Addio mondo crudele
di Riccardo Paccosi - 31/10/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
Ieri non ho partecipato alle manifestazioni e, in queste ore, mi sto domandando se possa aver sbagliato. Tale interrogativo sorge dopo aver notato che nella giornata di ieri...
a) malgrado il Bacio della Morte da parte di Mattarella e Draghi agli studenti pochi giorni fa, alla fine questo movimento non si è tirato dietro la sinistra istituzionale né i suoi influencer e, difatti, ieri questi ultimi non erano visibili in piazza;
b) malgrado il problema irrisolto del rapporto col sottoproletariato immigrato - che pesa e rimane - guardando alla composizione dei cortei si può concludere che quella di ieri sia stata comunque una mobilitazione di popolo italiana.
Eppure, malgrado gli aspetti di cui sopra, il senso di distanza da questo movimento in me permane. Quando sento dagli altoparlanti inveire contro "questo governo di destra", scatta in me un sentimento di profonda distanza giacché quella parola - destra - da decenni indica sempre e comunque l'esclusione, dalla psiche collettiva dei movimenti, di qualsivoglia prospettiva critica verso il sistema capitalista.
Infatti, mi viene in mente come queste masse di persone che oggi riempiono le piazze divengano totalmente incapaci anche solo di pensare a una mobilitazione quando al governo ci sono uomini come Mario Monti e Mario Draghi. Ripenso allora all'indifferenza - o addirittura all'avversione - che esprimeva il popolo di sinistra quando mi mobilitavo insieme a pochi contro quei governi eversori e criminali e, inevitabilmente, capisco d'aver maturato anche un certo risentimento.
No so come si evolverà questo movimento o cosa sceglierò di fare nelle prossime settimane, ma per adesso il sentimento di distanza lo sento ancora prevalente.
Questa mia posizione di antagonismo sia alla destra che alla sinistra ha fatto sì che, negli ultimi anni, io abbia conosciuto molto più approfonditamente di prima le persone provenienti da destra. Ebbene, al netto delle eccezioni che confermano la regola, posso dire che, se da una parte l'avvento di questo movimento di piazza ha confermato la mia disconnessione sentimentale dalla sinistra, dall'altra ha per certi versi acuito la mia profonda alterità etica e cognitiva rispetto alla destra.
A riguardo, potrei elencare gli aspetti più viscerali ed emotivi quali per esempio l'avversione delle persone di destra verso i conflitti di piazza in quanto tali o la loro meschina e miope adorazione della repressione poliziesco-giudiziaria, ma credo che a pesare di più sul lungo termine sia la stessa ragione che mi ha allontananto irreversibilmente dalla sinistra, ovvero l'assoluta esclusione, nella coscienza collettiva di destra, di ogni genere di pensiero critico verso il capitalismo.
Già avevo visto, sei anni fa, che di fronte a uno stato d'eccezione pandemico orchestrato dalle multinazionali americane del farmaco, tanti fenomeni sostenere che fossimo di fronte all'instaurazione del "comunismo". Ma anche riguardo al problema più recente dell'immigrazione e di quella crisi di convivenza interculturale di cui la sinistra nega l'esistenza, non c'è persona di destra che sia capace di capire o accettare che questa catastrofe sia stata progettata dalle èlite capitaliste in ragione di un'ideologia - il neoliberismo - che vuole assoggettare la società e la stessa nuda vita al mercato: per loro, a causare tutto questo è stato invece un risorto Feroce Saladino che voleva rinverdire i tempi dell'Impero Ottomano.
Stando così le cose, il paradigma teorico-filosofico da me promosso - e inerente alla necessità di una nuova visione del mondo non già né di destra né di sinistra, bensì contro la destra e contro la sinistra - implica in prospettiva una mia disconnessione dall'intera specie umana?
Se davvero così fosse - ma non credo, almeno non del tutto - forse dovrei accettare la cosa senza troppo patimento.
Nel frattempo, addio mondo crudele.


