Disfatta di Trump alle mid-term. Cosa può succedere adesso anche in Europa
di Antonio Terrenzio - 05/11/2026

Fonte: Antonio Terrenzio
Trump perde nettamente le midterm consegnando Camera e Senato ai Democratici andando peggio di ogni previsione. Perde anche nei suoi feudi Repubblicani: Texas, Kansas, Iowa, Carolina del Sud. La poltica erratica in Medio Oriente e la crisi di Hormuz seguito all'attacco improvvido all'Iran è stata la causa principale della sua debacle e con essa, l'assoggettamento all'agenda sionista di Israele. Donald Trump è stato fagocitato dai neoconservatori che lo hanno portato a rinnegare tutto ciò che di positivo aveva svolto nel primo mandato. La promessa della fine delle guerre infinite è stata nettamente disattesa e molti suoi elettori hanno deciso di sfiduciarlo. Il volto di Fox news Tucker Carlson è stato l'uomo di punta ad aver catalizzato la delusione del mondo Maga. La decisione di appiattirsi alle politiche espansionistiche Israeliane è stato il sintomo di una continuità con tutte le amministrazioni precedenti Dem e Repubblicane, e gli elettori hanno capito l'inganno decidendo di sfiduciare il Presidente Repubblicano. Complici gli aumenti del costo dei carburanti e dell'inflazione che si sono abbattuti in America e che hanno impattato negativamente su tutta l'Europa. Gli annunci e le smentite dei suoi obiettivi in Medio Oriente hanno eroso la credibilità di Trump che ha finito per perdere sempre più consensi dando l'idea di essere un megalomane inaffidabile. La rielezione di Trump partiva con la promessa di spazzare via il Deep State, di eseguire quel rupulisti non effettuato nel suo primo mandato, di porre fine alle politiche guerrafondaie per prediligere la destinazione di risorse nell'economia interna americana. La politica sui dazi usata come strumento minatorio nei riguardi dell'UE non ha prodotto cambiamenti positivi nell'economia americana che continua ad annaspare, con una deindustrializzazione che non trova rimedio. Gli elettori della "Rust Belt" hanno votato Trump perché desiderosi di vedere dei cambiamenti economici che si traducessero nella ricostruzione degli impianti produttivi, quell'American First che doveva tradursi in un disimpegno dai maggiori teatri di guerra. Anche la prosecuozione della guerra in Ucraina non ha certo giovato il Tycoon, accusato dai media liberal-progressisti di essere in combutta con Putin. Invece è stata l'ambiguità manifestata nei confronti della Russia, prima blandita nel vertice di Anchorage e poi ammonita con sanzioni economiche a non rappresentare una linea coerente della Casa Bianca. L'Europa e l'Ucraina continuano infatti ad essere foraggiate con sistema d'arma, dall'IA e dal sistema satellitare americano Starlink. La sfiducia mostrata nei confronti di Zelensky non si traduce in un defenestramento di quest'ultimo che continua ad essere sostenuto da Londra e Berlino. Anche la volontà di spingere gli alleati europei ad aumentare il budget nella difesa al tetto del 5% non sono si sono tradotti in un disimpegno degli Usa. Questo ricordiamolo, quando Trump prometteva ai suoi elettori un'uscita unilaterale degli USA dalla Nato, cosa alla quale solo gli ingenui e gli sprovveduti potevano davvero credere. La politica estera ondiviga ed irrisoluta dell'amministratore repubblicana, unita alle uscite fuori controllo del Presidente USA, hanno contrariato non solo i suoi infidi partner Europei succubi dell'egemonia globalista, ma anche lo zoccolo duro dei suoi elettori. Ciò che di buono è stato fatto nell'arginare le follie woke tagliando i fondi alle Università americane e porre un freno all'immigrazione illegale tramite l'ICE, apprezzati dal suo elettorrato, non sono bastate ad arginare la slavina che si è abbattuta su entrambe le camere al Congresso. Per i prossimi due anni Trump vedrà un congresso che gli remerà contro su ogni provvedimento di bilancio in politica estera ed interna. Certo potrà utilizzare il veto e già ha minacciato di farlo. Non sarebbe una novità dato che anche Barack Obama quando perse la Camera ne fece utilizzo per dieci volte. Ma è chiaro che il suo potere di indirizzo delle sue politiche sarà compromesso per il resto del suo mandato e le conseguenze più nefaste potranno aversi soprattutto lungo il confine ucraino ed un suo prossimo inasprimento, con buona pace delle velleità del leader repubblicano di trovare un accordo per una cessezione deI conflitto. I Neoconservatori di marca Dem ostacoleranno ogni progetto di pace e non è escluso che per frenare le iniziative di Trump in tal senso possano ricattarlo con procedure di impeachment. Mentre pochi cambiamenti potranno esserci nei riguardi dell'Iran che potrebbe essere utilizzato come sfogo strategico da parte del Presidente Usa per un attacco su vasta scala e come strumento di compensazione alla sua amministrazione azzoppata. Ed ovviamente da Netanyahu che avrà maggiori poteri di ricatto su Donald Trump costringendolo a rompere gli indugi in un attacco definitivo degli Usa sull'Iran. Tucker Carlson su X ha persino avanzato l'ipotesi di un attacco nucleare. Ma è in Europa dove purtroppo si vedranno gli effetti più negativi della perdita di influenza dell'amministratore Repubblicana su quei governi e partiti sovranisti-identari che cercano di cambiare gli equilibri interni dell'UE. Il tentativo di colpo di Stato in Polonia ai danni del Presidente della Corte Costituzionale Nawrocki sono uno dei segnali piu indicativi della partita che in ambito Europeo si sta giocando tra i poteri globalisti dell'UE ed i sovranismi nazionali. Con il controllo della Corte Costituzionale avverrebbe l'annientamento della Polonia, fagocitata nel sistema dell'Euro e con la possibilità di mettere al bando esponenti i


