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La disintegrazione dell'Occidente

di Alexey Komov - Sandra Matuella - 19/02/2014

Fonte: trentinocorrierealpi


 

Ospite d’onore del convegno roveretano “Russia Europa: la sfida del terzo Millennio?”, Alexey Komov, ambasciatore russo all’Onu del Congresso Mondiale delle Famiglie, associazione che da anni si occupa della difesa e della promozione della famiglia tradizionale, ha parlato delle politiche familiari della Russia contemporanea, volte a difendere la famiglia tradizionale, ispirata agli “antichi valori cristiani”: il tutto, a fronte di un Occidente che, a suo dire, si sta disintegrando sia dal punto di vista sociale che morale e materiale. Strapiena la sala Caritro, per la gioia delll’associazione Pro Vita, organizzatrice dell’incontro.

L’arrivo a Rovereto di Komov è coinciso con le polemiche ancora calde, anzi caldissime sulle leggi anti-gay volute da Putin, con l’arresto di Vladimir Luxuria a Sochi e con l’eco ancora fresca della vicenda delle Pussy Riot.

L’ambasciatore è stato piuttosto esplicito nelle sue esternazioni anche davanti al pubblico roveretano, ma l’intervista che ci ha rilasciato risulta molto utile per mettere a fuoco ancor meglio il micidiale mix di ultraconservatorismo cristiano e di machismo politico-religioso reazionario, a tratti quasi farneticante, che agita le notti postcomuniste di Mosca.

Un segnale inquietante, anche perchè il convegno ha visto la presenza di Bernhard Kiem, console onorario della Federazione russa per il Trentino Alto Adige, e di Andrey Pruss, direttore del Centro russo Borodina di Merano, ovvero la massima autorità locale e il più importante centro culturale russo della regione, nel ruolo di “officianti”. Tra l’altro sul “Borodina” la Provincia di Bolzano e il Comune di Merano hanno investito molto come futuro polo di attrazione del turismo russo. Ma ecco cosa ci ha detto Komov.

Ambasciatore, qual è oggi l’idea di famiglia in Russia rispetto all’Occidente?

«Innanzi tutto un po’ di storia: la Russia è sempre stata un paese cristiano, e solo a partire dall’Ottocento, con le idee illuministiche fortemente anticristiane, le teorie massoniche e liberali infiltrate nella nobiltà russa contro la Chiesa, si arriva, nel 1917, alla Rivoluzione bolscevica provocata da dei sovversivi di professione, pagati dai banchieri di Wall Street e dal governo tedesco in funzione antirussa. Con il comunismo che, ripeto, è stato importato nella Russia cristiana, e non a caso Marx e Engels non erano russi, si impone la teoria della famiglia come nemico da distruggere, perché opprime la donna: sono stati così così decriminalizzati l’aborto, l’amore libero e l’omosessualità. Milioni di cristiani vennero assassinati dai rivoluzionari, le chiese distrutte. non solo: negli anni Venti si costruivano case senza la cucina e senza le porte per evitare la privacy e favorire la promiscuità e l’amore libero tra la gioventù comunista».

Con Stalin, però, si ritornò ai valori “nazionali” e più conservatori.

«In effetti dette nomi zaristi alle navi sovietiche, ritornò alla chiesa e parlò di Santa Madre Russia perché il popolo russo voleva questo. Quando poi Hitler invase l’Unione Sovietica dicendo che era in mano agli ebrei e ai comunisti, fece però riaprire le chiese. Così quando i nazisti vennero rispediti a casa, i sovietici non poterono più richiuderle, a dimostrazione del fatto che il popolo russo è sempre stato cristiano».

Alla fine, il comunismo sovietico è stato sconfitto, quindi la famiglia tradizionale non dovrebbe venire più attaccata.

«Invece è stata creata la seconda scuola di Francoforte, neo-marxista e neo-freudiana, che attraverso l’Onu vuole introdurre l’educazione sessuale nelle scuole per propugnare assurde teorie sull’identità di genere, e scardinare la famiglia tradizionale.

Anziché utilizzare il proletariato contro la borghesia, oggi, come nuovi agenti della rivoluzione per distruggere la tradizione cristiana dell’Europa, si utilizzano gli omosessuali - che in ogni società non sono più del 2% anche se pretendono, in maniera antidemocratica, di imporre a tutti le loro regole – rafforzati da una massiccia iniezione di immigrati, specie di religione islamica, per creare ulteriore confusione sociale. E in questo individualismo esasperato, un magnate della finanza come Soros dice di legalizzare la droga e la prostituzione, perché così le persone possono liberare senza limiti tutti i loro desideri.

In questo modo si atomizza l’individuo e tutti i parametri sociali che per duemila anni hanno retto la società; la famiglia stessa va distrutta perché è una piccola chiesa dove crescono persone equilibrate e in armonia, ed è quindi il peggior nemico del totalitarismo».

Ma secondo lei, a chi gioverebbe tutto questo?

«Ci sono lobby finanziarie e culturali molto forti che combattono la chiesa cristiana. Al Rockefeller Center di New York, che fa capo a una delle famiglie più influenti a livello mondiale, ci sono tanti simboli occulti: c’è, ad esempio, una statua di Prometeo che simboleggia Lucifero, il primo ribelle, che permette tutto e non proibisce nulla.

Si impone così, una “religione umanista”, che non ha bisogno di Dio, e che permette di fare tutto quello che si vuole, senza limiti di sorta. Vorrei ricordare, a questo proposito, che Hillary Clinton dedicò la sua tesi di dottorato a Saul Alinsky, l’attivista autore del libro “Rules for radicals” in cui elogia la figura di Lucifero come primo rivoluzionario. Ebbene, Alinsky è il padre spirituale del presidente Obama, mentre Hillary Clinton è la principale candidata dei democratici alla prossima presidenza degli Stati Uniti».

Oggi la Russia ha problemi demografici?

«Sì, basti pensare che per decenni l’aborto è stato utilizzato come metodo di contraccezione e, ad esempio tra il 1989 e il 1990, sono stati eseguiti 4 milioni di aborti. Oggi siamo a un milione e duecentomila aborti chiururgici, ma ci mancano i dati di quelli farmaceutici. In questi ultimi anni si è affermato il movimento “Pro Vita”di Dimitri Smirnov, padre ortodosso che è anche il mio padre spirituale, grazie al quale i valori della famiglia e della vita sono diventati sempre più importanti: il presidente Putin è un forte sostenitore del movimento e la Russia spera di diventare leader nel mondo per i diritti della famiglia, della maternità e dell’infanzia. Vorrei invitare il Trentino e l’Alto Adige al Congresso mondiale per la famiglia che si terrà al Cremlino e nella grande cattedrale di Cristo il Salvatore di Mosca, dal 10 al 12 settembre di quest’anno».

Come considera le “aperture” al mondo gay da parte di papa Francesco?

«Per il Santo Padre non si deve essere ossessionati dai problemi come l’aborto o i gay, mentre è più importante pensare agli ultimi, ai più poveri.

Questo è giusto, ma, a mio avviso, le sue priorità dovrebbero essere diverse. Inoltre, quando lo vedo ritratto sulle copertine di Time, di Rolling Stones e di altri mass media liberal che non hanno mai amato la chiesa, sinceramente mi stupisco e, quantomeno, mi chiedo il perché: in realtà usano papa Francesco semplicemente per portare avanti le loro teorie destabilizzanti».