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Golpisti

di Francesco Petrone - 31/10/2026

Golpisti

Fonte: Francesco Petrone

Quello che è successo in Polonia non ha nulla di democratico, ha un nome preciso: golpe istituzionale.
Un presidente filo-Bruxelles, eletto con i voti dell'establishment europeo e con l'applauso dei media di Bruxelles, ha deciso che la Costituzione polacca è un ostacolo da rimuovere.
Metodo in tre mosse, da manuale del golpismo bianco:
Delegittimare la Corte Costituzionale. Non riformarla, non rispettare le sentenze, ma dichiararla "illegittima" perché non allineata a Bruxelles.
Bloccarne il funzionamento. Impedire la nomina dei giudici regolari, nominare giudici amici, tagliare fondi e competenze. 
Sostituirla con i diktat di Bruxelles e della Corte di Giustizia UE. La legge polacca non vale più, vale solo quello che decide l'Europa.
Non è stato di diritto. È la sua distruzione. Quando un presidente usa il potere esecutivo per azzerare l'organo che dovrebbe controllare il suo potere, non sta difendendo la democrazia: sta facendo un colpo di Stato contro la separazione dei poteri.
E l'ipocrisia è totale. Per anni ci hanno detto che la Polonia di prima metteva a rischio lo Stato di diritto perché riformava la giustizia. Oggi chi smantella davvero la Corte Costituzionale con metodi golpisti viene applaudito da Bruxelles come "restauratore della democrazia".
Non è il ripristino dello Stato di diritto. È la sua sostituzione con lo Stato di Bruxelles.