La vera natura della "minaccia islamica"
di Riccardo Paccosi - 17/07/2026

Fonte: Riccardo Paccosi
JIHADISTI E UCRAINI UNITI NELLA CAUSA NEO-COLONIALE
In Mali si sta intensificando la guerra mossa da forze jihadiste - facenti dichiarato riferimento ideologico ad Al Qaeda e all'Isis - contro un governo maliano che si è definitivamente liberato dal controllo economico della Francia e che ha formato - insieme a Niger e Burkina Faso - l'Alleanza degli Stati del Sahel (AES): un'alleanza militare e fondata sulla difesa della sovranità e delle risorse dell’Africa contro la predazione occidentale.
Ebbene, chi sta finanziando, armando e addestrando la guerriglia jihadista contro questi governi?
Ovviamente la Francia ma anche la cosiddetta Ucraina, ovvero un apparato pseudo-nazionale ch'è ormai da considerare - come dimostrato anche dall'attentato in terra tedesca contro un dissidente del regime - nulla più che una centrale terroristica internazionale.
.
LA FALLACIA DELLA FALLACI
La vicenda ci dimostra che un "pericolo islamista" esiste eccome: è quello rappresentato dai terroristi jihadisti armati e finanziati dal neocolonialismo occidentale.
Gruppi terroristi scagliati contro paesi interamente o maggioritariamente musulmani - ieri Iraq, Libia e Siria, oggi Iran e paesi del Sahel - che per decenni avevano fatto da argine all'integralismo terrorista, combattendolo e reprimendolo.
Tutto questo per dire che la tesi neocon – o alla Oriana Fallaci - secondo cui i problemi di convivenza con gli immigrati islamici in Europa e le guerre colonialiste dell’Occidente contro i paesi arabi sarebbero due espressioni d'un medesimo confllitto, è nulla più che una menzogna: sulla scena internazionale, esiste invece un terrorismo jihadista che, da oltre quarant’anni, viene finanziato e armato dagli Stati Uniti nonché da quei paesi occidentali che poi diventano teatro di attentati da parte dei medesimi soggetti finanziati.
Può certamente capitare, come con l’Isis in Siria dieci anni fa, che il molosso si liberi per un po’ dal guinzaglio del padrone e che quest’ultimo debba farlo rientrare nei ranghi a suon di bombe, ma il trend pluridecennale non è mai cambiato a livello di indirizzo generale.
.
DIVENTARE FILO-SIONISTI PER PAURA DEI MUSULMANI
Fra i credenti nella tesi fallace della Fallaci, molti si pongono in termini filo-israeliani e filo-sionisti per contrapposizione a una minaccia islamica che loro vedono appunto interna ed esterna. Così, tifano per un paese come Israele che si sta infiltrando in tutti i paesi occidentali per condizionarne i governi e che, soprattutto, è sempre stato corresponsabile delle guerre americane ai paesi arabi sopra citati e, di conseguenza, del potenziamento delle reti jihadiste in Medio Oriente negli ultimi decenni.
.
"EURABIA": CHI CI METTE I SOLDI?
Un altro esempio di quanto risulti mendace la tesi fallaciana di parallelismo tra conflitti sociali intorno all’immigrazione e guerre neo-colonialiste occidentali, ce lo fornisce l’attuale conflitto con l’Iran.
Coloro che sono preoccupati che l’Europa si trasformi in “Eurabia” e che tifano per USA e Israele nel conflitto in corso con la Repubblica Islamica dell'Iran, sanno quali paesi finanziano la costruzione di moschee in Europa? Risposta: Arabia Saudita e Qatar, ovvero proprio quei paesi alleati degli Stati Uniti che l’Iran ha di recente bombardato.
Dunque, di quale parallelismo tra immigrazione e guerra si va farneticando?!
.
COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA CONVIVENZA CON GLI IMMIGRATI MUSULMANI - 1
Quanto appena detto significa che il problema di convivenza con gli immigrati musulmani, in Europa e in Italia, non esiste?
