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Il cordoglio di Stato per Emma Bonino ci spiega meglio di tanti discorsi l'equivalenza destra/sinistra

di Antonio Catalano - 13/09/2026

Il cordoglio di Stato per Emma Bonino ci spiega meglio di tanti discorsi l'equivalenza destra/sinistra

Fonte: Antonio Catalano

Il governo Meloni ha disposto funerali di Stato per Emma Bonino.
Emma Bonino non è stata: 
- Presidente della Repubblica
- Presidente di organi costituzionali
- Cittadina caduta nell’adempimento del proprio dovere
La legge prevede che la cerimonia istituzionale spetti di diritto a chi abbia ricoperto una carica di ministro, ma solo quando la morte occorre durante il mandato.
Nessuna delle circostanze citate giustifica quindi il funerale di Stato. A meno che non si voglia considerare la defunta come una “Personalità che ha dato particolare lustro alla Nazione” (in campo scientifico, letterario, artistico, sportivo economico o sociale). Esclusi il campo scientifico, letterario, artistico, sportivo ed economico, rimane quello sociale.
Soffermiamoci pertanto su quale sia il "lustro sociale" che la Bonino avrebbe dato alla Nazione. 
E qui scopriamo, in modo originale, fuori dal solito  contenzioso politico, che in buona sostanza scompaiono completamente le differenze tra destra e sinistra. Perché entrambe condividono il fatto che la Bonino avrebbe dato “lustro” alla Nazione. 
In questo caso la morte mostra davvero d’essere una “livella”, ma non come diceva Totò nella sua famosa poesia, nel senso invece di mostrare come non ci sia nessuna differenza culturale, di pensiero profondo tra sinistra e destra attuali, entrambe espressioni, con modalità cosmetiche differenti, del medesimo “spirito del tempo”.
Solo un pensiero profondo, di quelli che coraggiosamente sfidano lo “spirito del tempo” (che, per semplicità, traduciamo con ideologia dominante), che non temono la gogna mediatica né tanto meno la facile irrisione dei clerici del potere, può obiettare che la Bonino in vita ha rappresentato la quintessenza del pensiero, della cultura, dello stile di vita dell’individuo alienato, mercificato, terribilmente solo ma terribilmente fiero di una totale libertà dall’essere.
Nell’oltre mezzo secolo scorso (1970-2025) la Bonino è stata l’espressione più alta della rivendicazione della libertà così come concepita dalle forze selvagge del libero mercato, inteso non solo in senso economico-commerciale, ma nel senso totalitario del pieno controllo dell’attività umana da parte del Capitale. La libertà nichilistica di fare ognuno quel che vuole… a condizione di non disturbare il Manovratore.
Paladina di lotte cosiddette civili (divorzio, aborto, droghe… eutanasia) in nome di un individualismo libertario nichilistico, e della sacralizzazione del principio del primato del singolo sulla comunità. 
Paladina dell’anti-cristianità (negazione del sacro valore della vita, della famiglia).
Paladina della supremazia assoluta del capitale finanziario. Eloquente, più d'ogni altro discorso, l’abbraccio esultante con il finanziere Soros, teorico e sostenitore dell’interesse privato tramite ong nelle faccende internazionali.
Paladina con + Europa dell’Europa che nega se stessa, la sua storia, la sua civiltà per abbracciare il dominio assoluto della finanza sui popoli.
Paladina dell’interventismo umanitario a suon di bombe contro popoli recalcitranti (i suoi viaggi con Pannella in Jugoslavia con tanto di elmetto e divisa militari in preparazione del terreno per i bombardamenti umanitari).
Paladina dell’immigrazionismo in nome del cosmopolitismo e dell’apolidia.
Paladina della supremazia del mercato sul lavoro (liberalizzazione e decontrattualizzazione del rapporto di lavoro).
Milei a confronto è un moderato.
Ogni occasione è stata quella giusta per vederla impegnata nella decostruzione di vincoli sociali, solidali e comunitari in nome e per conto dell’individuo-monade totalmente preda del capitale finanziario sovranazionale e antinazionale. Non a caso, sempre con Pannella, trasformò il partito radicale in partito transnazionale e sovranazionale. Attenzione alla data: 1989. Cadeva il campo sovietico, iniziava la globalizzazione a guida del capitale finanziario atlantico.
Le sue lotte per i diritti “civili”, le sue disobbedienze sono state condotte all’insegna della più spietata logica di aggressione ai popoli.
Dimenticavo di citare il cordoglio dell’Associazione nazionale magistrati che ricorda in Bonino una «donna capace di lottare per i diritti e di portare avanti battaglie sociali e civili».