Merz fa la guerra e gli operai gli fanno perdere le elezioni
di Riccardo D'Amico - 13/09/2026

Fonte: Come Don Chisciotte
In un articolo pubblicato per CDC, titolavo: “Quando i droni cadono le falsità volano”. Ebbene, dopo quanto accaduto in terra tedesca, non posso fare altro che confermare questa asserzione. In questo caso a volare sono state le menzogne arroganti dell’accusatore alla Russia, nonché cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Le sue sono state delle sentenze lapidarie, in tutti i sensi, perché a impennarsi è stata anche la percentuale di Alternative für Deutschland (AfD) nel land della Sassonia-Anhalt. Il partito, fondato nel 2013, negli ultimi tempi sta vivendo un apice politico senza precedenti.
Con il 43,8% dei voti, il candidato AfD Ulrich Siegmund è riuscito a detronizzare il filogovernativo Sven Schulze. L’Unione Cristiano-Democratica di Germania, conosciuta per essere la dimora politica di Angela Merkel, è letteralmente crollata sotto i voti dei vincitori. Con il 17,2% e con soli 15 seggi conquistati, la CDU è in picchiata libera. Ma non poteva essere da meno, visti gli sfaceli economico-politici che l’amministrazione nazionale sta portando. Vediamo una Germania sempre più in crisi economica e sempre più dedita a guerreggiare, fregandosene dei propri cittadini.
Risultati elezioni (Foto: Wikipedia)
Un cancelliere che taglia i posti di lavoro nell’industria più importante della nazione (quella dell’auto), comportando l’incremento del costo della vita quotidiana e aumentando il debito pubblico/PIL al 65,8%, non può godere del consenso elettorale. Anzi, forse è proprio il caso di dire che Merz sia uno dei politici più impopolari nella storia della Paese.
Infatti, l’AfD gioca facile, sparando sulla croce rossa mettendo in ridicolo giornalmente il Cancelliere per i suoi provvedimenti. Dopo tutto ciò, il Pierferdinando Casini di Germania, dinanzi alla debacle, cosa ha fatto? Si sarà scusato con gli operai mandati a casa? Avrà ammesso i suoi errori?
Ma neanche per sogno, mentre l’apparato produttivo perde ulteriormente pezzi con la cessione al fondo israeliano Aurelius Capital dello stabilimento Volkswagen di Osnabruck (nell’altro Stato federato di Bassa Sassonia), l’uomo BlackRock ha enunciato - imperterrito - che continuerà con la sua stagione di riforme. Insomma, un discorso elaborato da un miscuglio della tipica retorica antifascista e di sfacciataggine, che lo renderà ancora più odioso agli occhi della gente.
A proposito di gente. Scandagliando le varie statistiche di fine voto, il dato più indiscutibile è la percentuale della classe lavorativa che si è espressa a favore della forza politica di Alice Weidel. Infatti, il 61% dei proletari di Sassonia-Anhalt, ha votato AfD, certificando non solo il malcontento popolare, ma anche l’assenza della sinistra in Germania (fatta eccezione per il BSW di Sahra Wagenknecht). Le votazioni di ieri attestano la teoria di Costanzo Preve riguardante la morte della sinistra, la quale è stata sostituita con il progressismo elitario a cui assistiamo.
Tant’è che non essere parte della classe dominante è un reato mortale non solo per il governo tedesco. La “pravda bianca di Cernobbio”, il cosiddetto “giornale” dal nome "la Repubblica" pubblica un articolo della “Cassandra progressista” Tonia Mastrobuoni dal titolo: “Uomini, operai, persone economicamente disagiate e con un’istruzione bassa: ecco chi ha votato Afd”.
Ecco, forse abbiamo trovato un soggetto che riesce a banalizzare maggiormente gli eventi rispetto a Merz e a snobbare un intero ceto sociale, facendo intendere dal tono che a votare per AfD siano stati gli “sporchi, i poveracci"… la gente senza cultura”.
La Germania di oggi è l’Italia di domani.
Così come dovevamo guardare anticipatamente Atene per comprendere le rovine dell’euro, oggi, per capire la futura direzione politica italiana, bisogna osservare gli avvenimenti tedeschi, che - di fatto - non riguardano solo lo Stato federale preso in considerazione.
Futuro nazionale come l’AfD. È un destino già scritto e che sarà impresso dalle matite votanti.