A differenza di buona parte degli oppositori all’imperialismo occidentale, ebbene, io ritengo che un problema esista e per varie ragioni.
a) In generale, l’atto di far entrare nel proprio paese cinque milioni di immigrati in soli trent’anni implica il cancellare a priori qualsiasi ipotesi d’integrazione e attivare il conflitto sociale: e questo a prescindere dal colore dell’epidermide o dalla fede religiosa delle persone che sono entrate.
b) Nel campo islamico europeo, esistono certamente componenti che esprimono intenzioni suprematiste e, non di rado, trattasi di imam.
Ma questi sono problemi, in ogni caso, specifici dell’immigrazione islamica e che nulla hanno a che fare con le guerre israelo-americane contro i paesi musulmani.
Quando per esempio si sostiene che la micro-imprenditoria cinese presente nel nostro paese sta danneggiando la micro-imprenditoria locale, tale constatazione non implica affatto che la Cina sia da considerare un paese nemico ma che, semplicemente, abbiamo un problema con la sua immigrazione.
Stesso approccio sarebbe auspicabile, quindi, in rapporto all’Islam: a fronte delle componenti identitarie, suprematiste e rifiutanti integrazione a priori, ce ne sono tante altre con le quali si può e si deve privilegiare il dialogo (ovvero si tratta di fare l’esatto contrario di quello che fa la sinistra dei paesi occidentali: quest’ultima punta, al contrario, proprio sull’alleanza con le componenti più identitarie dell'immigrazione islamica).
.
COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DELLA CONVIVENZA CON GLI IMMIGRATI MUSULMANI - 2
Al di là di questo, il problema della convivenza con gli immigrati musulmani va inscritto in quello più generale che include islamici, asiatici, slavi e quant’altro: il “multiculturalismo” si è rivelato una menzogna generante nulla più che dissoluzione del tessuto sociale e quindi, mentre la destra parla solo di immigrazione clandestina per lasciare tutto com’è, occorre affermare che l’assai più impattante immigrazione da lavoro – imposta al ritmo di 100.000 ingressi l’anno ai governi italiani da Confindustria e altre centrali della classe padronale - deve essere integralmente bloccata.
.
UN SOLO NEMICO DI TUTTI I POPOLI
Per quanto riguarda lo scenario estero, gli jihadisti sostenuti in Mali da Francia e Ucraina nonché quelli finanziati a suo tempo in Libia e in Siria, ci dimostrano che non c’è un conflitto fra Islam e Occidente, bensì una guerra dell’Occidente neoliberista e postumanista contro il resto del mondo, nonché una guerra sociale lanciata dai medesimi governanti occidentali contro i propri popoli.
È arrivato il momento di capire, insomma, che i poteri che hanno deciso le guerre contro Gaza e l’Iran e contro la Russia, sono esattamente gli stessi che ci hanno regalato l’emergenza pandemica, l’immigrazione illimitata e, in ultimo, la prospettiva di una guerra nucleare.
La parziale opposizione di Trump ad alcune delle succitate strategie, non ha il potere di cambiare l’indirizzo generale e, come già durante il primo mandato del Presidente americano, osserviamo che è il mondo ad avere il potere di cambiare Trump e non il contrario come ancora credono i suoi sostenitori.
.
LO SCEMPIO DELLE BANDIERE
Non dobbiamo più accettare cortei di cittadini italiani sventolanti il tricolore che vengono avversati da un altro corteo sventolante la bandiera palestinese: chi è dalla parte della Patria, è sia contro l'immigrazione illimitata sia contro l'ingerenza di paesi stranieri quale Israele.
Pertanto, un punto di vista patriottico e popolare, contrapposto tanto alla destra quanto alla sinistra, non può più attendere.
.
Come ha detto ieri Emmanuel Macron, dinanzi all’imminente precipitare dell’Europa intera nella guerra, bisogna essere “pronti a versare il sangue”.
Personalmente sono d’accordo, bisogna essere pronti a versare il sangue: il loro, quello dei governanti europei.
