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Il nuovo 1989 della sinistra

di Riccardo Paccosi - 21/10/2026

Il nuovo 1989 della sinistra

Fonte: Riccardo Paccosi

In questi giorni, ho letto molti post di taglio marxista volti a indicare più o meno la seguente tesi: una crisi sistemica che ha cancellato il futuro dalla psiche sociale, non può fare altro che generare forme di rivolta nichiliste come quelle a cui abbiamo assistito in questi giorni.
La tesi trovo sia intrinsecamente corretta, ma non vorrei ch'essa fosse usata per gigionismo intellettuale ovvero che vengano utilizzate le altitudini analitiche al solo scopo di eludere il problema immediato: la crisi sociale di oggi è connessa alla crisi del paradigma multiculturale, con tutti gli aspetti di disgregazione del tessuto sociale e di polarizzazione che ne conseguono.
L'elemento multiculturale, infatti, fa sì che a condannare le proteste ci siano non solo i piccolo-borghesi del "signora mia dove andremo a finire", ma anche ampia parte del ceto popolare.  
E allora vanno bene tutte le disamine sociologiche di questo mondo PURCHE' si fissi, una volta per tutte, un dato storicamente compreso che è il seguente:
La crisi del multiculturalismo è conseguenza non già di una fantomatica "migrazione" spontanea, bensì di una strategia immigrazionista ideata, progettata e organizzata dalle èlite capitaliste sovranazionali.
Venendo a un termine - sinistra - in cui non mi riconosco più ma nel quale mi sono riconosciuto per buona parte della mia vita, va detto una volta per tutte che noi, come sinistra, abbiamo sostenuto questa nefasta strategia padronale per oltre trent'anni (io in realtà solo fino al 2002 ma non ha più importanza). Quest'appoggio ha contribuito alla dissoluzione dei legami sociali nelle metropoli, alla guerra fra poveri e ha regalato all'immeritevole destra politica, infine, la rappresentanza delle classi meno abbienti. 
La nostra corresponsabilità - la corresponsabilità di tutta la sinistra senza eccezione alcuna - per questa catastrofe è immensa, non minimizzabile e, in definitiva, essa esprime un fallimento storico di portata forse perfino superiore a quello inerente alla caduta del socialismo reale nel 1989.
La pagina della visione a favore dell'immigrazione illimitata, per concludere, dev'essere chiusa completamente e definitivamente: solo a quel punto si potrà parlare anche di altro.