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Accecare gli avversari

di Filippo Bovo - 03/04/2026

Accecare gli avversari

Fonte: Filippo Bovo

"Accecare gli avversari per colpirli meglio" è stato l'approccio adottato dall'Iran non appena colpito dall'aggressione israelo-americana, e da allora non è certo venuto meno; semplicemente, man mano che sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati, s'è evoluto.
Così, dapprima sono stati colpiti i radar e le infrastrutture di comunicazione satellitare (SATCOM), ubicati soprattutto nei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), come in Qatar (basi di Al Udeid e sito di Umm Dahal), Kuwait (Camp Arifjan e base di Ali al Salem), EAU (Al Ruwais e Al Dhafra), Bahrain (quartier generale della V Flotta a Manama), Arabia Saudita (base di Prince Sultan), oltre a quelli in Giordania (base di Muwaffaq Salti), in Iraq (basi aeree di Imam Ali e di Ayn al Asad, di Erbil nel Kurdistan, e Camp Victory insieme al complesso dell'ambasciata americana, la più grande al mondo ed ormai abbandonata, a Baghdad), e naturalmente anche in Israele (ad Haifa e all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, alle basi aeree di Nevatim e Tel Nof, infine anche nelle aree di Dimona ed Arad).
Senza più efficaci strutture radar, i lanci iraniani (e degli altri alleati dell'Asse della Resistenza, che non a caso si sono a man a mano aggiunti, a cominciare da Hezbollah che ha inaugurato la sua discesa in campo proprio bombardando la base del Monte Meron, insieme ai siti di sorveglianza e alle torri radar frontaliere di Rosh HaNikra, Jal al-Alam e Misgav Am e Metula, a cui si sono poi aggiunte le basi di Biranit e di Ilaniya-Ramat David) sono divenuti più facili e chirurgici, non dovendo più contare sulla "saturazione" di missili e droni dei primi giorni che, infatti, a quel punto sarebbe risultata semplicemente ridondante ed inutilmente dispendiosa. Ed è a quel punto, mentre qualche povero brunovespa sionatlantista in forze tra Casa Bianca e CENTCOM s'inventava che i lanci erano diminuiti perché era andata distrutta molta parte dei lanciatori, che invece la faccenda per gli israelo-americani, e tutto il loro seguito, s'è fatta ancora più seria. Drammaticamente più seria. Tra l'altro, nel frattempo, i lanci iraniani traevano un ampio giovamento nella loro precisione dal fatto d'avvalersi del sistema satellitare cinese BeiDou, uscito nettamente vincente in questa guerra (ché è sempre nelle guerre, infatti, che si vede quali tecnologie sono vincenti e quali no, checché ne dicano le ragazze pompon, o pompin, del sionatlantismo) sul rivale americano GPS.
Gli iraniani hanno potuto dedicarsi a colpire, nelle postazioni già centrate, i vari apparati di difesa aerea ed antiaerea residui, il cui munizionamento era oltretutto andato inutilmente e costosamente sprecato nei giorni precedenti (si pensi a quanti Tomahawk, dal valore di 1,5-2 milioni di dollari, devono essere lanciati per colpire dei droni Shahed dal valore di 7mila dollari cadauno, o dei missili vecchi, degli Anni '90, come i vari Shahab e Fateh, con costi tra i 150mila e i 300mila dollari, lanciati soprattutto per sgomberare i depositi in attesa d'impiegare quelli più nuovi, ben più potenti e letali; il rapporto costo/benefici è impietoso, ed addirittura può peggiorare se parliamo, ad esempio, di Tomahawk ma di Patriot o THAAD, che possono arrivare a costare tra i 12 e i 15 milioni di dollari al pezzo), e così gli hangar, i depositi, le piste, i bunker e via dicendo, rendendo così quelle stesse basi "inabitabili". Non a caso a quel punto i militari americani sono stati spostanti, o meglio si dovrebbe dire nascosti, negli alberghi situati nei centri residenziali limitrofi, in tal modo avvalendosi del sistema degli "scudi umani" per sminuire il rischio di venir colpito, al costo delle vite di civili innocenti. L'hanno fatto negli EAU, in Arabia Saudita, in Iraq, ecc, ovunque.
"Accecare gli avversari per colpirli meglio", comunque, non è un approccio che s'è arrestato a quei primi giorni, o a quelli seguenti. Al contrario, s'è evoluto concentrandosi su bersagli nuovi, dacché i vecchi erano stati ormai "inertizzati", come ad esempio i centri di gestione cloud e trasmissione dati nel Golfo, come i due Amazon Web ed Amazon Cloud Services (AWS) negli EAU, già il 1° marzo, e poi l'analogo AWS in Bahrain, il 1° aprile (ma già era stato colpito alcuni giorni prima, il 24 marzo), mentre altre aziende come Oracle, Cisco, Nvidia, Apple, Google, Microsoft, Azure, Meta, Tesla, IBM, Palantir, Boeing e la G42 (Group 42), sparse tra il Golfo e Israele, sono state ugualmente inserite nella "kill list" di Teheran. Queste aziende, per un totale d'almeno 18 grandi nomi, svolgono infatti un ruolo essenziale nella fornitura di servizi di AI e ICT per la difesa americana, al pari di altre interessate non da attacchi fisici, via missile o drone, ma cibernetici, come ad esempio Adex (Virtual Minds), Epsilon e Lotame, che gestiscono reti di AdTech e dati, e svolgono essenziali operazioni di "disturbo digitale" e disturbo delle comunicazioni, analogamente essenziali per gli eserciti di Stati Uniti ed Israele. Per Teheran, sono tutte aziende "terroristiche", visto il loro incontestabile ruolo nell'aver guidato gli attacchi sul suolo iraniano, a cominciare ad esempio dal famoso bombardamento della scuola di Minab (che, se non ricordo male, è frutto proprio dell'AI di Google), un palese e deliberato crimine di guerra quanto altri sin qui visti.
Paesi come gli Stati Uniti, sempre più deindustrializzati anche sotto l'aspetto dell'hi-tech (gli anni ruggenti della Silicon Valley sono ormai passati, e anche la nuova generazione della "tecnocrazia" americana non può prescindere da strutture e realtà fisicamente delocalizzate all'estero), non possono prescindere da questi colossi per organizzare la loro "industria militare" d'offesa e difesa. Colpire quegli obiettivi, che in clima di guerra divengono "obiettivi legittimi", appare dunque per Teheran un'ovvia e conseguente necessità, che rientra nel principio dell'autodifesa. Così, raggiunto ormai l'obiettivo di smantellare radar e SATCOM, puntare ora alle varie infrastrutture informatiche e telematiche, nell'approccio di "accecare gli avversari per colpirli meglio", si configura soprattutto come un nuovo, importante e necessario salto di qualità.