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Il progetto della natura

di Mihael Gerogiev* - 03/06/2010

Fonte: antidarwin

TAVOLA ROTONDA SUL PROGETTO NELLA NATURA

 Il 24 novembre 2009 in occasione del centocinquantesimo anniversario della pubblicazione de L’origine delle specie di Charles Darwin, il Museo di storia naturale di Stoccarda ha organizzato una tavola rotonda nella propria sede nel castello di Rosenstein. L’evento si è distinto per il fatto inusuale che a partecipare è stato invitato Douglas Axe, direttore del Biologic Institute, filiale del Discovery Institute, la culla del movimento Intelligent Design. Gli interventi non sono stati registrati, ma è interessante la locandina che annunciava l’evento nei seguenti termini:

“In occasione del 150° anniversario della prima pubblicazione della teoria di Darwin, una discussione ad alto livello tra evoluzionisti e critici di Darwin si occuperà della questione se l’evoluzione della vita sulla terra dipende solamente da un processo naturale cieco e senza scopo, oppure se vi sia evidenza verificabile, non basata su fede religiosa, che nel mondo naturale vi siano, da parte di una intelligenza creativa, interventi che hanno senso e scopo. L’incontro al Museo di storia naturale di Stoccarda ha lo scopo di contribuire in modo costruttivo, chiaro e oggettivo a questo importante dibattito. Un dibattito pubblico a livello così alto tra biologi evoluzionisti e critici dell’evoluzione e molto raro in Germania, perciò ci si può aspettare una serata molto stimolante”.

Il titolo della tavola rotonda era “Progetto senza progettista?”. L’idea di progetto (design) senza progettista è stata formulata dal giovane Immanuel Kant nella sua Storia universale della natura e teoria del cielo, pubblicata nel 1755: “La materia, che si organizza da sola secondo le sue leggi più generali, produce mediante il suo comportamento naturale o, se preferiamo, mediante un processo meccanico cieco, effetti buoni, che appaiono essere progettati da un’Altissima Saggezza“. Questa idea è alla base della moderna teoria dell’evoluzione, ma è sfidata dai sostenitori dell’Intelligent Design, per i quali il disegno nella natura non è apparente ma reale, e i viventi sono il prodotto di un’intelligenza superiore. La pensa così anche Douglas Axe, che fino al 2005 era ricercatore dell’Università di Cambridge.

L’idea che la vita è stata creata da una intelligenza superiore non è venuta ad Axe ascoltando la messa in chiesa, ma è stata la conclusione della sua ricerca sulle proteine. Nel 2004 Axe pubblica uno dei suoi più importanti lavori, intitolato “Valutazione della prevalenza delle sequenze proteiche che assumono ripiegamenti con la funzione di enzimi” (Estimating the Prevalence of Protein Sequences Adopting Functional Enzyme Folds), J. Mol. Biol. (2004) 341, 1295–1315.

Gli enzimi sono proteine che consentono lo svolgimento delle reazioni chimiche all’interno delle cellule. Le proteine sono catene di aminoacidi che però nella cellula si ripiegano su se stesse per assumere specifiche forme, dalle quali dipende il loro funzionamento. Non basta infilare, come in una collana, gli amminoacidi a caso, ma bisogna disporli in ordine preciso che consente alla proteina di piegarsi e assumere una forma che funzioni da enzima. Axe ha provato di vedere se, rimescolando gli aminoacidi lungo la catena, la proteina conservasse la sua funzione enzimatica. È risultato che, mentre il numero delle possibili sequenze è molto elevato, quello delle sequenze funzionanti è piccolissimo. Poiché la sequenza degli è codificata nei geni, risulta che gli enzimi tollerano male le mutazioni che provocano lo spostamento di amminoacidi lungo la catena. Dai calcoli fatti risulta che le sequenze funzionanti sono eccezionalmente rare, una ogni 1077 sequenze possibili. Una specificità così alta non è spiegabile con alcun processo naturale conosciuto e cieco, ma ha le caratteristiche di un progetto intelligente.

 

*autore del libro “CHARLES DARWIN. OLTRE LE COLONNE D’ERCOLE”