson, professore di biologia molecolare alla Harvard University, è, con Frank Stahl, responsabile dello storico esperimento Meselson-Stahl del 957, che dimostrò la semi-conservazione della replicazione del DNA, come ipotizzata da Watson e Crick. Successivamente, Meselson si è dedicato alla prevenzione riguardo lo sviluppo di armi chimiche e biologiche. Nel 2001, avvertendo dei rischi relativi all'avanzamento delle bio-tecnologie, scrisse sul New York Review of Books: “Più avanza la nostra abilità di modificare i processi della vita, inclusi i processi cognitivi, dello sviluppo, della riproduzione, dell'eredità, più avanza la nostra capacità di manipolarla e di distruggerla”.

Autore: Mark Williams
Fonte: Technology Review / marzo 2006

Istituzioni scientifiche citate e correlate all'articolo:

National Center for Biodefense and Infectious Diseases

U.S. Army Medical Research Institute of Infectious Diseases

Recombinant virus database

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