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Il diavolo, la destra e la sinistra

di Andrea Zhok - 17/07/2026

Il diavolo, la destra e la sinistra

Fonte: Andrea Zhok

Nel funzionamento dei media, non meno delle tesi esplicite che vengono presentate, conta l'imposizione del discorso dominante.
In questa fase, con il mondo che sta andando a fuoco verso una guerra mondiale, mentre l'endiadi Israele-USA sta tentando di ricostituirsi in impero unipolare a colpi di bombardamenti quotidiani, mentre l'Europa tutta, a partire dalla Germania, sta scendendo nel gorgo della deindustrializzazione perdendo cittadini con alta formazione e importando mano d'opera estera con bassa formazione, mentre tutto questo e molto altro sta succedendo, quest'estate ci viene imposto il tema della "Sicurezza fai da te" come questione fondamentale.
Non è importante per quali tesi questo o quel giornale o telegiornale parteggino, l'importante è che, su un tale tema, non ci si debba poter appellare a nessuna forma di ragione.
Si producono narrazioni mirate e si chiede alla plebe cogliona di contribuire lanciando sassi nell'arena.
Basta presentare in maniera umana la posizione di una delle parti in causa (X), raccontandone le vicende pregresse, i colpi della fortuna avversa, narrandone il possibile filo psicologico, suscitando empatia, per poi raccogliere i frutti in termini di gente che si vuole arruolare nelle fila dei difensori di X.
Anche persone intelligenti non vedono che il sottotesto fondamentale qui non sta nella realtà delle ragioni e dei torti, ma nella creazione e nel mantenimento della rabbia polarizzante.
Questa polarizzazione su temi, magari importanti, ma strutturalmente periferici (cioè temi che sono l'effetto di questioni più profonde a monte) permette al potere di consolidarsi.
E' il meccanismo per cui se guardo una partita e magari non ho ragioni per sostenere una squadra piuttosto che l'altra, comunque mi metto a tifare per una delle due squadre, perché solo così la partita diventa appassionante.
Discutere di quanta ragione aveva il profugo iracheno o l'attivista di destra, quanta ragione aveva il gioielliere derubato o il ladro assassinato, pone la discussione su un livello in cui chiunque si sente in grado di dire qualcosa di sensato.
Basta fare propria la narrazione empatica nei confronti di uno dei poli del conflitto (quella favorita dal proprio retroterra) e poi far partire il meccanismo del tifo.
A quel punto funziona tutto da solo, senza fatica, perché si incardina in meccanismi atavici, profondi, di appartenenza tribale.
Ovviamente questa polarizzazione serve ad una cosa soltanto, e cioè a rivivificare l'attuale finta opposizione tra destra e sinistra, in vista delle elezioni prossime venture.
Stanno caricando psicologicamente le appartenenze, come sempre, come nel 100% delle elezioni da mezzo secolo a questa parte.
Stanno caricando il meccanismo psicologico dello "schifo per la parte avversa" sul singolo tema (di solito tema di costume), in maniera che parta la molla "Pur di non mandare al governo quelli là (gli ALTRI) mi alleerei anche col diavolo!"
E siccome il diavolo si allea, appunto, con entrambe le parti, l'unico risultato certo è che alla fine sarà proprio lui a governare.