Destra Vs sinistra oppure Popolo vs tecnocrazie?
di Riccardo Paccosi - 08/02/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
Quello che mi pare sfugga a molti è che, oggi, scegliere tra destra e sinistra significa sostanzialmente scegliere fra Peter Thiel e Bill Gates, ovvero fra due diverse oligarchie del sistema capitalista occidentale.
Certo, le differenze fra i due poli sussistono.
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La rete di sinistra – di cui Gates è stato fino a oggi figura pubblica principale – l’abbiamo visto all’opera nell’ultimo decennio e sappiamo che ha un’impostazione globalista, ovvero volta alla creazione d’un governo unico mondiale, nonché un approccio tendenzialmente regolazionista verso l’economia e verso la società.
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La rete di destra – di cui Thiel è figura apicale sul piano sia imprenditoriale che filosofico – sta assumendo il potere in questo momento e sappiamo che, al posto del governo unico mondiale, persegue l’idea del predominio nazional-imperialista degli Stati Uniti sul resto del mondo; inoltre, questa rete enuncia la necessità di liberare le Big Tech da ogni vincolo e controllo.
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Le differenze succitate, sono alla base dello scontro politico e sociale ch’è in atto negli Stati Uniti: dagli Epstein files alle manifestazioni di Minneapolis.
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Lo scontro certamente reale e certamente cruento fra destra e sinistra, ovvero fra nazionalisti e globalisti, genera però una cortina fumogena occultante il fatto che ambo le fazioni in guerra perseguano i seguenti obiettivi:
a) Azzeramento della sovranità popolare su base elettiva e trasferimento del controllo della pubblica amministrazione e della vita sociale – in forma più regolazionista oppure più libertaria - alle grandi aziende private.
b) Sottomissione delle istituzioni e della società alle esigenze del mercato e della competizione internazionale.
c) Controllo totalitario sulle idee e sui comportamenti - tanto della massa quanto dei singoli individui – attraverso controllo biometrico, profilazione predittiva e credito sociale.
d) Corsa agli armamenti come motore di crescita economica e fattore atto a ritardare l’incombente crisi finanziaria americana.
e) Assoggettamento, sui piani sia nazionale che internazionale, alla causa suprematista e guerrafondaia del sionismo.
f) Assoggettamento della società e dell’umanità alle esigenze dello sviluppo telematico, cibernetico e robotico.
g) Estromissione della maggioranza della working class dal mercato del lavoro, con conseguente trasformazione di quest’ultima in useless class.
h) Ambiente di vita e di socialità digitalizzato, che sostituisce i riti e la religiosità azzerando altresì la sfera del sacro.
i) Prospettiva teleologica di sostituzione dell’umano con le macchine (punto in comune, questo, che azzera la differenza attualmente sussistente fra i due poli in merito a quell’agenda transgenderista che ha funto, in anni recenti, da fase propedeutica all’agenda transumanista).
L’elenco potrebbe proseguire, ma per oggi mi fermerei qui.
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C’è da scegliere, a questo punto, quale scelta compiere.
Se quella fra tecno-oligarchia di destra e tecno-oligarchia di sinistra o se, invece, non sia il caso di far nascere una dinamica nuova volta a contrapporre il potere del popolo a quello delle tecno-oligarchie, una dinamica promuovente la liberazione della coscienza e dell’esistenza fisica degli esseri umani dalla gabbia frenetica e senza quiete del mercato e della tecnica.
