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Il sorrisino del mondo progressista

di Antonio Catalano - 19/02/2026

Il sorrisino del mondo progressista

Fonte: Antonio Catalano

Il mondo progressista lo si riconosce per quell’atteggiamento sprezzante il senso comune che, essendo comune, quindi plebeo, va educato. 
Il mondo progressista è quello che di solito manifesta indignazione per reali o presunti casi di discriminazione, ma solo quando la reale o presunta discriminazione è commessa dall’altra parte.  
Il mondo progressista diventa indifferente, addirittura feroce, quando la propria idea non viene riconosciuta come il Bene. 
Il mondo progressista esprime piena solidarietà a quei giudici che hanno autorizzato il sequestro dei bambini Trevillion, neanche i genitori fossero due orchi. 
Il mondo progressista lo trovi col sorrisino sulle labbra quando denunci la violenza di un’operazione concepita da quegli ambienti che ritengono reazionaria la “famiglia del bosco”, ma quando cerchi di fargli capire che se il metro è quello per quale motivo poi non si adottano le stesse misure verso quelle famiglie Rom che molto spesso vivono nel puro degrado allora scatta l’indignazione. 
Il mondo progressista si arroga il diritto di definire la famiglia “del bosco” una “famiglia disfunzionale, composta da genitori disadattati che costringono all’asocialità anche i figli come se il perimetro dell’esistenza si esaurisse nella cerchia degli affetti familiari e non contemplasse anche il confronto/scontro col resto della società…”, come con tracotante superbia un utente di quel mondo scrive in un commento al bel post di Pino Cabras sulla lettera della mamma dei tre bambini sequestrati. 
Il mondo progressista è quello che si sente sopraffatto dai sentimenti, ma solo quando questi li può strumentalmente usare per la propria causa, naturalmente, neanche a dirlo, progressista.