L'atlante geopolitico del bene e del male a cura degli U2
di Riccardo Paccosi - 21/02/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
E' uscito DAYS OF ASH, il nuovo album degli U2.
Non è un concept album, ma ci va vicino in quanto i testi sono una sorta di Atlante Geopolitico del Bene e del Male: una carrellata dei contesti di crisi nel mondo contemporaneo, con associata a essi l'indicazione di quale debba essere il punto di vista del Bene o del Male con cui valutarli.
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Le canzoni:
Alcune sono di discreta fattura, al netto della pompa retorica e al netto del fatto che Bono metta troppo in ombra il resto della band. Come nel caso di un po' tutti gli album del nuovo millennio realizzati dalla band irlandese, però, siamo qualitativamente molto distanti - anche dal punto di vista degli arrangiamenti - sia dai fasti anni '80, sia dal periodo successivo con Brian Eno.
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I testi:
- American Obituary ci racconta che Trump e l'ICE sono cattivi.
- Song of the Future ci racconta che il governo iraniano è cattivo.
- Yours Eternally ci racconta che l'esercito ucraino è buono.
- One Life at a Time spezza un po' il manicheismo affermando che tra israeliani e palestinesi bene o male sono relativi e ricorda, infatti, l'assassinio del giornalista palestinese Awdah Hathaleen.
- Le altre canzoni devo ancora ascoltarle.
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In sintesi:
L'Occidente è il Bene, a parte Trump.
Tutto ciò che non è Occidente è il Male, che ovviamente va combattuto.
L'unica eccezione è rappresentata dal conflitto israelo-palestinese: in quel caso e solo in quel caso, si può essere critici con la politica occidentale (senza esagerare, naturalmente).
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Grazie Bono e grazie U2: dinanzi a questo mondo caotico, finalmente qualcuno che sa suggerirci cosa e come pensare.

