Conoscendo gli americani, stanno per cominciare l'ennesima guerra
di Matteo Martini - 21/02/2026

Fonte: Matteo Martini
Dopo tutto sembra che l'Arabia Saudita, contrariamente alla decisione iniziale di negare il proprio spazio aereo per un eventuale attacco contro l'Iran, possa avere segretamente cambiato il proprio posizionamento. L'intelligence satellitare cinese ha appena mostrato lo schieramento di caccia americani su basi saudite. La tempistica di questo dispiegamento non credo lasci dubbi circa la loro destinazione d'uso.
C'è da osservare che nei giorni precedenti Trump ha blandito il principe ereditario con la promessa di concedere il semaforo verde americano all'arricchimento dell'Uranio saudita.
Ognuno ha un prezzo e i sauditi alla fine hanno scelto da che parte stare, dimenticando quanto sia mortale essere amici degli USA. Ma questo ora non è un nostro problema.
Alla luce di questi segnali credo che le trattative americane siano servite come stratagemma dilatorio per una maggiore preparazione logistica e soprattutto di diplomazia clandestina per un attacco di ampia scala contro la Repubblica Islamica. Il fatto che risulta è che il fronte anti iraniano si è allargato e che al momento anche le forze disponibili per un attacco da parte americana-britannica sono aumentate significativamente.
Ho il sospetto che Trump possa pensare davvero di intraprendere una campagna aerea contro l'Iran (sul modello di quella contro la Serbia del 1999), quindi una guerra ad alta intensità e non un semplice attacco poco più che simbolico.
Certo, rimane l'incognita del voto del Congresso (ricordo che il Presidente non ha il potere di dichiarare guerra), per questo credo che cerchino di provocare una reazione iraniana, magari dopo una serie di attacchi più limitati, e in conseguenza di una danno a un qualche asset statunitense o dei propri alleati cercare di strappare l'autorizzazione del Congresso. Va anche detto che ormai le dichiarazioni di guerra formali non si usano più (la Russia non ha mai dichiarato guerra all'Ucraina), ma i poteri di un presidente USA sull'impiego militare sono limitati nel tempo per un coinvolgimento militare. Non si tratta della dichiarazione formale di guerra ma dell'autorizzazione a un uso militare esteso. La War Power Revolution del 1973 prevede che il Presidente possa schierare truppe (anche di terra) e autorizzare un attacco ma dovranno essere ritirate entro 60 giorni, a meno che non abbia il voto del Congresso.
Due mesi di campagna aerea - potrebbe pensare qualche altro papavero del Pentagono - possono essere una finestra temporale sufficiente per poter piegare con successo una media potenza regionale, soprattutto se l'obiettivo strategico è innescare una caduta interna del regime. Del resto gli USA hanno una scorta di missili Cruise e Patriot - ormai credo sia di pubblico dominio - per molto meno che due mesi di conflitto ad alta densità.
Dopo tutto credo che Trump punterà ad attaccare a breve, il tempo che la Ford arrivi nel Mediterraneo Orientale (credo la schiereranno lì per renderla meno esposta alla rappresaglia iraniana), e senza chiedere il voto del Congresso che costituirebbe una perdita di sorpresa strategica.
Credo anche a questo punto che gli iraniani se lo aspettino - vista la copertura di intelligence da parte della Cina.
Non dobbiamo scordare che dietro Trump c'è il cartello delle compagnie petrolifere (non una teoria del complotto ma una pura constatazione basata sui trasparenti finanziamenti alla sua campagna elettorale) e recentemente i portavoce della lobby hanno detto che mettere le mani sul petrolio iraniano sarebbe un cambio strategico e un colpaccio per l'economia americana. Due degli sponsor di Trump, lobby del petrolio e lobby ebraica, spingono per una guerra "risolutiva" contro l'Iran.
Conoscendo gli americani credo che la probabilità che stia per iniziare una guerra nel golfo sia molto alta. Con quale durata e intensità e con quali obiettivi realistici non lo possiamo del tutto prevedere, sta nella nebbia di guerra. E forse anche i comandi americani hanno dei dubbi sui propri obiettivi in questo scenario.

