Anomia e disgregazione
di Francesco Petrone - 02/08/2026

Fonte: Francesco Petrone
Quando la cosiddetta azione diabolica è più vicina di quel che si possa immaginare.
Per Ferdinand Tönnies ogni comunità si regge su sentimenti comuni, abitudini, memoria, fiducia. È il villaggio, la famiglia, la nazione tradizionale. Il contrario della società, che invece si regge su contratti, calcolo, interesse individuale.
Per Émile Durkheim il vero collante è il sacro comune.
Max Weber invece riprende Tönnies e dice che la comunità nasce dal sentimento di appartenenza. Può essere etnia, lingua, religione.
Per Benedetto Croce una nazione non è un contratto. È memoria condivisa, dolori condivisi, simboli condivisi. Se li perdi diventi un condominio.
Robert Putnam dice che le società funzionano se c'è fiducia e reciprocità. Questa fiducia si chiama "capitale sociale".
Il concetto è identico in tutti: una società che perde i sentimenti comuni diventa solo un mercato. Al contrario la società tende a disgregarsi per un eccesso di individualismo, perché si è perduto il collante che la teneva unita. Questo accade perché ogni valore diventa un'opinione da mettere in discussione. Se la morale non è più condivisa, e nemmeno la spiritualità, e inoltre il sentimento comunitario è sgretolato, significa che è subentrato un fattore "diabolico".
"Diavolo" viene dal greco diabolos, che significa colui che divide, che getta zizzania. Dia-ballo significa lancio tra, metto in mezzo. Quindi in origine "diabolico" non era solo "demoniaco" e non aveva valenza metafisica. Era "ciò che spacca, che divide ciò che era unito".
In teologia, in politica, in sociologia si usa proprio per descrivere l'azione di frammentare un corpo sociale.
Una società omogenea regge su vari collanti come i valori comuni su cosa sia giusto o sbagliato, il destino comune con consapevolezza di avere un futuro insieme, o la fiducia nell'altro sapendo che su cose fondamentali c'è sicuramente identità di vedute.
Se in quella società si dovessero insinuare ideologie fortemente individualiste e disgregatrici, succede che dal "noi" si passerebbe all'"io" e ogni diritto e dovere diventerebbe negoziabile. Non esisterebbe più bene comune, ma solo interesse personale. Dal "destino" al "io decido oggi". Si perderebbe la proiezione nel futuro. Nessuno farebbe figli, nessuno investirebbe, nessuno si sacrificherebbe. Dalla fiducia si passerebbe al sospetto.
I sociologi chiamano questo fenomeno "atomizzazione". Se viene usato nel senso di "operazione che divide volutamente per indebolire", è corretto parlare di azione diabolica e ha un peso storico. Non stiamo parlando di corna e forcone, ma di una strategia di disgregazione.
È lo stesso concetto di "guerra ibrida" o "guerra culturale" usata oggi: non serve invadere con le armi se riesci a far litigare la società dall'interno finché collassa da sola.
