Quindi esce fuori che forse il mandante dell'attentato a Ranucci è Lavitola
di Umberto Baccolo - 07/07/2026

Fonte: Umberto Baccolo
Quindi esce fuori che forse il mandante dell'attentato a Ranucci è Lavitola, il famoso autodichiarato "bandito", il faccendiere pregiudicato amico prima e estorsore poi di Berlusconi, protagonista di alcune delle storie più losche della politica degli scorsi decenni. Tanto che gli influencer di sinistra come Scanzi subito partono all'attacco, lo dicevamo che dietro ci stava un criminale di destra, che è stato legato alla destra di governo, che voleva mettere a tacere il prode Sigfrido. Solo che il problema è che come Ranucci stesso dice, Lavitola dal 2019 è uno dei suoi migliori amici, si sentono tutti i giorni, mangiano assieme e mai Sigfrido aveva pensato di mettere in cantiere inchieste collegate a lui.
Qui viene da dire: io sono di Nessuno tocchi Caino, ragiono in un certo modo e quindi ho molti amici condannati anche per reati gravissimi, ma che sono del tutto cambiati dai tempi dei reati. E lo rivendico con orgoglio. Ma Ranucci no, è uno come Travaglio (il signor "mai stringerò la mano a un pregiudicato"). Ranucci quelli come noi di Caino li schifa e li attacca su Report. Lui è quello puro, quello con la schiena dritta, quello coraggioso senza scheletri o strane amicizie, vuole raccontarsi ed è percepito un po' come Gratteri, come un cavaliere senza macchia o ambiguità della sinistra giustizialista più intransigente. Quindi, se ti racconti così, ma come fai a essere amico stretto di uno come Lavitola? Uno che sguazza nel malaffare politico ed economico, che dell'ambiguità ha fatto la sua identità? Di destra tra l'altro, tutto quello che tu dici di aborrire. E se questo è così amico tuo che tu sei sconvolto all'idea che ci sia dietro lui, perché diamine ti vorrebbe morto o intimidito? Metti che ti è stato amico anni per fregarti poi, ma tu considerato grande segugio e super giornalista di inchiesta, sei in realtà così ingenuo da farti manipolare e mettere nel sacco da uno che ha scritto "non fidarti" in faccia?
Che tra l'altro da tutto quello che si sa di te, tu non solo non sei ingenuo e bonaccione, anzi sei una volpe, uno che è meglio non farsi nemico, con un sacco di entrature e agganci e fonti di ogni tipo e che si muove a suo agio anche in ambienti pericolosi come quelli dei servizi segreti, a tuo modo un uomo di potere e sicuramente uno molto sveglio.
Quindi questa storia è sempre più assurda, non torna nulla. Nulla. Filippo Facci ironizza su chi potrebbe pensare che si è fatto l'attentato fallito da solo, come a volte facevano, mi diceva un mio amico magistrato di lunga esperienza nell'antimafia, certi suoi colleghi molti anni fa per darsi credito di eroi perseguitati per il loro coraggio o altre personalità per accusare i nemici politici. Ovviamente io non penso certo questo, minimamente, però questa storia è davvero strana strana, come è strana la grande amicizia tra l'icona della sinistra giustizialista e l'uomo simbolo del malaffare politico dell'era Berlusconi.
