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Alla fine della guerra

di Diego Fusaro - 10/05/2026

Alla fine della guerra

Fonte: Diego Fusaro

Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, ha recentemente dichiarato che la guerra in Ucraina sta volgendo al termine e che presto si potrebbero aprire i colloqui con l'Unione Europea. Si tratta naturalmente di una notizia da accogliere con il massimo giubilo, considerato il fatto che questa guerra ha già prodotto infiniti lutti sul fronte russo e soprattutto su quello ucraino. Questa potenziale e auspicabilissima fine del conflitto rende doverose alcune considerazioni critiche e controvento. Anzitutto, non sfugga che, se la guerra finirà, ciò accadrà per volontà della Russia di Putin e non certo per il volere del guitto di Kiev, l'attore Nato Zelensky,  prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Gli autoproclamati professionisti dell'informazione ci avevano garantito, nel marzo del 2022, che la Russia sarebbe crollata celermente e che avrebbe nel volgere di poche settimane issato bandiera bianca. La realtà dei fatti si è incaricata di smentire questa narrazione mendace e meramente propagandistica. Vi è poi un altro insegnamento che traiamo dalla tormentata vicenda bellica ucraina, insegnamento del quale speriamo faccia tesoro la civiltà a stelle e strisce, che questa guerra ha voluto e propiziato al fine di piegare la Russia in quanto stato disallineato e resistente al Washington consensus: proprio come la Cina, la Russia è uno stato sovrano sotto ogni profilo, non in ultimo sotto il profilo militare, e dunque non può essere ricondotto manu militari sotto il controllo della civiltà del dollaro. Senza esagerazioni, potremmo asserire che la guerra ucraina ha certificato il fatto che sta prendendo forma un mondo multipolare, disallineato rispetto a Washington e in grado di resistere alla sua volontà di potenza e alla sua libido dominandi. Non è dunque finita la storia, come credeva Fukuyama: è finita invece una storia, quella del dominio monopolare del pianeta da parte della civiltà dell'hamburger.