Il vero razzismo progressista
di Massimo Mazzucco - 06/07/2026

Fonte: Massimo Mazzucco
Fra le file della sinistra si sta diffondendo una nuova parola d’ordine, una specie di “talking point” che si sente ripetere sempre più spesso dai difensori a spada tratta dell’immigrazione incontrollata: “Gli immigrati ci servono, altrimenti chi li raccoglie i pomodori?”
L’ho sentita dire più di una volta, da diversi esponenti “progressisti”, nei talk serali degli ultimi tempi.
Queste affermazioni celano una mentalità chiaramente razzista. E’ come se queste persone dicessero: “Ci vuole bene qualche pezzente che si spezzi la schiena per noi, e faccia i lavori più umili al posto nostro.”
Una volta questo ruolo era riservato agli schiavi, il cui ruolo era di rendere più leggera e facile la vita dei loro padroni, in cambio di qualche frustata e un tozzo di pane.
In realtà, la risposta giusta alla domanda “altrimenti chi li raccoglie i pomodori?” dovrebbe essere: “I pomodori possono raccoglierli tranquillamente gli italiani, basta pagarli una cifra giusta”.
Se i contratti fossero regolari, con una paga minima di 8 euro l’ora, stai tranquillo che di italiani disposti a raccogliere i pomodori ne trovi tanti. Se invece vuoi pagarli 2 euro all’ora meno le trattenute, ecco che solo il più disperato degli africani è disposto a piegare la schiena sotto il sole d’estate.
Quindi, quello che vuole la sinistra non è una immigrazione “perchè poverini scappano dalle guerre”, ma vuole schiere di manovalanza a costo praticamente nullo da poter sfruttare indegnamente.
Che è un concetto profondamente razzista, appunto.
