Diritti verso il baratro, grazie a destra e sinistra
di Riccardo Paccosi - 07/07/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
Mentre corriamo dritti verso la terza guerra mondiale, questo terrificante video ci dimostra come siamo ridotti in quanto società.
Destra e sinistra spaccano la società in due, col risultato che il popolo tutto si sta incamminando verso il baratro della guerra con la medesima remissività della pecora dinanzi al suo tosatore.
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Chi mi segue, sa che sono a favore del blocco dell'immigrazione da lavoro, che però reputo fuorviante la piattaforma remigrazionista e che, infine, non ho una buona opinione di certe avanguardie politiche che la promuovono.
D'altro canto, chi mi segue sa anche che trovo anti-popolare e anti-proletario l'atteggiamento negazionista della sinistra intorno all'evidente crisi della società cosiddetta multiculturale in tutti i paesi occidentali. Soprattutto, trovo INFAME la tendenza della sinistra a qualificare come "razzisti" gli abitanti delle periferie che denunciano l'insostenibilità della loro condizione.
C'è però un altro aspetto che m'impedisce, in questa specifica circostanza, di essere pienamente equidistante: a cercare d'impedire una manifestazione altrui, in questo caso, il video mostra che sia stata come al solito la sinistra.
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In quanto ex-militante dell'area dei centri sociali - e dunque da persona che quei tentativi d'impedimento li ha praticati per anni - sento allora di dover fare un chiarimento storico e politico.
Questo autoassegnato "diritto" a impedire le manifestazioni degli altri, discende dagli anni '70 e dalla "pregiudiziale antifascista", ovvero si manifestò per impedire all'MSI di svolgere comizi, volantinaggi e via dicendo.
Al di là di questioni dottrinali trite e ritrite, il dato storico è che, in quell'epoca, MSI e sinistra extraparlamentare avevano entrambi, deliberatamente, scelto la strada dello scontro squadristico (personalmente ritengo che la responsabilità storica principale sia stata di Almirante, ma adesso questo non ha alcuna importanza).
Una volta esauritosi nei '90 il retaggio di quella vicenda, la sinistra antagonista continuò a praticare l'impedimento di manifestazioni altrui trasferendo l'attenzione verso formazioni politiche come la Lega che però, a differenza dell'MSI degli anni '70, non avevano affatto scelto una strada di contrapposizione fisica.
La cosa è andata avanti allargandosi ad altre realtà e finendo anche per coinvolgere, negli anni più recenti, formazioni del sovranismo costituzionale (e per di più connotate da aspetti d'analisi marxista) quali Fronte Sovranista Italiano, Fronte del Dissenso e Democrazia Sovrana e Popolare: tutte quante cacciate dalle piazze o minacciate dagli "antifa" perché ritenute da questi ultimi "di destra".
Questa deriva ritengo debba essere fermata e, come nel caso delle aggressioni ucraine alle manifestazioni contro il riarmo, è necessario che il diritto di manifestazione venga riconosciuto e salvaguardato come valore costituzionale inderogabile e che, pertanto,, nessuna avanguardia può permettersi di calpestarlo.
