Il nomadismo fiscale e la delocalizzazione fanno saltare gli equilibri di sistema
di Fabrizio Pezzani - 15/03/2026

Fonte: Fabrizio Pezzani
Il modello neoliberista , la finanza e la massimizzazione del profitto eretti a ordine supremo hanno finito per scardinare gli equilibri delle democrazie con la creazione di paesi senza ricchezza e ricchezza senza paesi con conseguenze destabilizzanti sui processi produttivi e sulla redistribuzione dei redditi .La situazione di alto indebitamento delle democrazie occidentali oggi tremendamente alla ricerca di un’identità perduta incide sugli equilibri di sistema compromettendone l’equilibrio sempre più a rischio.
Oggi il liberismo e la globalizzazione finanziaria hanno finito per collocare le attività produttive dove i costi sono minori in funzione non degli interessi delle nazioni ma delle aziende stesse ed indipendentemente dagli effetti sulla tenuta della democrazia di quei paesi . La strutturazione dei processi produttivi ha separato il capitale dal lavoro ma anche il capitale dai singoli stati perché la delocalizzazione del lavoro consente anche la delocalizzazione delle imposte e il loro nomadismo alla ricerca delle condizioni migliori così le ricchezze si accumulano in aree fuori dai controlli fiscali , i paradisi fiscali che sembrano intoccabili perché quei capitali afferiscono ai centri di potere . Le minori entrate non solo hanno effetti sulle minori risorse da destinare alla riduzione dei debiti pubblici che aumentano anche in funzione dei tassi di interesse mai così variabili ed alla riduzione dei crescenti conflitti sociali ma spingono alla ricerca continua di collocazioni produttive più convenienti così il lavoro diventa ostaggio del capitale.
La strumentazione finanziaria , la sua opportunistica legittimazione accademica grazie ai Nobel , impropriamente , assegnati alla finanza razionale , la deregolamentazione degli scambi ed il mancato controllo delle operazioni finanziarie , specie le OTC ( 0ver the counter ) che sono operazioni fuori dai mercati borsistici e non quantificabili, hanno favorito sistematicamente l’elusione fiscale e la concentrazione dei flussi di ricchezza nei luoghi più favorevoli alla loro moltiplicazione al di fuori dei controlli necessari .
Si sono così creati contenitori finanziari come i fondi finanziari che controllano masse infinite di ricchezza finanziaria in grado di condizionare i processi decisionali dei singoli stati eludendo quelle parvenze di democrazia che vanamente continuiamo ad invocare assumendo , come scrive Noam Chomsky, forme simili a senati virtuali sopra gli ordinamenti statali .
Si genera , quindi , uno sviluppo diseguale ed una crescita pauperizzante vale a dire che il valore si crea ma si ripartisce in modo non uniforme rispetto alla distribuzione della produzione . La capacità di accumulare e ritenere valore non è legata alla capacità di produrre quanto a quella di occupare i nodi di concentrazione del valore che talora si collocano a monte ( progettazione e design ) talvolta a valle ( distribuzione e vendita ) ma sempre nell’attività di organizzazione e controllo della catena .
L’adozione di questo modello produttivo e di questa finanziarizzazione dell’economia reale riapre completamente i termini del rapporto di forza capitale-lavoro con una posizione di vantaggio per il capitale .
Al centro del dramma sociale che sta devastando il nostro tempo è la mancanza di opportunità di lavoro per i giovani ma in genere per tutti quelli che vedono progressivamente perdere la speranza di un futuro migliore . Le cure proposte sono solo pannicelli caldi che dimostrano la cecità e l’incapacità di leggere la storia . Questo modello culturale vede il lavoro solo come costo e come fattore produttivo da ridurre al minimo e spremere fino a quando è da gettare via .
Siamo di fronte ad un modello culturale innalzato impropriamente su una finanza da rapina che mira alla massimizzazione della ricchezza come fine ultimo generando sistematicamente comportamenti illeciti che è arrivato al suo declino sia dal punto di vista economico-finanziaria sia dal punto di vista di valori morali e sociali abbandonati .
La vera sfida che abbiamo di fronte è prendere atto che abbiamo sviluppato un modello socioculturale che distrugge i sistemi sociali e depriva la democrazia dei suoi antiche valori ricordati a parole ma completamente dimenticati nei fatti.

