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«Il vento che accarezza l'erba». L'Irlanda di Ken Loach

di Alberto Crespi - 13/11/2006

 

Il vento che accarezza l'erba ha vinto la Palma d'oro allo scorso festival di Cannes. Il titolo è una traduzione piuttosto libera dell'originale The Wind that Shakes the Barley, «Il vento che scuote l'orzo»: è il verso di una canzone popolare irlandese cantata, nel film, durante una veglia funebre. Ken Loach ha dato un titolo «poetico» a uno dei suoi film più duri, più scabri e meno inclini al compromesso «spettacolare». Lo aveva già fatto per Ladybird Ladybird, che era altrettanto minimale - anche se, curiosamente, la storia di una madre snaturata nell'Inghilterra di oggi era più impressionante di questa falda tra fratelli ambientata nel momento più cupo della storia irlandese. E una vecchia questione: c'è chi pensa che Loach, quando abbandona la contemporaneità, perda qualcosa. Avendo amato il film sulla guerra di Spagna Terra e libertà, non siamo del tutto d'accordo. Però è innegabile che, dopo anni e anni di sfortunate partecipazioni ai festival, Loach abbia finalmente vinto con un lavoro che non è il suo migliore. Diciamo allora che la Palma è un premio alla carriera, un riconoscimento a un artista che segue testardamente le proprie idee artistiche e politiche a costo-anzi, allo scopo - di scontentare sempre qualcuno. E questo «qualcuno», nel caso del Vento, è l'Inghilterra tutta: l'inglese Loach, coadiuvato dal fido sceneggiatore scozzese Paul Laverty, ha sbattuto in faccia alla madre patria il suo passato coloniale più sanguinario. L'Irlanda è stata la prima colonia inglese ed è stata trattata peggio di tutte le altre: affamata, impoverita, espropriata della propria lingua (il gaelico) e della propria religione (il cattolicesimo), svuotata dall'emigrazione, e Loach ci racconta il momento in cui i nodi vengono al pettine. Attenzione: micro-ripasso di storia, perché non si capisce bene il film se non si sa che la trama inizia nel 1920, dopo le elezioni del 1918 (quando il popolo irlandese votò a stragrande maggioranza l'indipendenza da Londra e la fondazione della repubblica) e prima del trattato del 1921 (con il quale Londra concesse all'isola un'indipendenza dimezzata, tenendosi le 6 contee dell'Ulster e vincolando il parlamento repubblicano al giuramento di fedeltà alla corona). In questo contesto si svolge la storia del fratelli O'Donovan: uno, Damien, si è appena laureato in medicina e sta per trasferirsi in Inghilterra; l'altro, Teddy, è membro attivo della resistenza. Alla vigilia della partenza, Damien assiste all'ennesima brutalità inglese: l'omicidio a sangue freddo di un ragazzo, la cui unica colpa è stata quella di pronunciare il proprio nome in gaelico. Damien decide di non partire e di entrare, a fianco di Teddy, nel neonato esercito repubblicano, la famosa Ira. Ma dopo il trattato i due fratelli si ritrovano su opposte posizioni Damien convinto che il compromesso politico sia accettabile, Teddy schierato con i «duri e puri» in una guera civile che dividerà l'Irlanda in due... Film forte, magari non perfetto ma è da vedere come una doverosa lezione di storia.
da L'Unità, 10 novembre 2006